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Crepe: i genitori possono non mandare i figli a scuola?

10 Gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Gennaio 2018



Il terremoto è una catastrofe naturale che porta morte e distruzione, in Italia, dopo gli ultimi episodi, molto resta ancora da fare in termini di prevenzione.

L’Italia è considerata una nazione ad alto rischio sismico perché, per la sua collocazione geografica, si trova esattamente su una faglia che, muovendosi, provoca delle scosse più o meno forti. Nel corso degli anni i fenomeni sismici che hanno colpito il nostro Paese sono stati numerosi e hanno provocato molte vittime, solo per citare i più recenti:

  • 1980 – terremoto dell’Irpinia
  • 1997 – terremoto di Umbria e Marche
  • 2009 – terremoto de L’Aquila
  • 2012 – terremoto dell’Emilia
  • 2016 – terremoto di Amatrice.

Questi terremoti hanno evidenziato un dato veramente sconfortante, ossia che spesso gli edifici crollati o pericolanti fossero, nella maggior parte, non abitazioni private ma edifici pubblici come scuole e ospedali, ad esempio come nel caso della struttura della casa dello studente a L’Aquila, dentro la quale sono morti tanti giovani.

Le Istituzioni hanno dunque ravvisato la necessità e l’urgenza di intervenire, costruendo i nuovi edifici in base a criteri antisismici, anche prendendo ispirazione da Paesi in cui si convive con i terremoti, come il Giappone o il Cile, e di rendere gli edifici preesistenti più sicuri. I genitori, vedendo delle crepe nelle strutture, possono non mandare i propri figli a scuola per paura di qualche evento spiacevole?

Monitoraggio degli edifici pubblici

Il Comune è, in genere, l’Ente responsabile del monitoraggio degli edifici scolastici e pubblici, con il compito di verificarne periodicamente la stabilità, la sicurezza e la resistenza egli eventi sismici. Nonostante in Italia vi sia un obbligo di adeguamento sismico per tutti gli edifici pubblici, ancora una piccola percentuale si è adeguata e, purtroppo, solo dopo gli ultimi drammatici episodi di terremoto, vi è stata un’accelerazione, anche da parte del Governo, di provvedere ad una rapida e generale riqualificazione per la tutela della collettività. Tali interventi sono finalizzati a controllare la solidità delle costruzioni costantemente, con cadenza prefissata, e non solo in seguito a terremoti o altri eventi spiacevoli. Una squadra di esperti competenti, composta da geologi, ingegneri, responsabili dell’Ufficio tecnico comunale, si reca personalmente sui luoghi da controllare prendendone visione e, in caso di difformità, come ad esempio crepe importanti alle pareti, pavimentazione sconnessa, danni alla struttura portante che potrebbero comportare un pericolo alle persone, dichiarano l’inagibilità dell’immobile, chiudendoli al pubblico, oppure, stabiliscono dei lavori edilizi per metterli in sicurezza. Nell’eventualità di crepe nella struttura i genitori possono non mandare i propri figli a scuola?

Una crepa compromette la stabilità di una costruzione?

Non sempre una crepa rappresenta un campanello d’allarme circa la solidità di un edificio, in quanto potrebbe trattarsi di una lesione dell’intonaco esterno che non ne compromette l’equilibrio. Pertanto i genitori, proprio per proteggere l’incolumità dei propri figli, in aggiunta a quanto già effettuato dal dirigente scolastico, hanno diritto di richiedere che l’edificio venga sottoposto a nuovi controlli approfonditi, volti a scoprire l’effettiva causa di queste crepe, chiedendo anche l’intervento dei Vigili del Fuoco o dell’Ufficio tecnico del Comune.

Cosa possono fare i genitori?

E’ possibile rifiutarsi di mandare i figli a scuola, anche per sollecitare una pronta risposta da parte degli organi competenti, fino alla certezza e alla rassicurazione definitiva che l’edificio risulta, dai rilievi e dalle analisi, perfettamente stabile, ma, una volta ottenuta, le lezioni devono riprendere con regolarità. Mentre, al contrario, se non si mandano i bambini a scuola ma non ci si attiva in alcun modo per porre rimedio alla situazione, si rischia non solo di commettere un illecito ma, soprattutto, di danneggiare i più piccoli che vedono nell’istituzione scolastica un luogo dove imparare e muovere i primi passi nel mondo degli adulti.


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