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Dove pagare le tasse universitarie?

25 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 gennaio 2018



Ogni anno gli studenti universitari sono alle prese con una scadenza precisa: il pagamento della retta. Ma come e dove si può pagare? Ecco le risposte

Hai finalmente terminato l’agonia dei cinque anni di superiori, hai preso il diploma e finalmente può iniziare a decidere della tua vita e del tuo futuro, facendo una scelta tutta tua (almeno così dovrebbe essere) e senza condizionamenti: puoi scegliere la Facoltà universitaria che ti farà diventare ciò che sarai un giorno, con tanto di laurea in mano. Hai davanti a te tante opzioni e dovrai saperti giostrare nel mare di Università che esistono in Italia. E soprattutto dovrai imparare che – dal primo anno di iscrizione fino alla sessione di laurea – penderanno sulla tua testa, non solo decine di esami, ma scadenze ben definite, entro le quali dovrai pagare la tua retta universitaria. Ma se ti stai chiedendo esattamente dove pagare le tasse universitarie, sappi che i tempi stanno evolvendo e ci sono diverse modalità per farlo. Vediamole assieme.

Quanto costa l’Università?

Ti sei diplomato e stai pensando di iscriverti all’Università? Probabilmente la tua famiglia starà cercando di informarsi sui costi e le spese che le penderanno sul capo nel momento in cui diventerai studente universitario. E fanno bene, perché non sono spese di poco conto. L’Università richiede un impegno economico non indifferente, sia quella privata sia quella pubblica. E anche se le Università private sono decisamente più costose, quella pubblica non scherza. Il fatto che sia statale non esonera gli studenti dal dover contribuire al mantenimento e al buon funzionamento del proprio Ateneo attraverso le odiate tasse universitarie: definite tecnicamente come un contributo omnicomprensivo richiesto a tutti gli studenti per la copertura dei costi dei servizi offerti (didattici e amministrativi). Ogni Ateneo può decidere l’ammontare di queste tasse, a cui però deve anche aggiungersi un altro importo obbligatorio: la tassa regionale per il diritto allo studio (che di solito si aggira attorno alle 120-150 euro).

Come sapere quanto devo pagare di tasse universitarie?

Sai già a quale Facoltà vuoi iscriverti? Meglio così perché, l’ammontare delle tasse universitarie varia da Facoltà a Facoltà, da Ateneo ad Ateneo e da Regione a Regione. Per esempio, frequentare Medicina alla Sapienza di Roma non sarà la stessa cosa che iscriversi a Lettere e Filosofia all’Università di Bologna. E la stessa cosa vale anche quando ci si trova a chiedersi dove pagare le tasse universitarie. Ogni Ateneo decide per sé, salvo rispettare ormai modalità comuni.

Come tutte le altre Università, anche quella che sceglierai tu decide quante tasse far pagare ai suoi studenti sulla base di fasce di reddito, prendendo in considerazione il reddito familiare. E lo fa chiedendo loro di consegnare al momento di iscriversi, oltre alla domanda di iscrizione, anche l’Isee (indicatore situazione economica equivalente). Stabilito il reddito, con l’aiuto di questo documento, lo studente saprà in quale fascia di reddito viene collocato dalla propria Università e così verrà calcolata la propria retta universitaria dovuta.

Una cosa lo Stato chiede agli Atenei: di rispettare un soglia minima di reddito, entro la quale lo studente è totalmente esonerato dal pagamento delle tasse universitarie. Questa soglia è fissata a 13 mila euro, ma ogni Ateneo la può rimodellare a piacimento. Ad esempio ci sono Università che l’hanno innalzata a 23 mila euro (l’Università di Bologna), altre a 14 mila euro (La Sapienza di Roma).

Da quella soglia in poi si procede al pagamento per scaglioni di reddito. Solo per fare un esempio:

  • Da 0 a 13 mila – esonero
  • Da 13.001 a 30 mila – importo in euro per prima fascia di reddito
  • Da 30.001 a 50 mila – importo in euro per seconda fascia di reddito
  • Sopra i 50 mila – pagamento dell’importo massimo

Questa è solo una delle tante agevolazioni previste per gli studenti universitari, che godono di diversi incentivi per reddito, merito e invalidità.

Dove pagare le tasse universitarie?

Eccoci alla domanda cardine del nostro articolo: dove pagare la tasse universitarie? Diciamo pure che ogni Ateneo si organizza a modo proprio anche per quanto riguarda la riscossione dei contributi studenteschi. Per cui, a seconda della Facoltà che sceglierai, dovrai informarti sulle modalità di pagamento tasse scelte dal tuo Ateneo. È sufficiente entrare nel sito web e scoprire, alla voce ‘Tasse e contributi’, le relative tipologie di pagamento.

Certo è che ci sono ormai modalità standard comuni seguite da tutte le Università.

  • Prima fra tutte: sono state predisposte su siti web degli Atenei, delle ‘aree riservate’ agli studenti di quell’Ateneo. Accedendovi è possibile consultare tutta la propria storia accademica e svolgere comodamente online tutte le procedure e gli adempimenti richiesti, tra cui proprio il pagamento delle tasse universitarie. Per accedere a queste aree riservate si deve essere in possesso di credenziali personali.
  • Il pagamento può essere effettuato tramite il Mav (pagamento mediante avviso): un servizio di pagamento mediante bollettino sempre più utilizzato dagli enti pubblici e dalla grandi organizzazioni (tra cui proprio le Università). Questo bollettino può essere
  • spedito dall’Università allo studente oppure
  • scaricato e stampato dallo studente stesso tramite la propria area riservata nel sito di facoltà.

Il Mav può essere pagato:

  1. agli sportelli delle banche e istituti aderenti al servizio
  2. agli sportelli bancomat Atm delle banche aderenti al servizio
  3. agli sportelli degli uffici di Poste Italiane aderenti al servizi
  • Si possono pagare le tasse universitarie anche direttamente online mediante carta di credito (sempre che sia ammesso dal proprio Ateneo) e tramite il servizio Home banking e phone banking
  • Alcune Università (come La Sapienza di Roma) permettono di pagare con assegno bancario non trasferibile e con la presenza dello studente allo sportello della banca.
  • Si può pagare anche con la modalità PagoPa: un sistema di pagamento elettronico previsto nel caso di pagamenti verso la Pubblica amministrazione e vari enti.
  • A seconda di eventuali convenzioni tra Ateneo e Istituto bancario, può essere previsto un addebito diretto sul proprio conto corrente. Ad esempio l’Università Cà Foscari di Venezia consente un addebito sul conto dei correntisti di Intesa San Paolo. Così come La Sapienza prevede un addebito diretto sul conto corrente in Unicredit
  • Alcune Università hanno poi mantenuto il caro buon vecchio bonifico bancario. In questo caso è possibile pagare le tasse universitarie effettuando, appunto, un bonifico sul conto corrente dell’Università che a cui ci si iscrive. Ovviamente qui occorre farsi comunicare l’Iban
  • Un’altra modalità utilizzata (non sempre a dir la verità) è il pagamento sul conto PayPal. Lo consente ad esempio l’Università degli studi del Salento

In linea generale comunque viene lasciata allo studente molta libertà di scelta, perché non viene adottato solo un metodo di versamento, ma le Università mettono a disposizione tutte queste modalità sopraelencate o alcune di esse, facendo poi decidere allo studente stesso quella che gli è più congeniale.

Come pagare le tasse Universitarie?

L’Università può costare cara, arrivando a sfiorare anche i 3 mila euro di retta. Ecco perché solitamente questi importi si rateizzano. Quando anche la tua Università ti chiederà di pagare le tasse universitarie, lo farà chiedendoti il versamento in due rate:

  • Versamento tassa regionale per il diritto allo studio
  • Versamento prima rata (solitamente entro tra ottobre e febbraio)
  • Versamento seconda rata (solitamente entro tra febbraio e maggio)

Ti stai domandando se puoi richiedere una rateizzazione maggiore? Alcune Università lo consentono, solitamente su richiesta di studenti particolarmente in difficoltà. Il consiglio quindi è quello di contattare la segreteria studenti dell’Università che scegli e informarti su questa possibilità.

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