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Detrazioni sull’affitto: quando spettano e a chi

5 dicembre 2017


Detrazioni sull’affitto: quando spettano e a chi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 dicembre 2017



Le agevolazioni fiscali sull’affitto per chi ha reddito basso, per chi si deve trasferire per lavoro, per gli studenti universitari, per i giovani.

Hai appena firmato un contratto di affitto a uso abitativo e, poiché il tuo reddito è particolarmente basso, vorresti “scaricare” dalle tasse la spesa mensile dovuta al pagamento del canone di locazione. Buone notizie: la legge prevede la possibilità di usufruire delle detrazioni sull’affitto per alcune categorie di inquilini e condizione che il reddito non superi determinate soglie. In buona sostanza, si tratta di benefici fiscali concessi a chi ha uno stipendio basso. Lo sconto fiscale è inoltre subordinato all’utilizzo dell’appartamento come abitazione principale e non, invece, a chi lo adibisce ad altre finalità (ad esempio la casa al mare per la stagione estiva). Pertanto, bisogna aver stipulato uno dei contratti previsti dalla famosa legge numero 431/1998 che disciplina, ad esempio, i contratti a canone libero (di durata 4+4 anni) o a canone concordato (di durata 3+2 anni). È questa la condizione indispensabile per ottenere l’agevolazione fiscale.

In questa breve guida elencheremo tutte le detrazioni sull’affitto: quando spettano e a chi. Cercheremo di elencare quali tipi di contribuenti hanno diritto allo sconto sul canone pagato al padrone di casa e quali sono i limiti di reddito richiesti dalla legge.

Detrazioni sull’affitto a chi ha un reddito basso

La prima categoria di inquilini a cui la legge consente di detrarre dalle tasse il canone di locazione sono quelli a reddito basso. In particolare:

Per i contratti di locazione a canone libero

  • se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro, spetta una detrazione fiscale di 300 euro;
  • se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,72 e 30.987,41 euro spetta una detrazione fiscale di 150 euro.

Ai fini del calcolo del reddito complessivo si tiene conto anche dell’imponibile assoggettato a cedolare secca.

Per i contratti di locazione a canone concordato

  • se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro, spetta una detrazione fiscale di 495 euro;
  • se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,72 e 30.987,41 euro spetta una detrazione fiscale di 247,90 euro.

Anche in questo caso, ai fini del calcolo del reddito complessivo si tiene conto anche dell’imponibile assoggettato a cedolare secca.

Detrazioni sull’affitto ai givani

La seconda categoria di inquilini a cui spetta la detrazione sull’affitto è quella di coloro che hanno non meno di 20 anni e non più di 30 anni, con un reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro.

A questo spetta una detrazione fiscale per i primi tre anni di contratto di locazione stipulato ai sensi della legge 431/1998 relativo all’abitazione principale diversa da quella dei genitori. La detrazione è pari a 991,60 euro.

Detrazioni sull’affitto per lavoratori

Anche i lavoratori hanno diritto alle detrazioni sull’affitto nel caso in cui siano costretti a trasferirsi in un’altra Regione e in un Comune distante almeno 100 chilometri dal precedente per motivi di lavoro. In tale ipotesi è concessa una detrazione per massimo per tre anni. La detrazione varia a seconda del reddito. In particolare:

  • con un reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro spetta una detrazione sul canone di affitto pari a 991,60 euro;
  • con un reddito di 30.987,41 euro, spetta una detrazione pari a 495,80 euro.

Detrazione sull’affitto per studenti universitari fuori sede

Anche gli studenti universitari fuori sede possono usufruire di una detrazione sui canoni di locazione pagati per l’alloggio.

La detrazione, in questo caso, è calcolata in misura non fissa ma percentuale. In particolare la detrazione fiscale sull’affitto per l’appartamento universitario è pari al 19% dell’importo versato al padrone di casa. In ogni caso l’ammontare della spesa massima non può superare 2.633 euro annui. Con la conseguenza che il risparmio massimo d’imposta è di 500,27 annui.

Anche in questo caso la detrazione spetta sul contratto di locazione stipulato o rinnovato ai sensi della legge 431/1998 o contratti di ospitalità, atti di assegnazione in godimento o locazione.

Ultima condizione per usufruire della detrazione fiscale per gli studenti fuori sede è che l’università deve essere situata in un Comune distante almeno 100 km. da quello di residenza e in una provincia diversa (occorre fare riferimento al tratto chilometrico più breve tra il Comune di residenza e quello in cui ha sede l’università, calcolato in base a una qualsiasi delle vie di comunicazione esistenti, ad esempio ferroviaria o stradale, se almeno uno dei collegamenti risulta pari o superiore a cento chilometri).

Non importa quale sia il tipo di facoltà o il corso universitario frequentato dallo studente, sia la natura pubblica o privata dell’università.

Gli stessi sconti spettano se lo studente è iscritto a un corso di laurea all’estero, a

condizione che i contratti siano stipulati ai sensi della normativa vigente nello stato in cui l’immobile è ubicato e purché l’università sia ubicata in uno stato membro dell’unione europea o in uno degli stati aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo.

Se pago l’affitto a uno degli inquilini mi spetta la detrazione fiscale?

In tema di affitti universitari è ricorrente la pratica di intestare il contratto di locazione solo a uno studente con facoltà di questi di ospitare altri giovani, dividendo le spese. In pratica si realizza, con il consenso del locatore, un subaffitto. Ebbene, la detrazione fiscale non spetta in caso di subaffitto.

La detrazione fiscale spetta per un master o un corso post universitario?

No, il beneficio non spetta ai contribuenti che frequentano un master o un corso di specializzazione.

La detrazione fiscale spetta se a pagare l’affitto è il padre dello studente?

La detrazione sull’affitto per studenti universitari può essere fruita anche se a pagare l’affitto è un’altra persona purché l’inquilino sia fiscalmente “a carico” di quest’ultima. L’esempio classico è quello del padre che paga il canone per il figlio: in tal caso sarà il genitore a usufruire della detrazione purché il figlio studente si trovi nelle condizioni

richieste dalla norma.

Che succede in presenza di più figli universitari

Nell’ipotesi di due figli universitari, ciascuno dei quali con un distinto contratto di locazione e a carico di entrambi i genitori, ognuno di questi ultimi potrà beneficiare della detrazione del 19% sull’importo massimo di 2.633 euro annui.

Che succede in presenza di più inquilini?

Se l’appartamento costituisce l’abitazione principale di più inquilini occorre ripartire le detrazioni fiscali tra i cointestatari del contratto.

Si possono sommare le detrazioni fiscali sull’affitto?

Le detrazioni fiscali sin qui considerate non possono essere tra loro sommate poiché sono alternative. Pertanto il contribuente ha diritto a scegliere quella più conveniente.

Se le tasse da pagare sono inferiori alla detrazione fiscale

Che succede se il contribuente ha un reddito particolarmente basso e la detrazione supera le tasse da pagare, bisogna operare nel seguente modo. La parte della detrazione che eccede l’irpef lorda diminuita delle detrazioni per carichi familiari e per redditi di lavoro dipendente, pensione e altri redditi, si “trasforma” in credito d’imposta. Il credito, di importo pari alla predetta eccedenza che non ha trovato capienza nell’imposta lorda, si indica nella dichiarazione dei redditi e può essere compensato con altre imposte attraverso il modello F24 oppure chiesto a rimborso.

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Autore immagine: 123rf com

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