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Lo sai che? Quando bisogna conservare gli scontrini degli acquisti?

Lo sai che? Pubblicato il 4 dicembre 2017

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Termini entro cui conservare le ricevute di pagamento per difendersi dall’Agenzia delle Entrate, dal redditometro, dalle contestazioni del creditore e per ottenere la garanzia.

Il pericolo di un controllo fiscale rende necessario conservare tutta la documentazione relativa alle spese sostenute, per dimostrare un domani al fisco la correttezza dei dati riportati in dichiarazione dei redditi. È ad esempio il caso delle detrazioni fiscali per le spese mediche, riconosciute nella misura del 19% a condizione che vengano conservati gli scontrini; altro esempio è la fattura del dentista o i bonifici eseguiti alla ditta dei lavori per ottenere gli sconti sulle ristrutturazioni in casa. Una ordinata contabilità serve anche a non incappare in una seconda richiesta di pagamento da parte del creditore che, in assenza di prova contraria, potrebbe anche sostenere di non aver mai ricevuto i soldi del prezzo. Quanto poi al problema della garanzia legata al prodotto acquistato, la conservazione dello scontrino non è condizione per ottenere la riparazione o la sostituzione visto che la legge lascia libero il consumatore di provare l’acquisto in qualsiasi altra forma (ad esempio l’estratto della carta di credito). Detto ciò cerchiamo di capire quando bisogna conservare gli scontrini degli acquisti.

Scontrino e accertamenti fiscali

Dal punto di vista fiscale, l’Agenzia delle entrate può chiedere una giustificazione delle spese sostenute dai contribuenti quando queste superano il 20% del reddito dichiarato. Chi spende più delle sue possibilità può subire un accertamento fiscale tramite redditometro. In questo caso, però, ci si deve preoccupare solo degli acquisti che vengono eseguiti fornendo il proprio codice fiscale (ad es. mutui, polizze assicurative o affitti) o che comportano l’emissione di una fattura. Invece, gli scontrini restano anonimi: tramite questi non è possibile risalire all’acquirente. Con la conseguenza che non è necessario, ad esempio, conservare lo scontrino della spesa fatta al supermercato – magari di diverse centinaia di euro – né si deve temere che esso possa finire all’Agenzia delle Entrate. È stata proprio la stessa Agenzia a chiarire, in passato, che gli scontrini delle spese quotidiane non vanno conservati. Abbigliamento, ciao, libri, oggetti per la casa e giocattoli per i bambini non entrano nei controlli e non possono far scattare il redditometro.

In verità, almeno ai fini fiscali, non è tanto necessario conservare lo scontrino, quanto piuttosto la provenienza del denaro utilizzato per l’acquisto, se questo ci è stato donato o dato in prestito. In ogni caso, a finire sotto la lente del fisco sono prevalentemente gli acquisti di importo rilevante come:

  • ricevute di viaggi e di pernottamento in hotel (anche se una vacanza è regalata da qualcun altro, conviene sempre tenere le ricevute);
  • scontrini per l’acquisto di mobili, arredi vari ed elettrodomestici;
  • biglietti di un viaggio in treno o in aereo, oppure quelli della nave, se ad esempio si è fatta una crociera;
  • pagamento mutuo, se questo viene effettuato ad esempio dai genitori. In questo caso vanno conservati i bonifici bancari eseguiti;
  • ricevute di rette scolastiche o anche di asili nido.

Diverso è il discorso per gli scontrini della farmacia. Questi vanno conservati per almeno 5 anni quando si tratta di farmaci per i quali è stata data la propria tessera sanitaria onde ottenere le detrazioni fiscali del 19%. In particolare l’agenda delle Entrate può fare accertamenti sulla dichiarazione dei redditi non corretta fino a 5 anni a partire dal 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.

Scontrino e garanzia

Per far valere la garanzia di un prodotto, abbiamo detto, lo scontrino e/o la prova di acquisto non sono necessari anche se il negoziante dovesse dichiarare il contrario. Si potrebbe fornire la prova anche tramite la copia di un assegno, una lista movimenti del bancomat o della carta di credito. La prova potrebbe essere in teoria fornita anche con testimoni (anche se il giudice non è tenuto ad autorizzarli per contratti superiori a 2,58 euro). Resterebbe però l’obbligo per il consumatore di dimostrare l’acquisto. Per evitare problemi, dunque, è opportuno conservare lo scontrino per almeno 2 anni. Tale è infatti la durata minima della garanzia riconosciuta dalla legge.

Scontrino e prova del pagamento

Lo scontrino, secondo una interessante sentenza del tribunale di Ivrea [1], non è neanche prova del pagamento avendo solo una funzione di carattere fiscale. Secondo il giudice piemontese, lo scontrino è solo una presunzione di pagamento: serve cioè, a far ritenere verosimile che la merce sia stata acquistata e pagata dal cliente al momento della consegna del documento fiscale. Tuttavia, dal punto di vista giuridico della prova, esso non ha il tipico valore di una confessione che, invece, potrebbe avere una quietanza, in quanto documento che attesta esplicitamente l’estinzione del debito. Proprio questo implica che, da solo, lo scontrino potrebbe non bastare a dimostrare la consegna dei soldi (in presenza di una contestazione del venditore) e che, per dimostrare il pagamento del prezzo, c’è bisogno di qualcosa in più. Questo “qualcosa in più” per provare il pagamento del prezzo potrebbe essere, nel caso di rilevanti importi di denaro, la movimentazione bancaria, la presenza di un bonifico, di un pagamento tracciabile con carta di credito o l’emissione di un assegno.

Resta infine la necessità di conservare le prove di pagamento (come bollette e ricevute) per vincere l’eventuale contestazione del creditore che sostenga di non essere stato pagato. Un problema che riguarda spesso il fisco. Per questo è sufficiente attendere i tempi di prescrizione del debito oltre il quale il creditore non può più esigere alcunché. Ecco quali sono questi termini.

PRINCIPALI TERMINI DI PRESCRIZIONE


Documento
tempo di conservazione della ricevuta di pagamento
Canone Rai (e relative ricevute di pagamento) 10 anni
Affitto (relative ricevute di pagamento e contratto) 5 anni
Atti di compravendita casa – atti di proprietà della casa, ecc. per sempre
Atti notarili in genere per sempre
Atti di matrimonio – di separazione ecc. per sempre
Assicurazioni (ricevute pagamento premi) 1 anno dalla scadenza
Bollette/fatture energia elettrica – gas – rifiuti 5 anni
Bollette telefono fisso 5 anni
Bollette telefoni mobili-cellulari 5 anni
Bollettini-ricevute pagamento Imu, Tari, Tasi 5 anni dall’anno successivo a quello di pagamento
Bollo auto (relative ricevute di pagamento) 3 anni dall’anno successivo alla scadenza
Contributi previdenziali INPS 5 anni
Documentazione relativa a dichiarazioni dei redditi fino alla scadenza del 5° anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.
Estratti conto bancari si ha tempo 60 giorni per contestare le risultanze contabili dell’estratto conto bancario. In caso di errori od omissioni ci sono però 10 anni di tempo per fare causa alla banca
Fatture di alberghi e ristoranti 6 mesi
Multe stradali 5 anni
Mutui (ricevute di pagamento delle rate) 5 anni
Parcelle/fatture di liberi professionisti (avvocati, medici, notai, commercialisti, ecc.) 3 anni dalla fine del rapporto
Scontrini di acquisto merce 2 anni
Spese condominiali 5 anni

TABELLA A: I TERMINI DI PRESCRIZIONE DELLE CARTELLE

TIPOLOGIA DEL DEBITO TERMINE DI PRESCRIONE COMPETENZA
IRPEF 10 anni Commissione Tributaria
IVA 10 anni Commissione Tributaria
IRES 10 anni Commissione Tributaria
Imposta di Registro 10 anni Commissione Tributaria
Imposte ipocatastali 10 anni Commissione Tributaria
Crediti accertati con sentenza (a prescindere dalla natura del credito) 10 anni Non è più impugnabile se la sentenza è divenuta definitiva
Canone RAI 10 anni Commissione Tributaria
Diritti CCIAA 10 anni Commissione Tributaria
Contributi INPS e INAIL anteriori al 1.01.2016 10 anni Tribunale ordinario sez. lavoro
Contributi INPS e INAIL successivi al 1.01.2016 5 anni Tribunale ordinario sez. lavoro
Contributi per Gestione separata 5 anni Tribunale ordinario sez. lavoro
Contributi minori 5 anni Tribunale ordinario sez. lavoro
TASI 5 anni Commissione Tributaria
TARSU 5 anni Commissione Tributaria
TARI 5 anni Commissione Tributaria
ICI 5 anni Commissione Tributaria
IMU 5 anni Commissione Tributaria
Sanzioni per multe stradali 5 anni Giudice di Pace
Sanzioni per omesso o ritardato versamento tributi 5 anni Commissione Tributaria
Altre sanzioni 5 anni Giudice di Pace
Bollo auto 3 anni Commissione Tributaria

TABELLA B: I TERMINI DI NOTIFICA DEL DEBITO

TIPO DI DEBITO TERMINE PER LA NOTIFICA DELLA CARTELLA DI PAGAMENTO
somme dovute a seguito dell’attività di liquidazione delle dichiarazioni entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione [4]
somme dovute a seguito dell’attività di controllo formale delle dichiarazioni entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione [5]
somme dovute in base agli accertamenti dell’Ufficio entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo
somme dovute in base agli atti di recupero emessi a seguito dell’utilizzo in compensazione di crediti inesistenti entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo

TABELLA C: I TERMINI DI PRESCRIZIONE DEL DEBITO NON IN CARTELLA

TIPO DI DEBITO CON PRESCRIZIONE DI 10 ANNI
debiti derivanti da contratti o atti leciti
debiti con banche e finanziarie e rate di mutuo
riconoscimento della qualifica superiore per il lavoratore dipendente
demansionamento da parte del datore di lavoro
diritto al pagamento del risarcimento in caso di assicurazione sulla vita
pagamento del prezzo per acquisti in genere
TIPO DI DEBITO CON PRESCRIZIONE DI 5 ANNI
debiti derivanti da atti illeciti
debiti per bollette del telefono, luce e gas (se si perde la causa, prescrizione di 10 anni)
spese condominiali
singole annualità rendite vitalizie
singole annualità delle pensioni alimentari: 5 anni
canone d’affitto
oneri di condominio
fitti di beni rustici
interessi dovuti alla banca o a qualsiasi altro creditore
tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi
diritto al pagamento dello stipendio per il lavoratore dipendente
diritto al pagamento del Tfr e di tutte le altre indennità spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro
pagamento degli utili da parte di una società
possibilità dei soci di agire contro gli amministratori della società, per responsabilità nella gestione
pagamento dei contributi da parte del datore di lavoro
pagamento della retribuzione (busta paga) del lavoratore dipendente part time o full time, sia nel pubblico che nel privato
TIPO DI DEBITO CON PRESCRIZIONE DI 3 ANNI
pagamento dei corsi di lingua inglese o altre lingue ad insegnanti privati
pagamento delle lezioni private a insegnanti che impartiscono però le lezioni a termini più lunghi di un mese
pagamento dei prestatori di lavoro, per le retribuzioni corrisposte a periodi superiori al mese
pagamento dei compensi dei professionisti, per l’opera prestata e per il rimborso delle spese vive sostenute (se il professionista ha fatto firmare al cliente un contratto, vale il termine generale di 10 anni)
pagamento del notaio
cambiali
TIPO DI DEBITO CON PRESCRIZIONE DI 2 ANNI
diritto al risarcimento in caso di incidenti stradali
altri diritti derivanti dal contratto di assicurazione e dal contratto di riassicurazione
causa per contestazione di danni e vizi su contratti di appalto (denuncia entro 60 giorni dalla scoperta)
TIPO DI DEBITO CON PRESCRIZIONE DI 1 ANNO
diritto del mediatore a vedersi pagata la propria provvigione
diritto dell’agente immobiliare al compenso per una vendita o un affitto
diritti derivanti dal contratto di spedizione e dal contratto di trasporto
pagamento del premio da pagare all’assicurazione per la polizza (di qualsiasi polizza si tratti)
pagamento delle lezioni private a insegnanti che impartiscono però le lezioni entro i limiti prestabiliti, a giorni o a singole ore, e comunque non oltre un mese
pagamento delle retribuzioni per prestazioni di lavoro non superiori a un mese
pagamento di convitti
pagamento dei commercianti, per il prezzo delle merci vendute a chi non ne fa commercio
pagamento dei farmacisti per le medicine acquistate presso la farmacia
iscrizione a scuole e palestre private
causa per contestazioni per lavori affidati a ditte di riparazione, manutenzione (la contestazione va fatta entro 8 giorni)
TIPO DI DEBITO CON PRESCRIZIONE INFERIORE A 1 ANNO
pagamento per il pernottamento in un hotel, albergo, ostello, affittacamere, bed &
diritto di recesso in caso di acquisto di un prodotto fuori dal negozio (vendite su internet, su corrispondenza, televendite, telemarketing, ecc.): 14 giorni
diritto di recesso su pacchetti viaggio, su contratti bancari o assicurativi o su finanziamenti acquistati su Internet: 14 giorni
diritto di recesso da una polizza vita: 30 giorni
assegni: 6 mesi
CASI PARTICOLARI DI PRESCRIZIONE DEL DEBITO
risarcimento o restituzione del prezzo, da parte del negoziante, per aver acquistato un oggetto difettoso: per contestare il difetto ci sono 60 giorni
contestazioni al costruttore del palazzo per gravi difetti strutturali: la garanzia opera per 10 anni
vacanza rovinata per pacchetto viaggi non conforme alle promesse: presentazione reclamo: 10 giorni dal rientro

note

[1] Trib. Ivrea, sent. n. 395/2016.


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