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Lo sai che? Pensione 2018 con 15 anni di contributi

Lo sai che? Pubblicato il 25 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 25 gennaio 2018

Nel 2018 è ancora possibile pensionarsi con 15 anni di contributi?

Ancora valida, nel 2018, la possibilità di andare in pensione con 15 anni di contributi: si tratta di un’eccezione al requisito contributivo richiesto per la pensione di vecchiaia prevista sia dalla legge Amato [1] che dalla legge Dini [2]. Le due normative, però, sono molto diverse tra loro: chi ottiene la pensione con 15 anni di contributi beneficiando della deroga Amato, in particolare, non subisce penalizzazioni sul trattamento e ha diritto all’integrazione al minimo, mentre, per chi sceglie l’opzione Dini, la pensione deve essere inoltre ricalcolata col sistema contributivo, normalmente penalizzante.

Ma procediamo per ordine e vediamo quali sono i requisiti per andare in pensione nel 2018 con 15 anni di contributi.

Pensione con 15 anni di contributi per i beneficiari delle tre deroghe Amato

Per ottenere la possibilità di pensionarsi con 15 anni di contributi bisogna possedere i requisiti di una delle cosiddette tre deroghe Amato.

Secondo la prima deroga, è possibile pensionarsi con 15 anni di contributi se si possiedono 15 anni di contribuzione (780 settimane) accreditate prima del 31 dicembre 1992; sono utili tutti i contributi: volontari, obbligatori, figurativi, da riscatto e ricongiunzione, anche quelli versati all’estero, in Paesi europei o convenzionati con l’Italia.

Per beneficiare della deroga è necessario essere iscritti al Fondo lavoratori dipendenti o alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi dell’Inps. La deroga si applica anche agli iscritti ex Inpdap, ex Enpals, ex Ipost.

La seconda deroga Amato prevede la possibilità di pensionarsi con 15 anni di contributi, se si è stati autorizzati al versamento dei contributi volontari, con un provvedimento di autorizzazione anteriore al 31 dicembre 1992 (non è necessario l’effettivo versamento di contributi volontari).

La deroga vale per i lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria dell’Inps e per gli iscritti ex Enpals (non per gli iscritti all’ex Inpdap ed all’ex Ipost).

Per raggiungere i 15 anni di contribuzione, anche in questo caso, sono utili tutti i contributi: volontari, obbligatori, figurativi, da riscatto e ricongiunzione e esteri.

La terza deroga Amato prevede la possibilità di pensionarsi con 15 anni di contributi, per i soli lavoratori dipendenti, iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria o ad un fondo sostitutivo o esonerativo della medesima, se si possiedono:

  • 25 anni di anzianità assicurativa (vale a dire che il primo contributo deve essere versato almeno 25 anni prima della data di maturazione dei requisiti per la pensione: può essere contato qualsiasi contributo, a tal fine, anche per attività di lavoro autonomo o svolte all’estero in un Paese Ue o convenzionato);
  • 15 anni di contribuzione: valgono i soli contributi da lavoro dipendente versati all’Assicurazione generale obbligatoria o ad un fondo sostitutivo o esonerativo;
  • almeno 10 anni lavorati per periodi inferiori alle 52 settimane; non sono considerati gli anni lavorati interamente in cui risultano meno di 52 contributi settimanali, a causa del fatto che il part time non arrivi a coprire tutte le 52 settimane per retribuzione inferiore al minimale (pari a 202,96 euro settimanali nel 2017); al contrario, un anno può risultare interamente coperto da contributi, ma non interamente lavorata, se è presente un periodo di disoccupazione indennizzato durante il quale sono accreditati i contributi figurativi. Sono utili anche gli anni in cui il lavoratore risulta iscritto negli elenchi dei lavoratori agricoli a tempo determinato (cosiddetti otd).

Età per la pensione con 15 anni di contributi

Per quanto riguarda i requisiti di età per pensionarsi con 15 anni di contributi, secondo una nota circolare Inps [3] è necessario perfezionare i requisiti stabiliti dalla riforma Fornero.

Attualmente, dunque, è possibile pensionarsi:

  • con 66 anni e 7 mesi di età, se uomini o lavoratrici pubbliche;
  • con 65 anni e 7 mesi di età, se lavoratrici dipendenti del settore privato;
  • con 66 anni e 1 mese di contributi, se lavoratrici autonome.

Dal 1° gennaio 2018, i requisiti saranno uguali per tutti e pari a 66 anni e 7 mesi; nel biennio 2019-2020 l’età pensionabile aumenterà a 67 anni.

Pensione 15 anni di contributi con opzione contributiva

Per chi non possiede i requisiti della Deroga Amato, è possibile pensionarsi con 15 anni di contributi usufruendo dell’opzione contributiva Dini [2].

Può beneficiare dell’opzione chi:

  • possiede meno di 18 anni di contributi, ma almeno un contributo, accreditato al 31 dicembre 1995;
  • possiede almeno 5 anni di contributi dal 1996 in poi.

L’età per il pensionamento è quella attualmente valida per la pensione di vecchiaia: il trattamento di pensione è calcolato, però, col sistema interamente contributivo, che risulta  generalmente penalizzante rispetto al sistema retributivo, in quanto non si basa sugli ultimi stipendi ma sui versamenti effettivi.  Inoltre si può integrare la pensione al trattamento minimo.

Non esiste, comunque, una penalizzazione fissa determinata dal ricalcolo contributivo, perché questa dipende dalla carriera lavorativa dell’interessato e può variare parecchio, a seconda delle ipotesi.

note

[1] D.lgs 503/1992

[2] L. 335/1995.

[3] Inps Circ. n. 16/2013.


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