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Lo sai che? Casella Pec piena: la notifica della cancelleria è valida?

Lo sai che? Pubblicato il 3 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 dicembre 2017

Responsabile l’avvocato che non svuota la casella di posta elettronica certificata e per questa ragione non riceve le email della cancelleria.

Sei un avvocato e, come tutti i tuoi colleghi, hai la posta elettronica certificata (Pec) per ricevere le notifiche da parte della cancelleria del Tribunale e dagli altri avvocati. Magari ricevi poche Pec e, per questo, non ti curi di svuotare periodicamente la casella così come invece fai, di tanto in tanto, con quella delle email tradizionali. Proprio per questo non ti sei mai chiesto cosa potrebbe succedere se un giorno, proprio perché hai la casella di posta elettronica certificata piena, la Pec dovesse tornare indietro al mittente? Che valore avrebbe la notifica: si potrebbe considerare ugualmente valida oppure andrebbe ripetuta, magari nelle forme tradizionali con l’ufficiale giudiziario? La risposta al tuo più che legittimo interrogativo è stata fornita dalla Cassazione con una sentenza di venerdì scorso [1]. La pronuncia è di particolare interesse per tutti i professionisti, per legge tenuti ad avere un indirizzo email certificato: essa spiega infatti come comportarsi quando il destinatario di una pec ha esaurito lo spazio libero, magari per un eccesso di spam o perché non si è curato di svuotare la casella. Vediamo dunque cosa hanno detto i giudici supremi.

Se la casella mail relativa alla Pec dell’avvocato è piena, la mancata notifica da parte della cancelleria è imputabile solo al destinatario che avrebbe dovuto accorgersi, per tempo, di aver esaurito i giga di spazio o, in caso di un eccesso di posta indesiderata, installare un software antispam per evitare messaggi affollassero il suo indirizzo di posta. Se, del resto, non fosse così, sarebbe fin troppo facile per l’avvocato, dopo aver adempiuto all’obbligo di attivare un abbonamento di posta elettronica certificata, riempirlo fino ad esaurire lo spazio e tornare a ricevere le notifiche alla vecchia maniera, ossia con l’ufficiale giudiziario. Con conseguente inutilità del nuovo sistema imposto dalla legge per tagliare i tempi e i costi del processo civile.

Dunque, se la mancata ricezione della Pec dipende dal fatto che la casella del difensore risulta piena, motivo che ha comporta il rifiuto del messaggio da parte del sistema, la notifica si considera ugualmente valida.

La pronuncia elenca una serie di accorgimenti che il professionista è tenuto ad adoperare per il corretto funzionamento della casella Pec. Ad esempio è tenuto a «dotare il terminale informatico utilizzato di software idoneo a verificare l’assenza di virus informatici per ogni messaggio in arrivo e in partenza e di software antispam idoneo a prevenire la trasmissione di messaggi di posta elettronica indesiderati», a conservare «le ricevute di avvenuta consegna dei messaggi trasmessi al dominio giustizia», a munirsi di una casella di posta elettronica certificata che «deve disporre di uno spazio disco minimo definito nelle specifiche tecniche, a dotarsi di servizio automatico di avviso dell’imminente saturazione della propria casella di posta elettronica certificata e a verificare l’effettiva disponibilità dello spazio disco a disposizione».

Deve in definitiva ritenersi regolarmente perfezionata la comunicazione o la notificazione mediante deposito in cancelleria [2] nel caso in cui la mancata consegna del messaggio di Pec sia imputabile al destinatario, ciò che si verifica quando il destinatario medesimo, venendo meno agli obblighi previsti dalla legge [3], non si doti dei necessari strumenti informatici ovvero non ne verifichi l’efficienza».

note

[1] Cass. sent. n. 54141/17 dell’1.12.2017.

[2] Art. 16, c. 6, dl n. 179/12

[3] Art. 20 del dm 44/2011.


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