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Lo sai che? Tasse universitarie: cosa si scarica?

Lo sai che? Pubblicato il 27 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 27 gennaio 2018

Scaricare le tasse universitarie è possibile. Vediamo come. 

Non è facile districarsi tra le voci e le percentuali delle detrazioni fiscali. Il fisco ha delle normative contorte, non sempre comprensibili per chi non è un tecnico del settore e, soprattutto, spesso mutevoli. Sicché bisognerebbe aggiornarsi periodicamente per avere contezza delle ultime novità. Chi poi ha una famiglia con figli deve fare i conti con una serie di detrazioni e conteggi che rendono necessario rivolgersi a un commercialista o a un Caf.  Ad esempio in materia di tasse universitarie, spesso ci si chiede cosa si scarica? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sul punto e proviamo a dare le informazioni generali per sapere a quanto ammontano gli “sconti fiscali”.

Prima però di capire cosa si scarica delle tasse universitarie, è necessario comprendere che cosa si intende per detrazione fiscale e qual è la differenza rispetto alle deduzioni fiscali.

Cos’è la detrazione fiscale e come si distingue dalla deduzione

Mentre la deduzione comporta una riduzione del reddito imponibile – ossia del valore monetario sul quale, attraverso l’applicazione di un’aliquota variabile caso per caso, viene calcolata l’imposta da pagare (per esempio l’Irpef) – la detrazione riduce l’imposta. Ecco un esempio.

Se il tuo reddito imponibile è pari a 20.000 euro, si applicherà l’aliquota Irpef del 27%, relativa allo scaglione di reddito compreso tra 15.001 euro e 28.000 euro.

L’imposta da pagare risulterà dunque dalla seguente operazione: 20.000 x 27/100 = 5.400.

Se c’è la possibilità di scaricare in detrazione una spesa sostenuta pari a 2.000 euro, tale importo andrà sottratto all’imposta da pagare. Dunque si avrà 5.400 – 2.000 = 3.400.

La detrazione delle tasse universitarie

Sono detraibili, per il 19%, le spese relative alla frequenza di corsi di laurea presso università statali e non statali (comprese le università telematiche) nonché di corsi di perfezionamento e/o di specializzazione universitaria presso università pubbliche o private, italiane o straniere [1].

Non possono essere detratte le spese di iscrizione a istituti musicali privati [2].

In particolare, sono detraibili:

  • le tasse di immatricolazione ed iscrizione (anche con riferimento agli studenti fuori corso)
  • le soprattasse relative agli esami di profitto e di laurea
  • i contributi legati alle prove preselettive per l’accesso ai corsi di laurea (naturalmente, quando tali test siano previsti dalla singola facoltà)
  • le tasse di frequenza dei Tirocini formativi attivi (Tfa) per la formazione dei docenti
  • le spese di frequenza di master universitari (tenuti da istituti universitari, pubblici o privati che, per struttura e durata del corso, possano essere assimilati a corsi universitari o di specializzazione) nonché quelle relative a scuole di specializzazione e dottorati di ricerca.

Non sono invece detraibili i contributi versati a una università pubblica italiana per ottenere il riconoscimento della laurea conseguita all’estero.

Soggetti che beneficiano della detrazione

La detrazione del 19% spetta a chi ha effettivamente sostenuto la spesa.

Di solito si tratta dei genitori dello studente, ma non è detto che sia sempre così.

Infatti, se lo studente ha un reddito superiore a 2.840,51 euro viene fiscalmente considerato come non a carico dei genitori, pertanto sarà lui personalmente a usufruire della detrazione.

Limiti alla detrazione

L’importo massimo detraibile varia a seconda dell’area disciplinare di appartenenza del corso universitario e della regione nella quale ha sede la facoltà. Tale importo viene stabilito entro il 31 dicembre di ogni anno con decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur).

Per l’anno 2016, il decreto del Miur ha previsto i seguenti limiti:

area medica: 3.700 euro per il Nord, 2.900 euro per il Centro, 1.800 euro per il Sud;

area sanitaria: 2.600 euro per il Nord, 2.200 euro per il Centro, 1.600 euro per il Sud;

area scientifico-tecnologica: 3.500 euro per il Nord, 2.400 euro per il Centro, 1.600 euro per il Sud;

area umanistico-sociale: 2.800 euro per il Nord, 2.300 euro per il Centro, 1.500 euro per il Sud [3].

note

[1] Art. 15, comma 1, lett. e) del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir)

[2] Circolare dell’Agenzia delle entrate del 13.05.2011 n. 20, risposta 5.3

[3] Decreto ministeriale 23 dicembre 2016 n. 993.


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