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Lo sai che? Chi offre lavoro a domicilio?

Lo sai che? Pubblicato il 6 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 dicembre 2017

Ci imbattiamo spesso in annunci online che offrono lavoro a domicilio. Vediamo quando sono truffe, quali tutele ci sono, quali obblighi e cosa dice la legge

“Cercasi persone serie interessate a lavorare da casa in autonomia”. “Cerchiamo addetti al confezionamento prodotti cosmetici. Lavoro da casa e interessanti guadagni”. Quante volte vi è capitato di imbattervi in annunci simili, navigando nel mare delle offerte di lavoro online. Sembravano interessanti, offrivano percentuali di guadagno ottime e un’entrata fino a 600 euro al mese per poche ore di lavoro a settimana. Troppo bello per essere vero. Infatti non era vero. Dietro questi annunci di lavoro si nascondono spesso trappole e truffe, pronte ad illudere poveri giovani disoccupati, persone adulte rimaste senza lavoro, casalinghe in cerca di un’occupazione per arrotondare lo stipendio del marito. Anche se non sempre è così: il lavoro a domicilio è infatti una forma precisa di contratto prevista in Italia, e le aziende serie che hanno bisogno di risorse occupate al proprio domicilio (spesso per abbattere i costi) possono utilizzare e proporre questa forma di contratto. Ma ci sono vincoli precisi stabiliti per legge. Detto questo vediamo in questo articolo come e chi offre lavoro a domicilio?

Cos’è il lavoro a domicilio?  

Se qualcuno vi offre lavoro nominandovi questo tipo di contratto non stupitevi, perché è a tutti gli effetti previsto e regolamentato dalla legge italiana [1]. Se accettate, non sarete né lavoratori autonomi né liberi professionisti, perché il lavoro a domicilio è a tutti gli effetti un contratto da lavoro dipendente. Si differenzia per il semplice fatto che il luogo di lavoro è il domicilio del dipendente e non i locali dell’azienda.

Si lavora da casa propria o in spazi comunque di proprietà del dipendente, con attrezzature proprie o fornite dal datore, e durante le ore di lavoro si può essere anche aiutati dai propri familiari, che però non possono essere stipendiati dallo stesso lavoratore.

Quindi, se avete accettato un lavoro a domicilio, la vostra condizione professionale sarà questa: lavorerete da casa vostra, da un magazzino di vostra proprietà, dal vostro garage (da dove vi pare purché non siano locali che vi fornisce il vostro datore, se così fosse, il vostro contratto sarebbe da considerarsi un normale contratto a tempo indeterminato). Per svolgere il vostro lavoro potete usufruire di macchinari o attrezzature vostre o che vi dà il vostro capo. E siete a tutti gli effetti subordinati, quindi suoi dipendenti.

Sarete inoltre retribuiti con tariffe a cottimo pieno che devono essere specificate nei rispettivi Contratti di lavoro collettivi (Ccnl).

Attenzione quindi a non confondere il lavoro a domicilio con il lavoro autonomo o con semplice lavoro da casa senza specifici contratti subordinati. È soltanto una forma decentrata del lavoro da svolgere a casa del dipendente, solitamente per risparmiare un po’ sui costi di gestione o per mantenere una sede più piccola e non prendere in affitto grandi edifici.

Quali obblighi per le aziende?

Visto che di truffe il mondo è pieno, che sarebbe molto facile eludere controlli e che, non essendoci una sede operativa di lavoro unica, le difficoltà nel controllare aumenterebbero, la legge ha imposto degli obblighi alle aziende che offrono lavori a domicilio.

  • L’azienda committente deve tenere una sorta di registro, chiamato Libro unico del lavoro, in cui annotare e aggiornare: nome del lavoratore, il domicilio presso cui lavorerà e la retribuzione che percepirà.
  • Il libro unico del lavoro deve contenere anche le informazioni che una volta erano inserite nel registro di controllo dato al dipendente (che non c’è più): date e ore di consegna e riconsegna del lavoro, descrizione del lavoro eseguito e la quantità di lavoro consegnato.
  • L’azienda deve garantire al lavoratore a domicilio lo stesso trattamento e previsto per un normale contratto di lavoro subordinato

Quali tutele e obblighi per i lavoratori?

Anche i lavoratori hanno obblighi e tutele:

  • Per loro valgono le stesse norme del contratto subordinato
  • Le tariffe a cottimo pieno con cui vengono retribuiti sono stabilite dai contratti collettivi. E qualora non lo siano devono essere decise in un tavolo di negoziazione tra datore di lavoro e organizzazioni sindacali
  • Non godendo di tredicesima, ferie e festività, per questi lavoratori è prevista una retribuzione maggiorata, una sorta di indennità sostitutiva per la mancanza di questi trattamenti che sono invece previsti nei normali contratti di lavoro.
  • I loro contratti devono includere anche rimborsi spese per l’utilizzo dei locali, della luce e di eventuali attrezzature proprie
  • Anche loro possono chiedere la malattia, nel caso si ammalino e non possano lavorare
  • Godono soltanto del congedo di maternità obbligatoria
  • Hanno l’obbligo di rispettare le direttivi dei loro datori di lavoro al pari degli altri dipendenti
  • Devono mantenere il segreto professionale sui modelli di lavoro che sono stati affidati loro

Lavoro a domicilio: quando si nasconde la truffa?

Il lavoro a domicilio è cosa seria e come tale va trattata. Per questo bisogna imparare a capire che tipo di annuncio stiamo leggendo quando clicchiamo sull’invitante link ‘offresi lavoro a domicilio’. Innanzitutto tenete fuori dal questa definizione le varie offerte di guadagno da internet con il commercio online e anche chi vi offre normale lavoro svolto da remoto previa però apertura di partita iva. E poi occhio alla truffa! Quale?

  • Le catene di Sant’Antonio: annunci di promotori che vi promettono forti guadagni da investimento a patto che voi portiate nel sistema altri investitori (povere vittime che metteranno soldi). All’inizio magari voi sarete pagati, ad un certo punto chi ha fatto partire la catena sparisce col malloppo.
  • I classici annunci ‘offresi lavoro di confezionamento’ che però vi chiedono come pre-condizione di comprare un kit o di versare dei soldi come cauzione, o ancora di sottoscrivere assicurazioni, per far si che la merce da lavorare che dovete ricevere a casa non si perda nei viaggi.

Qualche consiglio per captare la fregatura al volo di fronte a queste tipologie di annuncio:

  • Controllate i dati dell’azienda – un’azienda che si rispetti ha dei dati che dovrebbe mostrarvi: ragione sociale, indirizzo, numero di telefono, numero di partita iva, che potete tranquillamente controllare accedendo al sevizio del sito dell’Agenzia delle entrate
  • Chiedete sempre informazioni prima sul tipo di contratto e fatevelo mandare. Non si accettano accordi verbali e non iniziano lavori prima di firmare contratti promessi.
  • Non mandate mai soldi, se vi vengono chiesti. Siete lavoratori e dovete essere pagati. E non il contrario! Non è difficile da capire che chi offre lavoro dovrebbe pagarvi e non chiedervi soldi! Se vi capita di incappare in questo tipo di richieste, c’è qualcosa che non va.
  • Prima di esservi accertati di tutte queste informazioni, non inviate all’azienda i vostri dati.

Lavoro a domicilio: quali tipologie e opportunità?

Il lavoro a domicilio può nascere solitamente in due modi:

  • Esiste già un rapporto di lavoro tra datore e dipendente, ma a un certo punto il capo decide di decentralizzare il lavoro per ottimizzare i suoi costi di gestione e allora mette il dipendente in condizioni di poter lavorare da casa propria, offrendogli il lavoro a domicilio.
  • Nasce direttamente come lavoro a domicilio a seguito di candidature per annunci visti online oppure al Centro per l’impiego. In alcuni casi una persona che voglia optare per questo tipo di lavoro può presentarsi direttamente alle aziende e mettersi a disposizione come lavoratore a domicilio.

Quali aziende sono interessate a offrire lavoro a domicilio?

Solitamente sono i lavori a basso contenuto specializzato a prevedere forme di lavoro a domicilio, che comunque oggi si possono dividere in forme di lavoro tradizionale e moderno.

Lavoro a domicilio tradizionale:

  • Assemblaggio di pezzi per la realizzazione di oggetti (borse, cinturini, scarpe, accessori ecc)
  • Confezionamento prodotti (cosmetici, per la casa, per l’igiene, bomboniere, cinturini)
  • Imbustamento lettere
  • Inserimento dati
  • Lavori di sartoria e cucito

Sono quindi spesso le aziende che forniscono le materie e i pezzi ad altre aziende più grosse a servirsi di lavoratori a domicilio: nei settori tessile, calzature, tabacco, elettronica, giocattoli. Tenetelo presente nel caso la vostra zona di residenza fosse piena di questo tipo di aziende, magari stanno proprio cercando questo tipo di dipendenti!

Lavoro a domicilio moderno (attenzione perché questa tipologia di lavoro può anche essere svolta in modo autonomo da casa, in tal caso esce dalla sfera dei lavori a domicilio):

  • Telelavoro – servizi help desk, call center da remoto
  • Inserimento dati in database (data entry)
  • Telemarketing
  • Consulenze

Se in questi casi vi chiedono di aprire partita iva o altre tipologie di pagamento, non vi stanno offrendo lavoro a domicilio. vi stanno solo offrendo lavoro da remoto.

Lavoro a domicilio: quando è vietato?

In alcuni casi non si può svolgere lavoro a domicilio: quando è previsto l’impiego di sostanze tossiche o nocive, che possono essere pericolose per il dipendente e per la sua famiglia; quando l’azienda ha intrapreso programmi di ristrutturazione che abbiano comportato licenziamenti o sospensioni da lavoro.

note

[1] Legge n. 877 del 1973

Legge n. 858 del 1980

Cod. proc. civ. art. 2128

D. legge n. 112 del 25 giugno 2008

Autore immagine: Pixabay 


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