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Lo sai che? Gratuito patrocinio: può l’avvocato iscritto rifiutare l’incarico?

Lo sai che? Pubblicato il 7 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 dicembre 2017

Un avvocato iscritto al gratuito patrocinio può, una volta accettato l’incarico, rifiutarsi successivamente? Sono stato ammesso al gratuito patrocinio a spese dello Stato, ma se non dovessi trovare un avvocato patrocinante disponibile ad assumere la mia difesa, potrà farlo un avvocato non iscritto nelle liste del gratuito patrocinio?

Le norme della legge che regola la professione di avvocato [1] e le norme del codice deontologico forense stabiliscono, per quello che può avere rilievo per la situazione in esame, quanto segue.

Innanzitutto, un avvocato che abbia assunto la difesa di un cittadino ammesso al patrocinio a spese dello Stato (altrimenti detto gratuito patrocinio) non può successivamente rinunciare al mandato se non per giustificati motivi [2]. Ciò vuol dire che un avvocato che rinunciasse all’incarico, già assunto, di assistere un cittadino ammesso al patrocinio a spese dello Stato senza che vi siano giustificati motivi per la rinuncia, commetterebbe un fatto scorretto dal punto di vista deontologico (da segnalare al competente Ordine).

Fatta questa premessa, deve essere anche detto che il lettore può ricercare, presso tutti gli Ordini degli avvocati (anche nei relativi siti internet), un legale iscritto nell’elenco degli avvocati iscritti al patrocinio a spese dello Stato e individuando fra essi, attraverso un contatto diretto, quello che abbia competenza specifica con riferimento all’oggetto delle cause che riguardano il lettore.

La legge [3] impone, infatti, all’avvocato di non accettare incarichi per i quali egli non abbia la necessaria competenza per esercitare una puntuale ed efficace difesa.

L’elenco di cui sopra si diceva è distinto per sezioni di competenza (ambito civile, tributario, penale, contabile, amministrativo e di volontaria giurisdizione) ed è utile sapere che ogni avvocato iscritto può rifiutare di assumere l’incarico propostogli dalla persona ammessa al patrocinio a spese dello Stato solo per giustificati motivi. Ciò vuole dire che se il legale individuato dal lettore abbia competenza nell’ambito delle materie oggetto delle vertenze in cui questi è coinvolto, non potrà rifiutare di assumere l’incarico di assistere una persona ammessa al patrocinio a spese dello Stato se non per giustificati motivi.

Il rifiuto ingiustificato sarebbe perciò sicuramente un fatto deontologicamente scorretto e il lettore ha il diritto di segnalarlo al competente ordine per i provvedimenti conseguenti, anche di tipo disciplinare (e di valutazione della opportunità di conservare, al legale che rifiuti senza motivo l’assunzione dell’incarico, l’iscrizione nell’elenco degli avvocati abilitati al patrocinio a spese dello Stato).

In ogni caso, qualora il lettore non riuscisse a trovare un avvocato che, essendo competente nella materia oggetto delle cause che lo riguardano, volesse assumere le sua difesa come legale di persona ammessa al patrocinio a spese dello Stato (e fatte salve eventuali segnalazioni dei rifiuti ingiustificati ad assumere l’incarico), lo stesso potrà contattare diversi avvocati competenti nel settore specifico di suo interesse e farsi dare preventivo scritto della prevedibile misura del costo della prestazione con importi distinti per oneri, spese anche forfetarie e compenso professionale [4].

È quindi possibile al lettore (se non riuscirà a trovare un avvocato disponibile ad assisterlo come avvocato abilitato al patrocinio a spese dello Stato) confrontare i preventivi scritti di diversi avvocati e valutare, soppesando peso economico della prestazione con qualità e competenza del legale, a chi affidare il mandato per la sua migliore difesa e rappresentanza in giudizio.

Si precisa, infine, che se un avvocato ha assunto l’incarico per difendere un cittadino ammesso al patrocinio a spese dello Stato, l’assunzione di un incarico, per le stesse questioni, da parte di altro legale non iscritto alle liste del patrocinio, dovrà per chiare ragioni di opportunità:

– prevedere che il secondo legale non iscritto non figuri nel mandato alla lite apposto a margine dell’atto di costituzione in giudizio (potrebbero altrimenti sorgere sia problemi di ordine disciplinare per i legali, sia sospetti sulla veridicità della dichiarazione sul rispetto dei limiti di reddito necessari per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato);

– avere il consenso necessario del legale iscritto nelle liste degli avvocati abilitati al patrocinio a spese dello Stato.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte

note

[1] Legge n. 247 del 2012.

[2] Art. 11, n.4 codice deontologico forense.

[3] Art. 14 codice deontologico forense.

[4] Art. 13, comma 5, della legge professionale


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