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Attaccare volantini per pubblicizzarsi: è legale?

3 Dicembre 2017


Attaccare volantini per pubblicizzarsi: è legale?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 Dicembre 2017



Volantinaggio: per chi vuole affiggere i manifesti pubblicitari sui muri dei palazzi privati, sui condomini o su quelli pubblici sono previste sanzioni solo economiche.

Hai messo su un piccolo mercatino dell’usato, un’attività per la realizzazione di siti internet o semplicemente ti proponi come estetista. Sei disponibile per impartire ripetizioni private o aiutare chi deve fare tesi di laurea. Per promuoverti e farti conoscere nella tua zona, dopo aver mandato un po’ di email agli amici hai deciso di stampare dei volantini e distribuirli nelle buche delle lettere dei condomini, sui tergicristalli delle auto parcheggiate e sui muri di alcuni palazzi del tuo quartiere. Senonché, trattandosi di pubblicità, ti chiedi se sia necessaria qualche autorizzazione del Comune o se ci sia qualche obbligo di natura fiscale. In altri termini vuoi sapere se attaccare volantini per pubblicizzarsi è legale o meno. A questa legittima domanda ti daremo la risposta qui di seguito. In particolare, ti spiegheremo come avviare la tua attività privata facendo leva sulla pubblicità, senza avere problemi con le autorità né rischiare multe, insomma, senza iniziare col piede sbagliato.

La prima cosa che devi sapere è che il volantinaggio è un’attività pienamente legale. È legale distribuire fogli, cartoline, flyier pubblicitari di qualsiasi tipo o dimensione. Non è vietato lasciarli nella cassetta delle lettere dei condomini o attaccati ai vetri delle auto. Sei libero di posarli sul bancone di un bar se il titolare ti dà il permesso in qualsiasi altro esercizio commerciale (pensa a quanti ne hai visti sulle bacheche degli hotel). Chiaramente questo non ti autorizza a sporcare la città con la carta, a buttare i fogli per strada o ad invadere le piazze come se si trattasse di coriandoli. Devi sempre rispettare i luoghi pubblici e privati.

Per fare volantinaggio e distribuire i fogli pubblicitari non servono neanche autorizzazioni del Comune, non devi aprire partita Iva, non devi fare denuncia all’Agenzia delle Entrate né devi chiedere il permesso alla Questura. Si tratta di una attività completamente libera che nessuno ti può impedire. Fra l’altro, sul punto si è espressa di recente anche la giurisprudenza ribadendo che le attività di volantinaggio e distribuzione porta a porta dei dèpliant cartacei non possono essere sottoposte a limiti o permessi: non vi possono essere, dunque, né ordinanze comunali di restrizione né di sottoposizione ad autorizzazioni. Sul punto ha così deciso il Tar Lombardia [1] e il Tribunale di Cagliari [2]. Secondo i giudici le eventuali limitazioni alla distribuzione di volantini a scopo di pubblicità costituirebbe una violazione del principio costituzionale di libertà dell’iniziativa economica privata [3]: ragion per cui l’amministrazione non vanta poteri regolatori in materia. L’eventuale provvedimento amministrativo recante un tale divieto è, dunque, illegittimo e va disapplicato da parte del Giudice ordinario chiamato a decidere sulla legittimità o meno dell’ingiunzione di pagamento di sanzioni amministrative su di esso avente fondamento.

Vediamo ora che succede a chi, invece, non si limita a distribuire i volantini pubblicitari ma li lascia attaccati sui muri delle scuole, dei palazzi pubblici come il Comune, di quelli privati, sui pali della luce o dell’autobus. La prima cosa, a riguardo, che devi sapere – e che facilmente avrai già intuito – è che la proprietà privata è intangibile. Quindi, se lasci il volantino pubblicitario affisso a un edificio condominiale quest’ultimo lo potrà tranquillamente strappare o importi di farlo tu. Se poi da ciò è derivato anche un danno (ad esempio l’imbruttimento di un muro) ti può chiedere i soldi per ripristinare la parete per come era prima. Non sarà difficile farlo: hai lasciato i tuoi recapiti telefonici proprio sul volantino. Non dimenticare peraltro che il codice penale [4] prevede un reato per chi deturpa o imbratta le cose altrui; chi lo fa sugli immobili altrui o sui mezzi di trasporto pubblici o privati c’è una multa che va da 300 a mille euro. Se poi il fatto è commesso su cose di interesse storico o artistico la pena consiste nella reclusione da 3 mesi a un anno e nella multa da mille a 3mila euro. Sono del resto le stesse sanzioni di chi scrive sui muri.

Sempre il codice penale sanziona la cosiddetta affissione abusiva che scatta invece se si utilizzano gli spazi pubblici al di fuori di quelli predisposti appositamente dal Comune per i manifesti pubblicitari o elettorali (si pensi a chi lascia il volantino sulla facciata di una scuola o del Comune, lungo un muro di contenimento di un terreno o sulle cabine di attesa del pullman). In tal caso la sanzione pecuniaria va da 51 a 309 euro. Benché la norma sia inserita nel codice penale [5], tale comportamento non costituisce reato ma un semplice illecito amministrativo [6].

Se si vuole utilizzare uno degli spazi pubblici destinati alle affissioni pubblicitarie è necessario chiedere l’autorizzazione del Comune che, di solito, rilascia dei timbri.

C’è infine il codice della strada [7] che vieta  la collocazione sulla sede stradale, sulle sue pertinenze, o in prossimità di essa, di insegne, cartelli, manifesti, impianti di pubblicità o propaganda, segni orizzontali reclamistici sorgenti luminose, visibili dai veicoli transitanti sul le strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l’efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l’attenzione, con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione, mira a impedire la collocazione sugli spazi destinati alla circolazione veicolare, così come sugli spazi a questi adiacenti, fonti di captazione o disturbo dell’attenzione dei conducenti dei veicoli. Spetta all’ente proprietario della strada la valutazione del maggiore o minore impatto di ogni messaggio pubblicitario sull’attenzione dei conducenti e, in funzione di tale valutazione, subordina ad autorizzazione la collocazione di cartelli e di altri mezzi pubblicitari lungo le strade o in vista di esse.

note

[1] Tar Lombardia, sent. n. 1133 del 21.06.2012.

[2] Trib. Cagliari, sent. n. 1454/2014.

[3] Art. 41 Cost.

[4] Art. 639 cod. pen.

[5] Art. 663 cod. pen.

[6] Cas. sent. del 17.11.1993: «L’affissione, in luogo pubblico od aperto al pubblico, di manifesti, non inerenti alla propaganda elettorale, al di fuori degli spazi determinati non è prevista dalla legge come reato, ma costituisce un illecito amministrativo. La fattispecie, infatti, è contemplata dall’art. 2, legge 23 gennaio 1941 n. 166 ed, a norma dell’art. 4 della stessa legge, è punita con la pena stabilita dall’art. 663 c.p., che è soltanto l’ammenda in quanto tale era la pena prevista nel testo originario della norma, vigente all’epoca di entrata in vigore della legge n. 166 del 1941 citata».

[7] Art. 23 cod. str.

ARTICOLO 23 CODICE STRADA

1. Lungo le strade o in vista di esse è vietato collocare insegne, cartelli, manifesti, impianti di pubblicità o propaganda, segni orizzontali reclamistici, sorgenti luminose, dai veicoli transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l’efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l’attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione; in ogni caso, detti impianti non devono costituire ostacolo o, comunque, impedimento alla circolazione delle persone invalide. Sono, altresì, vietati i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari rifrangenti, nonché le sorgenti e le pubblicità luminose che possono produrre abbagliamento. Sulle isole di traffico delle intersezioni canalizzate è vietvisibili ata la posa di qualunque installazione diversa dalla prescritta segnaletica.

2. è vietata l’apposizione di scritte o insegne pubblicitarie luminose sui veicoli. è consentita quella di scritte o insegne pubblicitarie rifrangenti nei limiti e alle condizioni stabiliti dal regolamento, purché sia escluso ogni rischio di abbagliamento o di distrazione dell’attenzione nella guida per i conducenti degli altri veicoli.

[3. Lungo le strade, nell’ambito e in prossimità di luoghi sottoposti a vincoli a tutela di bellezze naturali e paesaggistiche o di edifici o di luoghi di interesse storico o artistico, è vietato collocare cartelli e altri mezzi pubblicitari.] (6)

4. La collocazione di cartelli e di altri mezzi pubblicitari lungo le strade o in vista di esse è soggetta in ogni caso ad autorizzazione da parte dell’ente proprietario della strada nel rispetto delle presenti norme. Nell’interno dei centri abitati la competenza è dei comuni, salvo il preventivo nulla osta tecnico dell’ente proprietario se la strada è statale, regionale o provinciale.

5. Quando i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari collocati su una strada sono visibili da un’altra strada appartenente ad ente diverso, l’autorizzazione è subordinata al preventivo nulla osta di quest’ultimo. I cartelli e gli altri mezzi pubblicitari posti lungo le sedi ferroviarie, quando siano visibili dalla strada, sono soggetti alle disposizioni del presente articolo e la loro collocazione viene autorizzata dalle Ferrovie dello Stato, previo nulla osta dell’ente proprietario della strada.

6. Il regolamento stabilisce le norme per le dimensioni, le caratteristiche, l’ubicazione dei mezzi pubblicitari lungo le strade, le fasce di pertinenza e nelle stazioni di servizio e di rifornimento di carburante. Nell’interno dei centri abitati, nel rispetto di quanto previsto dal comma 1, i comuni hanno la facoltà di concedere deroghe alle norme relative alle distanze minime per il posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari, nel rispetto delle esigenze di sicurezza della circolazione stradale. (10)

7. è vietata qualsiasi forma di pubblicità lungo e in vista degli itinerari internazionali, delle autostrade e delle strade extraurbane principali e relativi accessi. Su dette strade è consentita la pubblicità nelle aree di servizio o di parcheggio solo se autorizzata dall’ente proprietario e sempre che non sia visibile dalle stesse. Sono consentiti i segnali indicanti servizi o indicazioni agli utenti purché autorizzati dall’ente proprietario delle strade. Sono altresì consentite le insegne di esercizio, con esclusione dei cartelli e delle insegne pubblicitarie e altri mezzi pubblicitari, purchè autorizzate dall’ente proprietario della strada ed entro i limiti e alle condizioni stabilite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Sono inoltre consentiti, purchè autorizzati dall’ente proprietario della strada, nei limiti e alle condizioni stabiliti con il decreto di cui al periodo precedente, cartelli di valorizzazione e promozione del territorio indicanti siti d’interesse turistico e culturale e cartelli indicanti servizi di pubblico interesse. Con il decreto di cui al quarto periodo sono altresi’ individuati i servizi di pubblico interesse ai quali si applicano le disposizioni del periodo precedente. (11)

8. è parimenti vietata la pubblicità, relativa ai veicoli sotto qualsiasi forma, che abbia un contenuto, significato o fine in contrasto con le norme di comportamento previste dal presente codice. La pubblicità fonica sulle strade è consentita agli utenti autorizzati e nelle forme stabilite dal regolamento. Nei centri abitati, per ragioni di pubblico interesse, i comuni possono limitarla a determinate ore od a particolari periodi dell’anno.

9. Per l’adattamento alle presenti norme delle forme di pubblicità attuate all’atto dell’entrata in vigore del presente codice, provvede il regolamento di esecuzione.

10. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti può impartire agli enti proprietari delle strade direttive per l’applicazione delle disposizioni del presente articolo e di quelle attuative del regolamento, nonché disporre, a mezzo di propri organi, il controllo dell’osservanza delle disposizioni stesse.

11. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e quelle del regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 422,00 a euro 1.697,00. (2)

12. Chiunque non osserva le prescrizioni indicate nelle autorizzazioni previste dal presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.389 a euro 13.890 in via solidale con il soggetto pubblicizzato. (9)

13. Gli enti proprietari, per le strade di rispettiva competenza, assicurano il rispetto delle disposizioni del presente articolo. Per il raggiungimento di tale fine l’ufficio o comando da cui dipende l’agente accertatore, che ha redatto il verbale di contestazione delle violazioni di cui ai commi 11 e 12, trasmette copia dello stesso al competente ente proprietario della strada.

13 bis. In caso di collocazione di cartelli, insegne di esercizio o altri mezzi pubblicitari privi di autorizzazione o comunque in contrasto con quanto disposto dal comma 1, l’ente proprietario della strada diffida l’autore della violazione e il proprietario o il possessore del suolo privato, nei modi di legge, a rimuovere il mezzo pubblicitario a loro spese entro e non oltre dieci giorni dalla data di comunicazione dell’atto. Decorso il suddetto termine, l’ente proprietario provvede ad effettuare la rimozione del mezzo pubblicitario e alla sua custodia ponendo i relativi oneri a carico dell’autore della violazione e, in via tra loro solidale, del proprietario o possessore del suolo; a tal fine tutti gli organi di polizia stradale di cui all’articolo 12 sono autorizzati ad accedere sul fondo privato ove è collocato il mezzo pubblicitario. Chiunque viola le prescrizioni indicate al presente comma e al comma 7 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 4.739,00 a euro 18.954,00; nel caso in cui non sia possibile individuare l’autore della violazione, alla stessa sanzione amministrativa è soggetto chi utilizza gli spazi pubblicitari privi di autorizzazione. (5)

13 ter. [Non è consentita la collocazione di cartelli, di insegne di esercizio o di altri mezzi pubblicitari nelle zone tutelate dalle leggi 1 o giugno 1939, n. 1089, e 29 giugno 1939, n. 1497, dal decreto legge 27 giugno 1985, n. 312 convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n. 431 e dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394.] In caso di inottemperanza al divieto, i cartelli, le insegne di esercizio e gli altri mezzi pubblicitari sono rimossi ai sensi del comma 13-bis. Le regioni possono individuare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione le strade di interesse panoramico ed ambientale nelle quali i cartelli, le insegne di esercizio ed altri mezzi pubblicitari provocano deturpamento del paesaggio. Entro sei mesi dal provvedimento di individuazione delle strade di interesse panoramico ed ambientale i comuni provvedono alle rimozioni ai sensi del comma 13- bis. (3) (7)

13 quater. Nel caso in cui l’installazione dei cartelli, delle insegne di esercizio o di altri mezzi pubblicitari sia realizzata su suolo demaniale ovvero rientrante nel patrimonio degli enti proprietari delle strade, o nel caso in cui la loro ubicazione lungo le strade e le fasce di pertinenza costituisca pericolo per la circolazione, in quanto in contrasto con le disposizioni contenute nel regolamento, l’ente proprietario esegue senza indugio la rimozione del mezzo pubblicitario. Successivamente alla stessa, l’ente proprietario trasmette la nota delle spese sostenute al prefetto, che emette ordinanza – ingiunzione di pagamento. Tale ordinanza costituisce titolo esecutivo ai sensi di legge. (3) (4)

13-quater.1. In ogni caso, l’ente proprietario puo’ liberamente disporre dei mezzi pubblicitari rimossi in conformita’ al presente articolo, una volta che sia decorso il termine di sessanta giorni senza che l’autore della violazione, il proprietario o il possessore del terreno ne abbiano richiesto la restituzione. Il predetto termine decorre dalla data della diffida, nel caso di rimozione effettuata ai sensi del comma 13-bis, e dalla data di effettuazione della rimozione, nell’ipotesi prevista dal comma 13-quater. (12)

13 quinquies. Se il manifesto riguarda l’attività di soggetti elencati nell’articolo 20 del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, e successive modificazioni, il responsabile è esclusivamente colui che materialmente è colto in flagranza nell’atto di affissione. Non sussiste responsabilità solidale. (8). (1)

—–

(1) Il presente articolo prima modificato dall’art. 13, D.Lgs. 10.09.1993, n. 360 è stato poi così modificato dall’art. 30, L. 07.12.1999, n. 472 (G.U. 16.12.1999, n. 294, S.O. n. 220).

(2) La misura dell’importo della sanzione contenuta nel presente comma è stata così sostituita:

– dall’allegato 1, D.M. 22.12.2004 (G.U. 30.12.2004, n. 305);

– dall’allegato 1, D.M. 29.12.2006 (G.U. 30.12.2006, n. 302);

– dall’allegato 1, D.M. 17.12.2008 (G.U. 30.12.2008, n. 303) con decorrenza dal 1° gennaio 2009;

– dalla tabella I allegata al D.M. 22.12.2010 (G.U. 31.12.2010, n. 305) con decorrenza dal 1° gennaio 2011;

– dalla tabella I allegata al D.M. 19.12.2012 (G.U. 31.12.2012, n. 303) con decorrenza dal 01.01.2013;

– dalla tabella I allegata al D.M. 16.12.2014 (G.U. 31.12.2014, n. 302) con decorrenza dal 01.01.2015;

– dalla tabella I allegata al D.M. 20.12.2016 (G.U. 30.12.2016, n. 304) con decorrenza dal 14.01.2017. Si riporta di seguito il testo previgente:

“11. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e quelle del regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 422,00 a euro 1.695,00.”.

(3) Il presente comma è stato aggiunto dall’art. 30, L. 07.12.1999, n. 472 (G.U. 16.12.1999, n. 294, S.O. n. 220).

(4) Le denominazioni dei Ministri, dei Ministeri o di altri uffici, contenute nel presente documento, sono state così sostituite in virtù dell’art. 17, D.Lgs. 15.01.2002, n. 9.

(5) Il presente comma è stato aggiunto dall’art. 30, L. 07.12.1999, n. 472 e poi modificato dall’art. 1, D.L. 27.06.2003, n. 151 come modificato dall’allegato alla L. 01.08.2003, n. 214 e dall’art. 5 L. 29.07.2010, n. 120, con decorrenza dal 13.08.2010. La misura dell’importo della sanzione contenuta nel presente comma è stata così sostituita:

– dall’allegato 1, D.M. 29.12.2006 (G.U. 30.12.2006, n. 302);

– dall’allegato 1, D.M. 17.12.2008 (G.U. 30.12.2008, n. 303) con decorrenza dal 1° gennaio 2009;

– dalla tabella I allegata al D.M. 22.12.2010 (G.U. 31.12.2010, n. 305) con decorrenza dal 1° gennaio 2011;

– dalla tabella I allegata al D.M. 19.12.2012 (G.U. 31.12.2012, n. 303) con decorrenza dal 01.01.2013;

– dalla tabella I allegata al D.M. 16.12.2014 (G.U. 31.12.2014, n. 302) con decorrenza dal 01.01.2015;

– dalla tabella I allegata al D.M. 20.12.2016 (G.U. 30.12.2016, n. 304) con decorrenza dal 14.01.2017. Si riporta di seguito il testo previgente:

“13 bis. In caso di collocazione di cartelli, insegne di esercizio o altri mezzi pubblicitari privi di autorizzazione o comunque in contrasto con quanto disposto dal comma 1, l’ente proprietario della strada diffida l’autore della violazione e il proprietario o il possessore del suolo privato, nei modi di legge, a rimuovere il mezzo pubblicitario a loro spese entro e non oltre dieci giorni dalla data di comunicazione dell’atto. Decorso il suddetto termine, l’ente proprietario provvede ad effettuare la rimozione del mezzo pubblicitario e alla sua custodia ponendo i relativi oneri a carico dell’autore della violazione e, in via tra loro solidale, del proprietario o possessore del suolo; a tal fine tutti gli organi di polizia stradale di cui all’articolo 12 sono autorizzati ad accedere sul fondo privato ove è collocato il mezzo pubblicitario. Chiunque viola le prescrizioni indicate al presente comma e al comma 7 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 4.734,00 a euro 18.935,00; nel caso in cui non sia possibile individuare l’autore della violazione, alla stessa sanzione amministrativa è soggetto chi utilizza gli spazi pubblicitari privi di autorizzazione.”.

(6) Il presente comma è stato abrogato dall’art. 184, D.Lgs. 22.01.2004, n. 42, con decorrenza dal 01.05.2004.

(7) Il primo periodo del presente comma è stato abrogato dall’art. 184, D.Lgs. 22.01.2004, n. 42, con decorrenza dal 01.05.2004.

(8) Il presente comma è stato aggiunto dall’art. 1, comma 481, L. 30.12.2004, n. 311, con decorrenza dal 01.01.2005.

(9)  Il presente comma prima modificato dall’allegato 1, D.M. 22.12.2004 (G.U. 30.12.2004, n. 305), dall’allegato 1, D.M. 29.12.2006 (G.U. 30.12.2006, n. 302),  dall’allegato 1, D.M. 17.12.2008 (G.U. 30.12.2008, n. 303) con decorrenza dal 1° gennaio 2009 e  dalla tabella I allegata al D.M. 22.12.2010 (G.U. 31.12.2010, n. 305) con decorrenza dal 1° gennaio 2011, sostituito dall’art. 36 D.L. 06.07.2011, n.  98 (G.U. 06.07.2011, n. 155) così come modificato dall’allegato alla legge di conversione L. 15.07.2011, n. 111 (G.U. 16.07.2011, n. 164) con decorrenza dal 17.07.2011, dalla tabella I allegata al D.M. 16.12.2014 (G.U. 31.12.2014, n. 302) con decorrenza dal 01.01.2015, è stato da ultimo così modificato dalla tabella I allegata al D.M. 20.12.2016 (G.U. 30.12.2016, n. 304) con decorrenza dal 14.01.2017. Si riporta di seguito il testo previgente:

“12. Chiunque non osserva le prescrizioni indicate nelle autorizzazioni previste dal presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.388 a euro 13.876 in via solidale con il soggetto pubblicizzato.”.

(10) Il presente comma prima modificato da è stato così modificato dall’art. 5 L. 29.07.2010, n. 120, con decorrenza dal 13.08.2010. Si riporta di seguito il testo previgente:

“6. Il regolamento stabilisce le norme per le dimensioni, le caratteristiche, l’ubicazione dei mezzi pubblicitari lungo le strade, le fasce di pertinenza e nelle stazioni di servizio e di rifornimento di carburante. Nell’interno dei centri abitati, limitatamente alle strade di tipo E) ed F), per ragioni di interesse generale o di ordine tecnico, i comuni hanno la facoltà di concedere deroghe alle norme relative alle distanze minime per il posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari, nel rispetto delle esigenze di sicurezza della circolazione stradale. “.

(11) Il presente comma è stato così modificato dall’art. 5 L. 29.07.2010, n. 120, con decorrenza dal 13.08.2010. Si riporta di seguito il testo previgente:

“7. è vietata qualsiasi forma di pubblicità lungo e in vista degli itinerari internazionali, delle autostrade e delle strade extraurbane principali e relativi accessi. Su dette strade è consentita la pubblicità nelle aree di servizio o di parcheggio solo se autorizzata dall’ente proprietario e sempre che non sia visibile dalle stesse. Sono consentiti i cartelli indicanti servizi o indicazioni agli utenti purché autorizzati dall’ente proprietario delle strade. Sono altresì consentite le insegne di esercizio, con esclusione dei cartelli e delle insegne pubblicitarie e altri mezzi pubblicitari, purchè autorizzate dall’ente proprietario della strada ed entro i limiti e alle condizioni stabilite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.”.

(12) Il presente comma è stato aggiunto dall’art. 5 L. 29.07.2010, n. 120, con decorrenza dal 13.08.2010.


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1 Commento

  1. qualcuno sa se si puo pubblicizzare le agenzie di scommesse sportive?
    ame anno detto che è vietato: la geolocalizzazione la pubblicita sui social ,aprireuna pagina internet fare volantinaggio e per sino leinscrizioni di insegne luminose e non.
    sapete darmi dei chiarimenti esatti per favore? grazie a tutti

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