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Miscellanea Spunta il quarto grado di giudizio nel DL Sviluppo

Miscellanea Pubblicato il 22 novembre 2012

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> Miscellanea Pubblicato il 22 novembre 2012

Manifesta violazione del diritto comunitario: motivo di ricorso per un quarto grado di giudizio?

Una riforma epocale quella che, con l’emendamento presentato oggi, viene inserita nel decreto “Sviluppo”: si vorrebbe creare una sorta di quarto grado di giudizio per i processi penali. Esso consisterebbe nella possibilità di ricorrere in Cassazione tutte le volte in cui, nel corso del giudizio di primo o secondo grado o finanche in Cassazione stessa, non siano state applicate o siano state male interpretate le norme della Comunità Europea. Si parla a riguardo di “manifesta violazione del diritto comunitario”.

I condannati in via definitiva degli ultimi due anni avrebbero così 180 giorni per presentare ricorso alla Suprema Corte, anziché alla Corte di Giustizia di Lussemburgo, e così denunciare le violazioni al diritto dell’Ue. Questo riaprirebbe la partita con la giustizia nonostante la sentenza di condanna sia ormai divenuta definitiva e le Sezioni unite diventerebbero una sorta di Super-Cassazione.

L’esecuzione della condanna non verrebbe sospesa tranne nei casi di “eccezionale gravità”.

L’emendamento presenta diversi punti critici. Innanzitutto perché non aggiunge nulla di nuovo a ciò che già garantisce, al cittadino, il ricorso alla Corte di Giustizia di Lussemburgo. La sovrapposizione dei due procedimenti, che peraltro si inserisce in un momento storico di smantellamento delle nostre strutture giudiziarie, creerebbe inoltre problemi di contrasto tra diverse differenti e potenzialmente opposte.

Il detto secondo cui “i panni sporchi vanno lavati in casa propria” non può essere applicato al diritto comunitario.

 

 


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1 Commento

  1. E’ inammissibile il quarto grado di giudizio in Cassazione ‘per violazione di legge o del diritto comunitario’. A dirlo è la commissione Industria del Senato. L’emendamento, dunque, è morto. Eppure la riforma del senatore Pdl Giuseppe Valentino ha tenuto banco per due giorni. I detrattori dicono alla ricerca di possibili beneficiari. Lui si difende dicendo che non era una norma ‘ad personam’. La riformulazione di Valentino consentiva il ricorso in Cassazione per violazione di legge e non solo di norme Ue. Per alcuni la norma era riferita a Berlusconi e al caso Lodo Mondadori. (Ved. anche il Corriere della Sera: ‘Nuovo quarto grado di giudizio Il no di Schifani. ‘Inammissibile” – pag. 25)

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