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Versamenti in conto capitale: cosa sono?

25 gennaio 2018 | Autore:


> Moduli Pubblicato il 25 gennaio 2018



Per far fronte a necessità finanziarie, la società in cui sei socio sta valutando di effettuare versamenti in conto capitale: ecco cosa sono e a cosa servono

Sei socio di una società di capitali. Sappiamo tutti quanto sia difficile ottenere finanziamenti congrui con le esigenze di un’attività d’impresa e quanto a volte sia difficile mantenere il bilancio d’esercizio sempre in utile. Non avete proprio il vento in poppa in questo momento: registrate perdite e avete paura per il futuro della società. Le banche non vi stanno concedendo finanziamenti e comunque, anche se concessi, aumenterebbero gli interessi passivi (diminuendo l’utile). Così state pensando di ricorrere alle tasche dei soci per finanziare le attività d’impresa. Ti ritrovi così a chiederti: ma esistono soltanto i finanziamenti o ci sono altre modalità di intervento? Hai mai sentito parlare dei versamenti in conto capitale?

Cerchiamo di capire bene, nel complesso mondo delle società di capitali, come funzionano patrimonio, finanziamenti e versamenti dei soci [1]. E soprattutto rispondiamo alla domanda iniziale – versamenti in conto capitale: cosa sono?

Cosa sono le società di capitali?

Prima di spiegare la natura di finanziamenti e versamenti in una società, ti sarà utile forse capire cosa sia davvero una società di capitali. Si chiama così perché in una società di questo tipo il punto di riferimento è, il capitale, e non il socio in sé come persona. L’importanza del socio è misurata in base alla quota di capitale che sottoscrive in società. Il patrimonio quindi prevale sulle persone e detta legge.

Tanto per intenderci le S.r.l. (società a responsabilità limitata) e le S.p.a. (società per azioni) sono le tipiche forme di società di capitali, che hanno anche un’altra importante e decisiva caratteristica, al contrario delle società di persone: separano nettamente il socio dalla società. La società di capitali, nel momento in cui viene costituita, assume una propria responsabilità giuridica e di tutte le azioni risponderà la società e non il socio, che non si vedrà mai intaccare il proprio patrimonio personale di fronte alle richieste dei creditori. Il creditore di una società di capitali (che sia banca o altro finanziatore) potrà rivalersi solo sul patrimonio della società.

Come funzionano il patrimonio e capitale sociale?

I due concetti cardine che regolano la vita di una società di capitali sono appunto il patrimonio sociale e il capitale sociale. È importante saperlo, soprattutto perché i finanziatori andranno a guardare queste voci, prima di scegliere se erogarvi o meno un finanziamento. L’insieme di beni come denaro, macchinari, crediti di cui la tua società dispone, al netto dei debiti che contraete, va a formare il patrimonio netto, che si spera sia sempre in attivo. Il patrimonio sociale infatti è l’insieme dei rapporti giuridici attivi e passivi di una società: la differenza positiva tra beni e debiti sarà il vostro patrimonio netto.

Il capitale sociale invece è un somma di denaro che resta invariata nel tempo (almeno che i soci non decidano di modificarla, aumentandola o diminuendola). Si tratta del valore di tutti i conferimenti che i soci hanno effettuato, te compreso. Questo valore fisso, si erge a punto di riferimento per la società e indica la soglia sotto la quale il patrimonio netto non può mai scendere. Se ad esempio il capitale sociale è 500 e il patrimonio netto va a 300 allora ci sono problemi. Siete in passivo e per i creditori o potenziali tali questo non è accettabile, perché loro devono sempre sapere, per tutelarsi, di poter contare su un vostro patrimonio netto pari almeno al valore del capitale, per potervi concedere un finanziamento.

Se il patrimonio netto scende al di sotto del capitale sociale, non ci può essere quindi distribuzione degli utili e i soci dovranno decidere per un aumento di capitale. Ecco perché è importante sapere come immettere nuovo denaro nei conti della società. Ed ecco perché ai soci è consentito ricorrere a forme di apporto aggiuntivo: finanziamenti e versamenti in conto capitale: vediamo cosa sono.

Quali apporti di denaro fanno i soci in una società?

Se nella tua società state pensando di effettuare ulteriori finanziamenti o versamenti, è perché forse avete esigenze finanziarie, state registrando perdite e volete immettere nuova linfa vitale nei vostri conti, oppure dovete decidere un aumento di capitale. Vediamo come potete farlo.

Finanziamenti

Banche e istituti non vogliono concedervi ulteriori finanziamenti perché vi trovate a gestite perdite e non avete proprio i conti in regola? Oppure dovete per forza provvedere ad un aumento di capitale? Potete ricorrere ai finanziamenti dei soci.

Questi sono versamenti effettuati dai soci con obbligo di restituzione. Sono a tutti gli effetti dei debiti che la società ha nei confronti dei soci che li hanno effettuati. E la società stessa si impegna a restituire queste somme. La legge però in questo caso impone una restituzione posticipata rispetto agli altri creditori terzi. Ad esempio se la vostra società ha ottenuto finanziamenti sia dalla banca che dai soci, è obbligata prima a restituire il denaro alla banca creditrice e solo dopo ai soci [2].

I finanziamenti dei soci quindi nel bilancio li ritrovate nel passivo (debiti verso soci per finanziamenti). Prima dell’erogazione va inoltre specificato se si vuole optare per finanziamenti fruttiferi o infruttiferi:

  • Per far fronte a esigenze finanziarie voi soci decidete di erogare un finanziamento procedendo alla restituzione della sola somma una volta terminata la crisi. Avete optato per il finanziamento soci infruttifero
  • Per far fronte a esigenze finanziarie decidete invece di erogare un finanziamento che vi porti in tasca una restituzione con interessi. Avete optato per il finanziamento soci fruttifero.

Versamenti

Il finanziamento non è però l’unico modo per rimpinguare i conti della società. Se ti stai chiedendo quali altri apporti di denaro potete effettuare, sappi che esistono anche i versamenti in conto capitale, che sono anche chiamati versamenti a fondo perduto per un motivo molto semplice. Vediamolo.

Cosa sono i versamenti in conto capitale?

Se optate per i versamenti in conto capitale, sappiate che queste somme non vi verranno restituite dalla società quando verranno tempi migliori: sono infatti versamenti effettuati dai soci senza obbligo di restituzione che vanno dritti a integrare il patrimonio netto della società e diventano a tutti gli effetti sue proprietà.

Ti stai chiedendo a quale voce di bilancio appartengono? Vanno a finire nelle riserve di capitale, alla voce ‘altre riserve’ all’interno del Patrimonio netto, sotto la voce ‘versamenti in conto capitale’.

Una volta che tutti i soci – o anche sono alcuni – decidono di effettuare versamenti in conto capitale, perdono ogni legame con la somma versata, che finisce in un cassetto chiamato ‘riserva’, che solitamente viene utilizzato dalle società per ripristinare perdite  per prevedere futuri aumenti di capitale.

Caratteristiche fondamentali di questi versamenti sono quindi:

  • L’infruttuosità (niente restituzione con interessi)
  • Volontarietà dei soci (sono i soci a decidere se effettuarli e non tutti sono obbligati a farlo)
  • Assenza di vincoli di proporzione (in caso di restituzione si va a guardare la quota di capitale detenuta da ogni socio e non quanto ha versato il singolo socio in conto capitale)
  • Non c’è obbligo di rimborso

Versamenti in conto futuro aumento capitale

Se vi trovate di fronte alla decisione di un aumento di capitale per la vostra società è perché probabilmente volete avere più liquidità per effettuare investimenti o perché vi trovate in una situazione finanziaria negativa e dovete ricostituire il capitale. il capitale iniziale non è più sufficiente e dovete aumentarlo.

I versamenti in conto capitale che effettuate possono servire anche a questo scopo. Ma in questo caso si discostano un po’ dal fondo perduto perché tutti voi soci conoscete bene la loro futura destinazione: avete infatti deciso di erogare la somma in previsione della delibera formale di un futuro aumento di capitale. Avete stabilito questo vincolo, quindi la società non può utilizzare questi versamenti per altro. La pena è la restituzione della somma ai soci.

Versamenti a copertura perdite

La società in cui sei socio sta attraversando una crisi e sta registrando perdite? Potete scegliere di vincolare i versamenti in conto capitale per il ripianamento della perdita d’esercizio.

 Versamenti in conto capitale generici

Questi sono i versamenti a fondo perduto veri e propri. Qui non c’è nessun vincolo di destinazione, quindi le somma versata può essere utilizzata per aumenti di capitale, per risanare perdite o, nel caso la società lo avesse previsto, per la restituzione ai soci in base alle quote di capitale detenute da ogni socio. Badate bene, anche se alcuni soci non hanno fatto versamenti, sarebbero comunque beneficiari della redistribuzione.

Qualche agevolazione fiscale sui versamenti in conto capitale?

Ti stai chiedendo se ci sono degli incentivi fiscali per i versamenti dei soci all’interno delle società? Qualcosa c’è e va cercato in quella scelta dello Stato di incentivare la capitalizzazione privata delle società, in un momento di pessima congiuntura economica, che ha spinto molte società a fare ricorso al credito delle banche.

È un premio a chi si finanzia con capitale proprio e non ricorrendo ai finanziamenti degli istituti di credito.

Così è stata introdotta l’Ace (aiuto alla crescita economica): un’agevolazione alle imprese che consiste in una deduzione dal reddito complessivo d’impresa dichiarato di una percentuale dell’incremento del patrimonio netto generato dal versamento in conto capitale effettuato.

A seconda di quanto avete aumentato il vostro patrimonio netto, vi verrà applicata l’aliquota (detta rendimento nozionale) del 1,5 per cento (per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2017 invece l’aliquota è dell’1,6 per cento) da applicare a questa tipologia di aumento del patrimonio netto [3]:

  • Utili accantonati a riserva
  • Conferimenti dei soci

note

[1] Artt. 2247-2467 Cod. civ.

[2] Art. 2467 cod. civ.

[3] Art. 7 D. legge n. 50 del 2017

Autore immagine: Pixabay 


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