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I diritti di chi ha l’influenza

5 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 dicembre 2017



Meglio restare a casa anziché rischiare di contagiare i colleghi e lavorare male. Ma cosa deve fare chi ha l’influenza? Rischia anche lui la visita fiscale?

Non è il caso di fare gli eroi: quando arriva l’influenza, andare al lavoro può fare più male che bene non solo al malato ma anche all’azienda (tra poco vedremo perché). Quindi, ai primi sintomi del mal di stagione più diffuso tra gli italiani, forse è meglio restare a casa a riposo e al caldo: la guarigione sarà più veloce e si eviteranno danni inutili a tutti quanti.

Restare a casa, però, comporta giorni di malattia. Da questo punto di vista, quali sono i diritti di chi ha l‘influenza? C’è da temere che il datore di lavoro si lamenti perché la ritenga un banale malanno che non deve impedire di andare in ufficio? Vediamo.

Influenza: perché conviene restare a casa

Può sembrare una banalità, ma andare al lavoro con la febbre e con l’influenza non è proprio l’dea migliore, né per chi dev’essere armato di fazzoletti ed analgesici né per i suoi colleghi di ufficio. Il cosiddetto «presenzialismo accanito», detto anche «voglia di fare lo stakanovista anche in malattia», può far lavorare male tutti quanti. Non solo per la minaccia del virus dell’influenza ma anche perché chi ne soffre non è in grado di avere la necessaria concentrazione. Il ritmo di lavoro cala ed ha delle ripercussioni inevitabili per i colleghi. Senza contare, appunto, che un’eventuale contagio significherebbe per il datore di lavoro dover rinunciare a più dipendenti anziché ad uno solo.

Bisogna, comunque, tenere presente che restare a casa con febbre, tosse e malessere generale non vuol dire fare «lo svogliato»: tra i diritti di chi ha l’influenza c’è quello di curarsi, come chiunque abbia una qualsiasi altra malattia.

Influenza e lavoro: cosa fare

Appurato che la cosa migliore è restare a casa, chi ha l’influenza ha il diritto di rinunciare a qualche giorno di lavoro (ovviamente senza esagerare, sta poi alla coscienza di ciascuno e alla valutazione del medico) ed anche alle attività extra-lavorative. Mettersi, insomma, sotto una bella coperta ed evitare di uscire.

Detto questo, e per quanto riguarda il lavoro, chi ha l’influenza deve avvisare subito l’azienda e chiedere il certificato di malattia al proprio medico di base entro e non oltre i due giorni successivi a quello in cui ha chiamato il suo responsabile per comunicare l’assenza.

Sarà il medico, e non il paziente o il suo datore di lavoro, a stabilire quanti giorni il dipendente deve restare a casa per la guarigione e ad inviare il certificato all’Inps per via telematica. Il malato riceverà il numero di protocollo e il documento dell’avvenuta trasmissione del certificato.

I diritti di chi ha l’influenza contemplano anche quello di chiedere una nuova certificazione al medico nel caso in cui, trascorso il primo periodo stabilito e seguite le indicazioni e le terapie, non ci sia stata la guarigione.

L’influenza prevede anche la visita fiscale?

Naturalmente, come qualsiasi altro dipendente in malattia, anche chi ha l’influenza può essere sottoposto a visita fiscale, cioè ad un controllo dell’Inps per vedere che, effettivamente, il lavoratore sia malato e stia rispettando le indicazioni e la terapia del medico.

Questo vale sia per i dipendenti pubblici sia per quelli privati.

La visita fiscale può essere fatta qualsiasi giorno dell’anno, compresi i festivi. Per questo, il lavoratore in malattia deve rispettare le fasce di reperibilità, cioè:

  • dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 per i dipendenti pubblici;
  • dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 per i dipendenti privati.

E se chi ha l’influenza ha bisogno di andare dal medico proprio in quelle fasce orarie? Può farlo tranquillamente, purché si faccia rilasciare un certificato dell’avvenuta visita.

Sono esclusi dal vincolo di reperibilità i dipendenti del settore privato sottoposti a terapia salvavita e quelli a cui è stata riconosciuta un’invalidità superiore al 67%.

Per approfondire il tema della visita fiscale con le ultime disposizioni entrate in vigore, potete leggere questo articolo.

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