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News Ape sociale 2018, che cosa cambia

News Pubblicato il 7 dicembre 2017

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Accesso all’Ape social per nuove categorie di lavoratori e proroga al 2019, rafforzamento dell’Ape rosa: come cambia l’anticipo pensionistico.

Ape sociale 2018 all’insegna dell’ampliamento: potranno beneficiare dell’anticipo pensionistico a carico dello Stato, difatti, 4 nuove categorie di addetti ai lavori gravosi, assieme ai disoccupati a seguito di contratto a termine ed ai disoccupati che non hanno beneficiato della Naspi.

Si rafforza, poi, la cosiddetta Ape rosa, cioè il bonus contributivo per le donne con figli che consente uno sconto sino a 2 anni di contributi. Queste novità, contenute nella legge di Bilancio 2018, vanno a sommarsi alle nuove indicazioni del ministero del Lavoro in materia di Ape sociale, recepite dall’Inps, che consentono di estendere la misura ai rioccupati per non più di 6 mesi e a chi possiede contributi esteri.

Per quanto riguarda le nuove disposizioni contenute nella legge di bilancio 2018, si deve attendere l’ok definitivo della Commissione Bilancio di Palazzo Madama e la terza e ultima lettura del testo di legge al Senato. Le novità in materia di Ape social contenute nelle circolari Inps, invece, sono già operative.

Facciamo allora il punto della situazione per capire, innanzitutto, come funziona l’Ape social e chi ne ha diritto, per poi capire che cosa cambia nel 2018.

Come funziona l’Ape sociale e chi ne ha diritto

L’Ape sociale è un assegno mensile, a carico dello Stato, che può essere richiesto a partire dai 63 anni di età e che sostiene il lavoratore fino al perfezionamento del requisito d’età per la pensione di vecchiaia (dal 2018 pari a 66 anni e 7 mesi per tutti, dal2019 pari a 67 anni). L’assegno è uguale alla futura pensione, ma non può superare 1.500 euro mensili.

Possono accedere all’Ape sociale, nello specifico, i lavoratori che, al momento della domanda, abbiano già compiuto 63 anni di età e che siano, o siano stati, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende gli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi), alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, o alla gestione Separata Inps, purché cessino l’attività lavorativa e non siano già titolari di pensione diretta.

I beneficiari dell’Ape sociale devono possedere almeno 30 anni di contributi (contando tutti i periodi non coincidenti maturati presso le gestioni Inps) se appartengono a una delle seguenti categorie:

  • lavoratori che risultano disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria; perché gli appartenenti a questa categoria possano beneficiare dell’Ape sociale, è necessario che abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione e che non si siano rioccupati (il trattamento non spetta, dunque, a chi non ha percepito la Naspi o un sussidio analogo);
  • lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104;
  • lavoratori che possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%.

Sono invece necessari 36 anni di contributi per un’ulteriore categoria beneficiaria dell’Ape sociale, gli addetti ai lavori faticosi e rischiosi: si tratta di coloro che hanno prestato per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni un’attività lavorativa particolarmente rischiosa o pesante, che deve far parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • professori di scuola pre-primaria;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Ape sociale 2018 disoccupati

Nel 2018, come anticipato, cambiano i requisiti richiesti ai disoccupati per ottenere l’Ape sociale.

In particolare, potranno accedere alla misura anche i lavoratori disoccupati:

  • il cui rapporto di lavoro è cessato a seguito di un contratto a termine, se hanno alle spalle almeno 18 mesi di contratti negli ultimi 3 anni (questo requisito potrebbe essere alleggerito);
  • che sono stati rioccupati con un contratto di lavoro subordinato, con i voucher o col contratto di prestazione occasionale o il libretto famiglia per non più di 6 mesi complessivamente [1].

Ape sociale 2018 lavori gravosi

Nella legge di Bilancio 2018 è stato recentemente previsto l’ampliamento dell’Ape social a 4 nuove categorie di addetti ai lavori gravosi.

Si tratta di:

  • pescatori;
  • lavoratori marittimi;
  • operai agricoli;
  • operai degli impianti siderurgici.

Questi lavoratori potranno inoltre avere accesso, così come tutte le categorie di destinatari dell’Ape sociale, alla pensione anticipata precoci con 41 ani di contributi, se possiedono almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del compimento del 19° anno di età.

Inoltre hanno diritto al blocco del requisito di età per la pensione di vecchiaia.

Ape sociale per 2018 chi ha contributi esteri

Con un recente messaggio [2], l’Inps ha chiarito che, nel requisito contributivo utile all’Ape sociale, pari come abbiamo visto a 30 o 36 anni, potranno essere inclusi i contributi per il lavoro all’estero in Paesi europei o convenzionati con l’Italia, purché il lavoratore ne chieda la totalizzazione.

Viene a cadere, dunque, la precedente indicazione dell’Inps, che escludeva proprio i contributi esteri dal totale della contribuzione utile al diritto all’Ape sociale.

Ape sociale donne 2018

L’Ape donne, o Ape rosa, è una novità introdotta dalla legge di Bilancio 2018 che consiste nella possibilità di accedere all’Ape sociale, per le donne con figli, con uno sconto di 1 anno di contributi per ogni figlio, sino a un massimo di 2 anni.

L’ape sociale, per chi ha da 2 figli in su, sarebbe così accessibile:

  • con 28 anni di contributi per le appartenenti alle prime tre categorie di lavoratrici tutelate (disoccupate, caregiver e invalide);
  • con 34 anni di contributi per le addette ai lavori faticosi e rischiosi.

Ape sociale 2019

Ultima novità della legge di Bilancio 2018 è l’estensione dell’Ape sociale a coloro che maturano i requisiti richiesti dalla misura entro il 31 dicembre 2019.

note

[1] Inps Mess. 4195/2017.

[2] Inps Mess. 4170/2017.

[3] Mlps nota 11/09/2017.


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