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Lo sai che? Come rinunciare alla proprietà di un cane

Lo sai che? Pubblicato il 4 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 dicembre 2017

Per rinunciare al proprio cane occorre presentare istanza al Comune di residenza. Vediamo come fare.

Com’è noto, per legge è obbligatorio iscrivere il proprio cane all’anagrafe canina entro due mesi di vita o dall’inizio della detenzione. Il proprietario deve comunicare all’anagrafe, entro quindici giorni, anche l’acquisizione di un cane nato e identificato fuori regione, la cessione definitiva o la morte del proprio animale, oppure il suo eventuale cambio di residenza.

Da questi adempimenti derivano alcuni obblighi per il padrone: chi detiene un cane deve curarlo, impedirne la fuga o l’aggressione a terzi, farlo vivere in un luogo per lui confortevole. È, ovviamente, vietato abbandonare il proprio animale domestico: questa condotta costituisce illecito penale, punibile con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda fino diecimila euro [1].

Può accadere, però, che un padrone non possa tenere più con sé il proprio cane; ciò può essere dovuto a motivi di salute, a repentini cambi di residenza, ad altre difficoltà oggettive. In tutti questi casi, è possibile rinunciare alla proprietà di un cane. Vediamo come si fa.

Come rinunciare alla proprietà di un cane: l’amministrazione comunale

Il proprietario di un cane che, per gravi motivi di salute o economici, sia impossibilitato a tenere con sé l’animale domestico, non può assolutamente abbandonarlo, ma può richiedere l’autorizzazione a consegnare l’animale al canile municipale. Prima di fare ciò, però, il padrone dovrebbe avere cura di cercare personalmente la miglior sistemazione possibile per il proprio animale. In altre parole, prima di rivolgersi al canile municipale, occorrerebbe consultare parenti ed amici per cercare di affidarlo a persone fidate. Il passaggio di proprietà andrebbe comunque segnalato all’anagrafe canina.

Comunque, se nessuno è disposto ad accogliere il cane, l’amministrazione comunale valuterà la richiesta limitatamente all’eventualità di posti disponibili in canile e previa verifiche da parte degli uffici competenti delle condizioni che determino la richiesta di rinuncia.

Come rinunciare alla proprietà di un cane: documentazione

Ciò che deve fare il proprietario, dunque, è presentare presso l’ufficio ambiente del proprio Comune di residenza una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ove dichiara, sotto la propria responsabilità penale e civile, di essere il legittimo proprietario del cane (identificato mediante numero di microchip), di versare in condizioni di oggettiva difficoltà e, pertanto, di chiedere al canile comunale di accogliere il proprio animale, rinunciando al contempo alla proprietà. È possibile, eventualmente, allegare all’istanza documentazione idonea a provare le proprie ragioni. Alcuni Comuni chiedono che si presenti anche attestazione sullo stato di salute del cane redatto dal veterinario iscritto all’Ordine dei Medici Veterinari.

La rinuncia della proprietà di un cane è soggetta al pagamento di trecento euro da corrispondere al momento dell’ingresso del proprio cane al canile. Se il cane dovesse risultare malato, le spese per le cure veterinarie necessarie sono a carico del proprietario. Se il Comune competente non possiede un canile, la richiesta sarà girata al Comune più vicino che ne abbia uno. In effetti, l’amministrazione comunale opera in maniera congiunta con l’Asl locale e la polizia municipale, in modo da trovare la miglior sistemazione possibile per l’animale.

Come rinunciare alla proprietà di un cane: disciplina regionale

La valutazione dell’istanza, i tempi di attesa e i costi della rinuncia sono soggetti a variazione a seconda della Regione di appartenenza. Infatti, sebbene la legge quadro sia statale [2], la disciplina di dettaglio è stata delegata alle Regioni: pertanto, sono ben possibili delle variazioni (seppur minime) alla procedura innanzi descritta. Ad esempio, in Liguria il costo della rinuncia della proprietà di un cane è di trecentotrentatre euro. Il Comune di Genova, però, ha deciso di esentare dal pagamento della tariffa, oltre alle persone affette da gravi patologie o quelle in stato di privazione della libertà, anche quei cittadini con reddito basso  che chiedono di ricoverare il cane nella struttura municipale per impossibilità economica a provvedere al mantenimento dell’animale.

Anche secondo la normativa ligure, poi, il proprietario è tenuto, prima di effettuare la rinuncia, a cercare un’idonea collocazione per il cane: «coloro che non intendono o non possono più custodire un animale in loro possesso e non trovano per esso adeguata sistemazione devono consegnare l’animale al ricovero competente per territorio sottoscrivendo una dichiarazione di rinuncia all’animale stesso».

note

[1] Art. 727 cod. pen.

[2] L. n. 281/1991 del 14/08/1991.

Autore immagine: Pixabay.com


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