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Arriva l’assegno di ricollocazione: 30mila lettere inviate

17 marzo 2017


Arriva l’assegno di ricollocazione: 30mila lettere inviate

> Business Pubblicato il 17 marzo 2017



Il Presidente del Consiglio Gentiloni annuncia l’invio di trentamila lettere con l’assegno di ricollocazione ai disoccupati. Ecco cos’è.

Mentre il dibattito sui voucher rimane ben acceso, tra chi si propone di ridurli solo alle famiglie e chi preferirebbe piuttosto eliminarli del tutto, entra in fase sperimentale l’assegno di ricollocazione, un nuovo strumento messo a disposizione per i disoccupati alla ricerca di nuovo impiego.

Che cos’è l’assegno di ricollocazione?

L’assegno di ricollocazione è previsto all’interno del Jobs Act e si tratta di uno strumento di politica attiva del lavoro, che prevede che, a fronte di un benefit, chi è in cerca di lavoro si attivi sul mercato. Per sapere come funziona nello specifico la misura, ti consigliamo di consultare la nostra guida Disoccupazione: assegno di ricollocazione, 5mila euro per i disoccupati.

Chi percepirà l’assegno?

Percepiranno l’assegno di ricollocazione i lavoratori che da almeno quattro mesi percepiscono il Naspi, Nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego.

Si prevede per loro un bonus fino ad un massimo di 5.000€ per poter usufruire di “assistenza intensiva” alla ricollocazione in un centro per l’impiego oppure in un’agenzia per il lavoro accreditata. Una somma spendibile, quindi, presso i centri per l’impiego pubblici o privati accreditati regione per regione.

Già inviate trentamila lettere, solo il 10% del totale

Paolo Gentiloni in occasione della visita al centro per l’impiego di Avellino annuncia che le trentamila lettere appena inviate sono solo il 10% del totale di quelle che verranno inviate a regime.

«Bisogna estendere a tutti le tutele sul lavoro»

In occasione dell’anniversario dell’assassinio di Marco Biagi, il Presidente del Consiglio evidenzia la necessità di politiche attive del lavoro che siano lungimiranti e che prevedano non solo forme di tutela per chi il lavoro lo ha già ma anche «l’assistenza e l’accompagnamento del lavoratore da parte dello Stato […]. Estendere gradualmente a tutti le tutele sul lavoro. In questa direzione deve muoversi l’attività dell’Anpal, l’agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro».

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