Donna e famiglia Bonus maternità 2018, tutte le agevolazioni

Donna e famiglia Pubblicato il 4 dicembre 2017

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Bonus bebè, premio nascita, buono nido, voucher babysitter e asilo nido: tutti gli incentivi alla maternità.

Nel 2018 continueranno ad essere operativi tutti i bonus maternità attualmente in vigore, ma con qualche novità: cambia, in particolare, il bonus bebè, che per i nati dal 2018 in poi durerà soltanto un anno, e sarà dimezzato dal 2019.

Restano inalterati, invece, il voucher babysitter e asilo nido, il bonus nido, il bonus mamma domani (premio nascita) e il fondo natalità.

Facciamo allora il punto della situazione, e vediamo quali sono, nel 2018, le principali agevolazioni che spettano alle neo mamme e alle famiglie in occasione della nascita e dei primi anni di vita del bambino.

Bonus mamma domani, come funziona il premio nascita

Iniziamo dal premio alla nascita, noto anche come bonus nascita o bonus mamma domani: si tratta di un contributo, dell’importo di 800 euro, completamente esentasse, che spetta alle neo mamme per la nascita del bambino. È corrisposto alle future madri a partire dal compimento del 7°mese di gravidanza o in caso di affidamento e adozione. Per ottenere il premio, che viene erogato in un’unica soluzione, bisogna inviare un’apposita domanda all’Inps entro un anno dal verificarsi dell’evento (nascita, adozione o affidamento).

Il bonus nascita è riconosciuto alle donne in gravidanza o alle madri che siano in possesso dei seguenti requisiti:

  • residenza in Italia;
  • cittadinanza italiana, europea o extraeuropea, purché in possesso di regolare permesso di soggiorno.

Il premio di 800 euro può essere concesso esclusivamente per uno dei seguenti eventi:

  • compimento del 7° mese di gravidanza (inizio dell’8° mese di gravidanza);
  • parto, anche se antecedente all’inizio dell’8° mese di gravidanza;
  • adozione del minore, nazionale o internazionale, disposta con sentenza divenuta definitiva;
  • affidamento preadottivo nazionale disposto con ordinanza.

Il beneficio è concesso in un’unica soluzione e per ogni singolo evento, gravidanza o parto, adozione o affidamento. Va dunque presentata una domanda per ogni evento e quindi per ogni minore, nato, adottato o affidato: se, ad esempio, si presenta la domanda al compimento del settimo mese di gravidanza, non si deve presentare un’altra domanda per l’evento nascita relativo allo stesso bambino. Lo stesso vale per l’affidamento di un minore: chi ha richiesto il bonus nascita per l’affidamento non può richiederlo nuovamente per l’adozione dello stesso bambino.

In caso di parto gemellare, invece, si deve ripresentare la domanda dopo la nascita, inserendo tutte le informazioni necessarie per l’integrazione del premio rispetto al numero dei bambini nati.

Alla domanda devono essere allegati:

  • una certificazione sanitaria rilasciata dal medico specialista del Servizio sanitario nazionale, che attesti la data presunta del parto;
  • un’autocertificazione della data del parto e delle generalità del bambino, se la domanda del premio è presentata in relazione al parto;
  • il provvedimento giudiziario di adozione o di affidamento preadottivo, in caso di affidamento o adozione.

La domanda deve essere presentata all’Inps esclusivamente in via telematica, attraverso una delle seguenti modalità:

  • sul sito internet dell’Inps, accedendo con le tue credenziali ( Pin dispositivo, Carta nazionale dei servizi o Spid di 2° livello), accedendo all’apposita sezione “Domanda di prestazioni a sostegno del reddito, premio alla nascita”;
  • tramite Contact center Inps Inail, al numero verde 803.164 (numero gratuito da rete fissa) o numero 06 164.164 (numero da rete mobile con tariffazione a carico dell’utenza chiamante);
  • tramite enti di patronato, attraverso i servizi offerti dagli stessi.

Il premio nascita verrà pagato dall’Inps nelle modalità scelte nella domanda:

  • bonifico domiciliato;
  • accredito su conto corrente;
  • libretto postale;
  • carta prepagata con Iban.

Bonus bebè 2018

Non bisogna confondere il premio nascita con l’assegno di natalità, o bonus bebè: questo è un assegno mensile, pari a 80 euro, destinato alle famiglie con un figlio nato, adottato o in affido preadottivo tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 e con un Isee (si tratta dell’indicatore che “misura” la ricchezza della famiglia) non superiore a 25mila euro. L’assegno è annuale e viene corrisposto ogni mese fino al 3° anno di vita del bambino o al terzo anno dall’ingresso in famiglia del figlio adottato.

Per i nati dal 1° gennaio 2018, la misura cambia: il bonus, in particolare, sarà riconosciuto solo fino al 1° anno di età. Dal 2019, poi, il bonus sarà dimezzato e passerà a 40 euro al mese.

Allo stato attuale, il bonus bebè ha un ammontare differente, che dipende dall’ Isee del nucleo familiare:

  • 960 euro l’anno (80 euro al mese per 12 mesi) se l’Isee è superiore a 7mila euro annui ma entro 25mila euro annui;
  • 1920 euro l’anno (160 euro al mese per 12 mesi) se l’Isee non supera 7mila euro annui.

È possibile fare domanda per il bonus bebè entro 90 giorni dalla nascita o dall’ingresso in famiglia del figlio adottato o affidato. Se si presenta la domanda successivamente, l’assegno è erogato a partire dal mese successivo alla presentazione della domanda, senza arretrati.

I requisiti di cittadinanza necessari per ottenere il bonus sono gli stessi del premio nascita, così come le modalità di presentazione della domanda (sito dell’Inps, contact center o patronato).

Buono nido 2018

Il buono nido 2018 è un voucher, del valore massimo di 1.000 euro l’anno, che viene versato per 11 mensilità (quindi pari a 91 euro al mese), riconosciuto per i primi tre anni del bambino, per affrontare il costo della retta degli asili nido pubblici e privati. Per i bambini affetti da gravi patologie, il contributo serve per garantire l’assistenza domiciliare, cioè per favorire l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione.

Possono richiedere il bonus nido i genitori italiani, comunitari o stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno. Non sono previsti limiti di reddito per ottenere il contributo, a differenza di altre prestazioni, come il bonus bebè.

Il buono nido deve essere richiesto all’Inps in via telematica, attraverso il portale servizi per il cittadino, oppure tramite contact center o enti di patronato.

Il bonus nido 2018 non deve essere confuso e non è compatibile con i voucher baby-sitter e asilo nido, in quanto le misure hanno finalità simili. Inoltre non è compatibile con la detrazione fiscale delle spese per l’asilo nido.

Voucher babysitter e asilo-nido 2018

I voucher per il pagamento della babysitter e della retta dell’asilo nido sono due misure riconosciute al posto della fruizione del congedo parentale. In pratica, si tratta di prestazioni alle quali si ha diritto se, al posto di chiedere il congedo parentale, si è scelto di affidare il bambino a una babysitter o a un asilo nido.

I voucher ed i contributi hanno un valore pari a 600 euro mensili e sono riconosciuti per un massimo di 6 mesi; per le lavoratrici part time, i contributi sono ridotti proporzionalmente all’orario di lavoro.

Il contributo per l’asilo nido, da non confondersi col bonus nido, viene erogato direttamente dall’Inps alla struttura prescelta, mentre i voucher, o buoni lavoro per il pagamento della babysitter, sono a carico dell’Inps ma devono essere richiesti dalla lavoratrice, che deve retribuire la babysitter utilizzando i buoni.

Fondo natalità

Il fondo natalità è una misura recente, operativa da settembre 2017. Si tratta di un fondo finalizzato a sostenere l’accesso al credito per le famiglie con bambini sino a 3 anni di età. Il fondo rilascia garanzia dirette, anche fideiussorie, alle banche e agli intermediari finanziai, per prestiti entro i 10mila euro, con durata entro i 7 anni e con tasso fisso non superiore al Tegm (Tasso effettivo globale medio).


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