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Lo sai che? Inps: dove si trova il Pin?

Lo sai che? Pubblicato il 22 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 gennaio 2018

Niente più lunghe file agli sportelli Inps per ottenere una prestazione previdenziale. Ora possiamo fare tutto online. Ma ci serve un Pin: dove si trova?

Vi ricordate i tempi in cui per richiedere la più semplice operazione si era obbligati a prendere il numeretto e aspettare in fila allo sportello ore intere? Scordateveli.  La pubblica amministrazione inizia forse ad andare di pari passo con l’evoluzione della società. E l’evoluzione della società va sempre di più verso una delle più grandi innovazioni tecnologiche che ci siano mai state. Così oggi i più disparati uffici pubblici iniziano a comunicare con noi online, senza il bisogno di andare a litigare di persona con gli impiegati. Compresi gli uffici Inps, che ora sono raggiungibili comodamente da casa, attraverso il sito internet dell’ente. Possiamo telefonare certo, ma possiamo fare anche molto di più, arrivando a controllare dal computer di casa tutta la nostra vita previdenziale. Vogliamo perciò controllare quanto ci manca alla pensione? Possiamo farlo semplicemente collegandoci in una sezione privata del sito, dove è annidata e nascosta tutta la nostra storia previdenziale e non solo, accessibile soltanto a noi e solo tramite una password privata: il cosiddetto Pin. Ma dove si trova il Pin? Come facciamo ad entrarne in possesso e dove dobbiamo inserirlo per avere pieno controllo delle informazioni e delle operazioni che vogliamo svolgere in autonomia sul sito Inps?

Che cos’è il Pin?

Avete presente quando entriamo in un sito – ad esempio della nostra banca – perché vogliamo accedere al conto online e per accedere ai servizi ci viene chiesto di entrare in un’area riservata e registrare le nostre credenziali? Ecco, allo stesso modo funziona la pubblica amministrazione. Con regole ancora più stringenti in nome della sicurezza del cittadino.

Qualsiasi operazione online a nostro nome che  vogliamo effettuare su un sito web di un ente pubblico, a maggior ragione quando questa implica passaggi delicati che trattano i nostri dati sensibili, necessita di un codice tutto nostro. Un codice alfanumerico che ci viene rilasciato e che dobbiamo utilizzare ogni volta che entriamo in quel sito e vogliamo svolgere la nostra operazione. Se vogliamo capire dove si trova il Pin, dobbiamo spulciare e andare alla ricerca del sito web Inps.

In questo sito viene offerta a noi cittadini una lunga lista di informazioni personali a cui accedere (praticamente tutta la nostra vita previdenziale), di prestazioni da poter verificare e richiedere. Ed è possibile farlo entrando in un’area personale tutta nostra, a cui nessun altro può accedere, un’area difficilmente hackerabile perché a proteggerla c’è appunto un sistema di sicurezza identificativa, basato sul Pin: un codice personale e segreto di identificazione di 16 caratteri (Personal identification number) che ci consente l’accesso a tutti i servizi online dell’Inps.

È un vero e proprio sistema di riconoscimento, che incrocia le anagrafiche degli utenti e le informazioni presenti negli archivi dell’ente, che restituisce all’utente un codice attraverso cui può accedere a tutti i servizi dedicati all’utente stesso, in modo del tutto personalizzato. Ad esempio un cittadino iscritto alla Gestione privata non può accedere alla Gestione dei dipendenti pubblici. A ognuno il suo servizio, quindi.

Prima di vedere dove si trova il Pin, bisogna tenere a mente che ne esistono due tipi: l’ordinario e il dispositivo. Il primo ci consente di consultare i dati che interessano la nostra posizione contributiva o la nostra pensione; mentre il pin dispositivo offre ancora maggiore sicurezza perché ancora più delicata è l’operazione che ci consente di effettuare: cioè quella di poter richiedere prestazioni e benefici economici a cui possiamo avere diritto.

Quindi vogliamo vedere se ci è stata erogata la pensione? Ci basta il Pin ordinario. Vogliamo invece fare domanda per la maternità o bonus bebè? Qui ci serve il Pin dispositivo.

Se siamo in possesso del nostro Pin (perché ne abbiamo fatto richiesta all’Inps) allora possiamo iniziare a navigare e spulciare nella nostra area riservata. Dove? Basta collegarsi al sito web Inps – www.inps.it – e cliccare su ‘Entra in MyInps’ (questa è la nostra area riservata). Si apre subito una finestra in cui dobbiamo autenticarci, inserendo il nostro codice fiscale e, appunto, il nostro codice Pin. Semplice no?

A quali servizi Inps è possibile accedere con il Pin? 

A questo punto siamo entrati nella nostra area riservata. Cosa possiamo fare con il codice Pin? Davvero parecchie cose:

  • 730 precompilato
  • Controllare la propria posizione contributiva
  • Estratto conto contributivo
  • Indennità di disoccupazione
  • Bonus
  • Domande di pensione
  • Durc online
  • Richieste invalidità
  • Richieste di indennità e congedi
  • Ricongiunzioni
  • Reperire tutti i Moduli che servono per inoltrare domande

E questi sono solo alcuni dei molti servizi e delle prestazioni a cui è possibile accedere. Ovviamente ad poter accedere nell’area riservata tramite il codice Pin non siamo solo noi cittadini: possono farlo anche le banche e gli istituti finanziari, gli enti che erogano prestazioni previdenziali, i consolati e altre autorità, i medici e le Asl, le aziende e i datori di lavoro. Ognuno di questi ha un proprio Pin e un’area riservata a seconda della propria posizione e del tipo di servizio a cui può accedere.

Ricordiamoci però che se abbiamo solo il Pin ordinario tutto ciò che ci è consentito fare è consultare la nostra posizione e le informazioni sulla nostra storia. Se vogliamo alzare l’asticella e richiedere e ottenere tutte le prestazioni previdenziali e non che Inps ci consente di fare dobbiamo avere il codice Pin dispositivo.

Dove troviamo il codice Pin?

Il codice Pin non ci cade dal cielo, dobbiamo richiederlo noi all’Inps. E abbiamo tre modi per farlo:

  • Direttamente alle sedi Inps – che consegneranno direttamente il Pin dispositivo
  • Chiamando il Contact Center al numero verde 803 164 (gratuito da fisso) oppure allo 06 164 164 (da cellulare, pagando in base alla tariffa del proprio operatore).
  • Online – collegandosi al sito www.inps.it e andando direttamente alla sezione MyInps oppure nella sezione ‘Assistenza’, cliccando poi sulla voce ‘ottenere e gestire il Pin’ e sulla sottovoce ‘richiedere e attivare il Pin’

Se abbiamo scelto la richiesta del Pin online dobbiamo:

  1. Nella prima schermata, inserire il nostro codice fiscale e il paese in cui abbiamo residenza e cliccare su ‘Avanti’
  2. Nella seconda schermata nostri dati anagrafici, di residenza e recapiti nella schermata iniziale e poi confermare.
  3. A questo punto ci verranno indicati i primi 8 caratteri del Pin o via sms o per email. La seconda parte del Pin (gli ultimi 8 caratteri) ci vengono spediti con una lettera al nostro indirizzo di casa.

Qualora volessimo trasformare il nostro Pin ordinario in Pin dispositivo perché abbiamo delle domande di prestazione da inoltrare, possiamo farlo convertendo il nostro codice. Come?

  • Andiamo in una sede Inps e facciamo richiesta compilando il modulo MV35
  • Oppure lo facciamo direttamente online: inserendo il Pin ordinario nell’area riservata MyInps; stampare e firmare il modulo di richiesta; scansionarlo firmato e caricarlo online insieme ad un documento di riconoscimento.

Pin smarrito: che fare?

Niente paura se il post-it attaccato sul frigo con il Pin è finito nel pattume e abbiamo perso il codice. Possiamo richiederne uno nuovo attraverso una procedura online.

Entrando sempre nell’area riservata MyInps, c’è un’apposita sezione ‘Hai smarrito il tuo Pin’. Ecco, clicchiamoci sopra e il sistema ci reindirizza in una nuova sezione in cui possiamo ripristinare il nostro Pin. Basterà inserire nella schermata che si apre il nostro codice fiscale e almeno due contatti (tra quelli che avevamo inserito nella prima procedura di richiesta Pin).

Completata la procedura, ci verrà inviato il nuovo Pin di 16 caratteri, metà su un contatto (es. sms) e metà sul secondo contatto (es. email).

note

Fonte: Inps


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