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Lo sai che? Cosa si paga con l’F24 e cosa con l’F23

Lo sai che? Pubblicato il 6 dicembre 2017

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Modello di versamento delle imposte: la differenza tra F24 ed F23, quali tasse si pagano con l’una e quali con l’altra. Scarica il modello F23 ed F24 con le istruzioni.

Chissà quante volte ha già sentito queste due sigle: F23 ed F24. Sono certo che saprai, in linea di massima, a cosa si riferiscono: sono i modelli di versamento delle imposte. Dopo averli compilati, puoi infatti adempiere agli obblighi tributari che lo Stato di impone. Insomma, con l’F23 o l’F24 non puoi pagare l’assicurazione o la rata del mutuo ma solo le tasse. La differenza tra i due moduli è nel tipo di imposta cui si riferiscono: alcune per l’F23 ed altre per l’F24. Ed è molto importante non sbagliarsi altrimenti il pagamento potrebbe non andare a buon fine e tu risultare inadempiente: con la conseguenza che potresti essere ritenuto in mora e, magari, per ottenere la restituzione dei soldi già versati potresti attendere molto tempo. Proprio per evitare di cadere in questo pasticcio, cercheremo ora di capire quali tasse si pagano con l’F24 e quali con l’F23. Faremo qui l’elenco aggiornato ad oggi di quelle che sono le attuali disposizioni tributarie in modo da non cadere in errore.

Cos’è il modello F23

Il modello F23 è utilizzato per il versamento di alcune tipologie di imposte, tasse e sanzioni.

Cosa si paga con l’F23

Il modello F23 è utilizzato per il versamento di:

  • imposte di registro,
  • imposta ipotecaria
  • imposta catastale
  • canoni per concessioni demaniali
  • sanzioni inflitte dal giudice
  • sanzioni amministrative (per esempio, multe e contravvenzioni).

Come si compila l’F23?

La prima cosa che devi fare è scaricare il modello F23. A questo link puoi scaricare la versione aggiornata dell’F23.

A questo punto devi compilarlo correttamente. A questo link puoi trovare le istruzioni per compilare il modello F23 con i relativi codici tributi.

Troverai una serie di campi da compilare:

Campo 1: va indicata la provincia del concessionario presso il quale si esegue il pagamento.

Campo 2: va indicata la banca o la posta, nonché la relativa agenzia o ufficio ai quali si conferisce delega per eseguire il pagamento.

Campo 3: spazio a disposizione dell’ufficio che richiede il pagamento.

Campo 4 e Campo 5: i dati anagrafici devono essere riportati secondo le indicazioni della seguente tabella; il campo 4 deve essere sempre obbligatoriamente compilato e il versante deve, altresì, firmare il modello.

Campo 6: lo spazio “codice”deve essere obbligatoriamente compilato con il codice dell’ufficio o dell’ente al quale va riferito il versamento (es. codice del- l’ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate ovvero se non ancora istituito codice dell’ufficio del Registro per contratti di locazione, atti giudiziari, dichiarazio- ni di successione e tassa abilitazione ordine professionale; codice dell’ufficio del territorio per formalità ipotecarie e concessioni demaniali; codice del- l’ufficio competente a rilevare la violazione nel caso di ravvedimento). L’elenco completo dei codici è disponibile presso il concessionario, la banca o la posta. Lo spazio “subcodice” è a disposizione dell’ufficio o dell’ente richiedente (uffici giudiziari, ASL, INPS, INAIL).

Campo 7: se il versamento è richiesto da uffici giudiziari, forze di polizia, polizia municipale, gli stessi devono riportare il codice identificativo del proprio comune di ubicazione. Ad es. la Polizia municipale (codice ente 9A0) deve riportare il codice del comune ove è ubicata (ad es. la Polizia municipale di Roma deve indicare H501).

Campo 8: va compilato per i pagamenti relativi ad atti in pendenza di giudizio utilizzando la codifica indicata nella tabella A.

Campo 9: riportare il codice solo per i pagamenti descritti nella tabella B; non va compilato in caso di contratti di locazione per annualità successive alla prima.

Campo 10: da compilare da parte del versante nei seguenti casi:

  • Atti pubblici e scritture private autenticate: indicare l’anno di stipula e il primo dei numeri di repertorio indicati nell’elenco degli atti da presentare all’ufficio insieme alla distinta di versamento;
  • Formalità ipotecarie: indicare l’anno di stipula e il numero di repertorio della prima nota dell’elenco del gruppo di formalità da presentare all’ufficio per
  • la loro esecuzione;
  • Contratti di locazione per annualità successive alla prima, cessioni, risoluzioni e proroghe: indicare l’anno di registrazione e gli estremi dell’atto (serie e
  • numero di registrazione separati da una barra);
  • Utilizzo di beni dello Stato: indicare nello spazio “anno” quello cui si riferisce il pagamento, nello spazio “numero” la data di inizio e fine del periodo di
  • validità del pagamento nella forma GGMMAAA/GGMMAAA (ad es. per il periodo dal 1 dicembre 1999 al 31 gennaio 2000 occorre scrivere
  • 0112999/3101000);
  • Definizione agevolata delle sanzioni: indicare gli estremi dell’atto o provvedimento notificato;
  • Ravvedimento: indicare l’anno cui si riferisce la violazione.

Campo 11: i principali codici tributo sono indicati nella tabella C; lo stesso codice non può essere indicato più volte, per cui i relativi importi vanno sommati. L’elenco completo dei codici è disponibile presso il concessionario, la banca o la posta.

Campo 12: spazio a disposizione dell’ufficio o ente richiedente per la descrizione del codice tributo.

Campo 13: l’importo deve essere sempre compilato con indicazione delle prime due cifre decimali, arrotondate per eccesso o per difetto al centesimo più vicino. Per cui se la terza cifra è uguale o superiore a 5, l’arrotondamento al centesimo va effettuato per eccesso; se la terza cifra è inferiore a 5, l’arrotondamento va effettuato per difetto (es.: euro 52,752 arrotondato diventa euro 52,75; euro 52,755 arrotondato diventa euro 52,76; euro 52,758 arrotondato diventa euro 52,76). Le prime due cifre decimali vanno indicate anche nell’ipotesi in cui la cifra sia espressa in unità di euro (es.: somma da versare pari a 52 euro, va indicato 52,00).

Si precisa, inoltre, che i commi secondo e terzo dell’art. 51 D.Lgs. 213/98 dispongono in materia di conversione delle sanzioni pecuniarie ed amministrative quanto segue:

“2. A decorrere dal 1° gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire nelle vigenti disposizioni normative è tradotta in Euro secondo il tasso di conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato.

3. Se l’operazione di conversione prevista dal comma secondo produce un risultato espresso anche con decimali la cifra è arrotondata eliminando i decimali”.

Campo 14: da compilare da parte del versante solo nei seguenti casi: per l’imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, esclusi i ciclomotori, indicare la sigla automobilistica della provincia in cui ha sede il P.R.A. di iscrizione del veico- lo ovvero, per le macchine agricole, della provincia di residenza dell’intestatario della carta di circolazione; per la sanzione pecuniaria relativa al CSSN utilizzare la codifica indicata nella tabella D. Qualora il solo codice tributo non sia sufficiente ad individuare l’ente destinatario delle somme (ASL, INPS, INAIL, uffici giudiziari, enti a livello comunale), l’ufficio o l’ente richiedente deve compilare anche tale campo con il codice identificativo del suddetto ente destinatario.

Come si paga l’F23?

Il pagamento può essere eseguito presso qualsiasi concessionario della riscossione, banca o ufficio postale, indipendentemente dal domicilio fiscale di chi versa o dall’ubicazione dell’ufficio o dell’ente che ha richiesto il paga- mento. Il modello va compilato a cura di chi effettua il pagamento solo se si tratta di “autoliquidazione” o di pagamento effettuato spontaneamente; in questi casi non occorre compilare i campi retinati. In tutti gli altri casi il modello viene precompilato dall’ufficio o dall’ente che richiede il pagamento e inviato al contribuente insieme all’atto cui si riferisce; gli eventuali dati mancanti vanno indicati dal versante sulla base delle informazioni contenute nell’atto stesso. Se il modello precompilato dovesse deteriorarsi, vanno riportati sul nuovo modello anche i dati contenuti nei campi retinati. Eventuali errori di trascrizione impediscono all’ufficio o all’ente di abbinare il versamento all’atto o al documento cui si riferisce e possono comportare richieste di pagamento delle stesse somme già versate.

Che fare in caso di errore nella compilazione dell’F23?

Può succedere che, a causa di errori nella compilazione del modello, l’ufficio o l’ente non riesca ad abbinare correttamente il versamento al relativo atto o documento. Ciò può comportare delle richieste di pagamento relative a somme già versate. In questo caso, il contribuente può rivolgersi all’ufficio competente per richiedere uno sgravio (cancellazione del tributo) o il rimborso delle somme versate in più.

Gli errori più frequenti che si commettono compilando il modello di versamento F23 sono:

  • errata indicazione del “codice tributo”
  • errata indicazione del “codice ufficio”.

In caso di errore del “codice tributo” il contribuente deve inviare una comunicazione all’ufficio locale il cui codice è stato indicato nel modello. Se, invece, l’errore riguarda il “codice ufficio”, il contribuente deve inviare una comunicazione sia all’ ufficio locale il cui codice è stato indicato erroneamente sul modello di versamento, sia a quello cui si riferisce correttamente il versamento.

Cos’è il modello F24

Il modello F24 è il modello più usato in quanto si riferisce a un gran numero di imposte. Esso deve essere utilizzato da tutti i contribuenti, sia da quelli titolari di partita Iva che da quelli che non hanno la partita Iva. I primi sono obbligati a pagare l’F24 in modalità telematica mentre i secondi (quelli senza partita Iva) possono ancora usare il modello cartaceo.

Cosa si paga con l’F24?

Con l’F24 si pagano le seguenti imposte:

  • imposte sui redditi (Irpef, Ires)
  • ritenute sui redditi da lavoro e sui redditi da capitale
  • Iva
  • imposte sostitutive delle imposte sui redditi dell’Irap e dell’Iva
  • imposta sostitutiva sulle vendite immobiliari
  • altre imposte sostitutive (ad esempio: imposta sugli intrattenimenti, imposta sulle scommesse e giochi, ecc.)
  • Irap
  • addizionale regionale e comunale all’Irpef
  • accise, imposta di consumo e di fabbricazione
  • contributi e premi Inps, Inail, Enpals, Inpgi
  • diritti camerali
  • interessi
  • Imu, Tares, Tari e Tasi
  • tributi speciali catastali, interessi, sanzioni e oneri accessori per l’attribuzione d’ufficio della rendita presunta
  • Tarsu/Tariffa, Tosap/Cosap: riservato ai Comuni che hanno stipulato un’apposita convenzione con l’Agenzia delle Entrate. Nel modello F24 nello spazio “codice ente/codice comune” deve essere riportato il codice catastale del Comune in cui sono ubicati gli immobili o le aree e gli spazi occupati
  • canoni di locazione Inpdap sulla base delle comunicazioni specificatamente trasmesse agli affittuari
  • alcune tipologie di proventi derivanti dall’utilizzo dei beni di Demanio e di Patrimonio dello Stato sulla base delle comunicazioni specificatamente trasmesse agli utilizzatori
  • dal 1° aprile 2016 le somme dovute in relazione alla presentazione della dichiarazione di successione (imposta sulle successioni, imposta ipotecaria e catastale, tasse ipotecarie, imposta di bollo, Invim e tributi speciali, nonché i relativi accessori, interessi e sanzioni)
  • l’imposta sostitutiva sui finanziamenti.
  • Con il modello F24 vanno, inoltre, versate tutte le somme (compresi interessi e sanzioni) dovute in caso di:
  • autoliquidazione da dichiarazioni
  • ravvedimento
  • controllo automatizzato e documentale della dichiarazione
  • avviso di accertamento (in caso di omessa impugnazione)
  • avviso di irrogazione di sanzioni
  • istituti conciliativi di avvisi di accertamento e irrogazione di sanzioni (accertamento con adesione, conciliazione giudiziale).

Imposte per la dichiarazione di successione

Dal 1° gennaio 2017, secondo quanto previsto dal provvedimento del 17 marzo 2016, le imposte e i relativi accessori, sanzioni e interessi, dovuti in relazione alla presentazione della dichiarazione di successione, devono essere versati mediante il modello “F24”, secondo le istruzioni fornite con la risoluzione n. 16 del 25 marzo 2016 – pdf. Con riferimento alle dichiarazioni di successione, il modello F23 deve essere utilizzato se tale modalità di pagamento è stata indicata negli atti emessi dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate con i quali è stato richiesto il versamento delle predette somme.

Il modello è definito “unificato” perché permette al contribuente di effettuare con un’unica operazione il pagamento delle somme dovute, compensando il versamento con eventuali crediti.

Come si compila il modello F24

A questo link puoi scaricare la versione aggiornata del modello F24.

A questo link puoi trovare le avvertenze sulla compilazione del modello F24.

Come si paga il modello F24

È possibile pagare le somme dovute ad ogni singola scadenza anche utilizzando più modelli.

Il versamento, per i soggetti titolari di partita IVA, deve essere effettuato con modalità di pagamento telematica, come previsto dall’art. 37,comma 49 del D.L. 04/07/2006, n. 223, ad eccezione dei casi d’esenzione previsti.

In tali casi, il versamento può essere effettuato presso gli sportelli di qualunque agente della riscossione o banca convenzionata e presso gli uffici postali:

  • in contanti;
  • con carte PagoBANCOMAT, presso gli sportelli abilitati;
  • con carta POSTAMAT, POSTEPAY, con addebito su conto corrente postale presso qualsiasi ufficio postale;
  • con assegni bancari o postali tratti dal contribuente a favore di se stesso o con assegni circolari o vaglia postali o assegni postali vidimati emessi all’ordine dello stesso contribuente e girati per l’incasso alla banca o a Poste. In ogni caso l’assegno o il vaglia devono essere di importo pari al saldo finale del modello di versamento. Nel caso in cui l’assegno postale venga utilizzato per pagare tramite Poste l’operazione dovrà essere eseguita all’ufficio postale ove è intrattenuto il conto;
  • con assegni circolari e vaglia cambiari, presso gli agenti della riscossione.
  • Attenzione: nel caso in cui l’assegno risulti anche solo parzialmente scoperto o comunque non pagabile, il versamento si considera omesso.

F24 a saldo zero

L’F24 va presentato anche quando non ci sono imposte da pagare. È il caso del cosiddetto F24 a saldo zero. In caso di omessa presentazione del modello F24 con saldo zero, la legge prevede l’applicazione di una sanzione pari a 100 euro, ridotta a 50 euro se il ritardo non è superiore a cinque giorni lavorativi.

Per regolarizzare questa violazione è possibile ricorrere al ravvedimento. In questo caso è necessario:

1- presentare il modello F24 omesso

2- versare una sanzione ridotta, pari a:

  • 5,56 euro (1/9 di 50 euro), se il modello F24 viene presentato entro cinque giorni dall’omissione
  • 11,11 euro (1/9 di 100 euro), se il modello F24 viene presentato entro novanta giorni dall’omissione.

3- Se l’errore viene corretto dopo 90 giorni:

  • 12,50 euro (1/8 di 100 euro), se il modello F24 viene presentato entro un anno dall’omissione
  • 14,29 euro (1/7 di 100 euro) se il modello F24 a saldo zero viene presentato entro due anni dall’omissione
  • 16,67 euro (1/6 di 100 euro) se l’F24 a saldo zero viene presentato superati i due anni dall’omissione
  • 20 euro (1/5 di 100 euro) se il contribuente si ravvede dopo che la violazione viene constatata con un processo verbale.

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