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Procedimento disciplinare: non si può differire il colloquio

17 Marzo 2017


Procedimento disciplinare: non si può differire il colloquio

> Business Pubblicato il 17 Marzo 2017



I giudici della Suprema Corte intervengono in materia. Il lavoratore ha l’obbligo di presentarsi al colloquio disciplinare.

In caso di richiesta di colloquio per provvedimenti disciplinari, il lavoratore non può mancare all’appuntamento fissato.
È quanto stabilito dai giudici della Corte di Cassazione con una recente sentenza [1].

Il lavoratore non può chiedere un differimento

Il lavoratore che abbia fatto richiesta di essere sentito oralmente per rendere le proprie giustificazioni, in merito ad un procedimento disciplinare, non ha diritto di avere un differimento dell’incontro per il colloquio fissato dal datore di lavoro. Soprattutto non ne ha diritto laddove tale esigenza non sia giustificata, ma si concretizzi in una generica impossibilità ad esser presente.

Obbligo di rinvio se v’è esigenza difensiva altrimenti non tutelabile

Al contrario, laddove la richiesta del lavoratore derivi da un’esigenza difensiva altrimenti non tutelabile, il datore avrà l’obbligo di rinviare l’incontro.

Cosa prevede la normativa?

Secondo quanto previsto dalla legge, il lavoratore può presentare a sua difesa giustificazioni scritte o richiedere di essere sentito oralmente entro 5 giorni dalla ricezione della contestazione da parte del datore.  Il lavoratore può farsi assistere da un rappresentante dell’associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato; è invece esclusa la possibilità di assistenza da parte di un legale[2]. Entro tale termine il lavoratore deve far pervenire le controdeduzioni al datore di lavoro; conseguentemente il termine non può ritenersi rispettato quando, pur avendo il lavoratore predisposto le proprie difese prima del suo decorso, l’atto sia stato ricevuto dal datore di lavoro trascorsi i cinque giorni dalla contestazione dell’addebito[3].

Il caso di specie: richiesta di differimento dopo 5 giorni

Nel caso specifico il lavoratore aveva richiesto un colloquio difensivo oltre il termine di 5 giorni dal momento della contestazione dell’addebito. Il termine previsto dalla legge serve a consentire al lavoratore di presentare eventuali giustificazioni del suo comportamento[4]. Il datore, a seguito di tale richiesta, aveva convocato il lavoratore per una certa data, ma questi non si era presentato , fornendo giustificazioni mediche vaghe e non documentate.

Il datore è in regola anche se rifiuta lo spostamento del colloquio

Secondo quanto stabilito dalla Cassazione il lavoratore non ha alcun diritto di differire l’incontro. Il datore non è stato giudicato in alcun modo inadempiente, poichè «la convocazione è evidentemente strumentale al colloquio a difesa» e non c’è norma che preveda un diritto del lavoratore al differimento dell’incontro.

note

[1] Cass. n. 5314 del 2 marzo 2017.

[2] Cass. 30 agosto 2000, n. 11430.

[3] Cass. 19 novembre 1996, n. 10106.

[4] Art. 7 c.2 Statuto dei lavoratori.


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