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Come diventare un nullatenente

4 Dic 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Dic 2017



Chi vuole evitare il Fisco, nasconde ogni bene e lavora in nero in modo da non poter essere pignorato. Vantaggi e svantaggi di vivere (bene) da furbi.

Premessa indispensabile: spiegare come diventare nullatenente non vuol dire dare dei consigli per fregare il Fisco, per il rispetto che abbiamo verso i contribuenti onesti, ma raccontare come alcuni furbetti riescono a rendersi invisibili all’Agenzia delle Entrate pur mantenendo lo stesso stile di vita di sempre.

Ci sono riusciti alcuni personaggi puniti dalla giustizia per avere arrecato un danno enorme a decine di migliaia di cittadini. Il fantomatico Grande Maestro della loggia P2, Licio Gelli, risultava nullatenente ma aveva, tra le altre cose, 250 chili d’oro in Svizzera, ville e milioni di euro. L’ex patron della Parmalat, Calisto Tanzi, ritenuto responsabile di uno dei più grossi crack della storia recente italiana, si poneva di fronte al Fisco come un poveraccio ma aveva milioni di euro sparsi in diversi paradisi fiscali, yatch, ville e una moglie milionaria. L’ex ministro e senatore Cesare Previti si è dichiarato nullatenente tramite i suoi avvocati, nonostante si fosse dichiarato, prima di finire nei guai con la giustizia per avere corrotto un giudice in modo di regalare la Mondadori alla Fininvest, proprietario di un attico a Roma, una villa in Argentario, altri cinque immobili, uno yatch e un veliero e avesse dichiarato al Fisco negli anni successivi quasi 7 milioni di euro.

Come si fa? Come diventare nullatenente e fare la vita dei vari Gelli, Tanzi, Previti e compagnia?

Chi è il nullatenente e come lo si diventa?

O meglio sarebbe chiedersi: chi è quello che vuole diventare nullatenente? È il contribuente che non vuole pagare un solo centesimo al Fisco ma non vuole rinunciare al tenore di vita che ha avuto finora e che può continuare a permettersi. Non è, quindi, l’impiegato che ha perso il lavoro e non sa come mantenersi, l’imprenditore o il professionista che, a causa della crisi, non sa più come pagare gli stipendi e finisce sul lastrico. Questo è più furbo: questo fa scorrere una tenda bella spessa tra lui e l’Agenzia delle Entrate per nascondere i propri averi e chi si è visto si è visto.

Come fa a vivere come prima se dichiara di non avere niente? Il tutto è proprio quello: dire di non avere niente anche se la realtà è diversa.

Giusto per alleggerire la lettura: raccontano di un vecchietto che andò dal medico per avere un rimedio diverso dal Viagra che gli permettesse di fare l’amore tutti i giorni. «Un mio amico, che ha 85 anni, dice che riesce a farlo tutti i giorni senza il Viagra». Il medico gli rispose: «Allora lo dica anche Lei».

Stesso concetto. Magari, a forza di dichiarare di essere nullatenente pur continuando a fare le vacanze in Costa Azzurra, a guidare una Mercedes o a mangiare aragoste tutto l’anno, qualcuno ci crede.

Il nullatenente per scelta è quello che rinuncia ad avere intestata qualsiasi proprietà: la casa, l’auto, il conto corrente, un titolo di credito, un piccolo appezzamento di terra vai te a sapere dove. Niente. Almeno agli occhi del Fisco. In realtà, queste cose le ha eccome. Solo che le sa gestire in modo da non farsele portare via.

Deve rinunciare, ovviamente, anche al lavoro, anzi: al lavoro dichiarato, quello con busta paga o con fattura o ricevuta e, se proprio ha bisogno di un guadagno a fine mese, trovarsi un’occupazione in nero ed un datore di lavoro connivente che glielo permetta. In questo modo, potrà evitare che l’agente della riscossione metta le mani sul suo stipendio con un pignoramento.

Come fregare il Fisco da nullatenente?

L’abbiamo appena accennato: lo scopo principale del nullatenente è quello di vivere bene senza pagare le tasse e senza, per questo, essere pignorato dal Fisco. Cosa potrebbe mai portare via l’Agenzia delle Entrate ad uno che, ufficialmente, non possiede nulla?

Quindi, oltre a non avere un lavoro dichiarato, ecco come diventare un nullatenente e come schivare il Fisco pur mantenendo lo stesso tenore di vita.

Un rapporto furbesco con la banca

Essere nullatenente non vuol dire necessariamente non avere un conto corrente con la banca. Vuol dire saperlo gestire in modo tale che il Fisco non riesca mai a metterci le mani.

Qual è il trucco? Bisogna svuotarlo ogni volta che l’Agenzia delle Entrate Riscossione sta per metterci le mani sopra, cioè ogni volta che un giudice sta per costringere il furbo a pagare una qualsiasi somma. Basta fare un bonifico ad un amico (il quale ringrazierà ma saprà che è soltanto una manovra provvisoria) oppure portarseli via in contanti, visto che non c’è una legge che vieti il prelievo di qualsiasi somma ad un privato cittadino. Naturalmente, i contanti dovrà «imboscarli» in un posto dove il Fisco non li possa trovare (c’è sempre il solito amico disponibile).

Una volta dichiarato fallito il pignoramento perché il furbo è stato dichiarato nullatenente, si riprendono i soldi e si depositano sul conto. E così via.

Disporre dei beni intestati ad altri

Il nullatenente «professionista» gira in auto o in moto di grossa cilindrata, non si priva di nulla. Solo che né la Mercedes né la moto risultano intestate a lui ma al fratello, al cugino, ad un amico. Così, come nel caso della banca, l’Agenzia delle Entrate Riscossione avrà le mani legate quando verrà a bussare per portarsele via. E come l’Ente di riscossione, anche l’Inps, un’azienda o un altro qualsiasi creditore.

Vivere nella casa di un altro

Sarà mica obbligatorio abitare in una casa di proprietà. Così chi ha deciso di diventare un nullatenente vive in una casa in affitto oppure ha fatto in modo che l’abitazione risulti intestata ad una persona fiduciaria. D’altra parte, che cosa non si farebbe per un amico?

Ma perché usufrutto a vita? Semplice: perché per la vecchia regola del «fidarsi è bene e non fidarsi è meglio», il finto nullatenente mai vorrebbe che l’amico un domani divorzi e debba dare all’ex moglie una parte della proprietà oppure che, al coccolone finale, al momento di rendere conto al Padre, moglie e figli si prendano la proprietà.

Vivere con le cose degli altri

Vale come sopra: un mobile antico, un tappeto di valore ma anche una cucina dell’Ikea devono essere a nome di altri per diventare un nullatenente, vivere in un ambiente più che decente e non rischiare il pignoramento.

Come si fa? Al momento dell’acquisto, si fa intestare la fattura ad un altro. In questo modo, riesce a dimostrare di non possedere nulla di quello che ha in casa (cioè nella casa di un altro).

Unico accorgimento: che l’amico non sia sempre lo stesso. Se risulta proprietario, oltre che dei suoi beni, anche di tutti quelli di un altro, non si sa se sarebbe così disponibile.

Perché diventare un nullatenente?

Sostanzialmente, perché si ha la faccia tosta. Un contribuente onesto non capirebbe un’altra risposta. Pensate a quello che può fare uno che vuole diventare un nullatenente:

  • avere, di fatto, un’attività ma non pagare le tasse, i contributi Inps o Inail, indebitarsi con la banca, con i dipendenti, con i fornitori;
  • ignorare le cartelle esattoriali dell’Agenzia delle Entrate Riscossione e le ingiunzioni di pagamento di un giudice;
  • evitare il pignoramento dello stipendio, del conto corrente, della casa o di qualsiasi oggetto utilizzi per vivere, compresa l’auto;
  • passare col semaforo rosso o guidare a 150 km/h;
  • viaggiare gratis sul treno o su qualsiasi mezzo pubblico.

Il risultato sarà sempre lo stesso: essendo nullatenente, nessuno potrà portargli via un bel niente o costringerlo a pagare una multa con i soldi che, ufficialmente, non ha.

Come in tutte le cose, anche questa scelta comporta delle controindicazioni. Ad esempio, il nullatenente «professionista» non avrà mai un prestito, non potrà mai essere assunto da un datore di lavoro onesto, non potrà mai fare un investimento pulito. E, soprattutto, se ci riuscirà, avrà sempre la coscienza sporca ogni volta che penserà a chi si guadagna da vivere sputando sangue ogni giorno e pagando le tasse fino all’ultimo centesimo per mantenere anche lui.

note

Autore immagine: Pixabay.com


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4 Commenti

  1. E’ la cosa più semplice che ci sia, segui i consigli dei nostri amministratori, e in poco tempo ti trovi nulla tenente

  2. La nullatenenza sulla carta ma non nella realtà grazie al nero equivale all’immunità amministrativa di fatto, all’esenzione tributaria, al 100% del welfare erogabile. Significa farla sempre franca per tutti gli illeciti non penali, per quanto mi riguarda un potere a mio avviso immenso. Basti pensare che oltre a loro l’immunità amministrativa, seppur di diritto, la hanno solo i capi di stato di paesi sotto dittatura.

  3. Altri vantaggi oltre all’esenzione tributaria e all’immunità amministrativa di fatto è l’erogazione del massimo welfare possibile visto che siffatti soggetti si identificano con un isee=0. Cosa siginifica esenzione alla spesa sanitaria, avvocato in graqtuito patrocinio, pole position per redditi sociale, ecc…

  4. fresca fresca, per i nulla tenenti: il primo di gennaio 2018 sono stati assegnati 3 appartamenti comunali a dei nullatenenti, oltre che pagare una cifra irrisoria, 75€. mensile, l’addetto ha concesso un forte contributo a scelta di un servizio, luce o metano, tutti e 3 anno scelto la luce, per curiosità ho voluto chiedere come mai la luce e non il metano, risposta il metano non lo usiamo tutto con la corrente riscaldamento e cucina, sono rimasto basito

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