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Lo sai che? Dove ricoverare un malato terminale

Lo sai che? Pubblicato il 16 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 dicembre 2017

Non sempre i malati terminali vengono assistiti negli ospedali: in questi casi, occorre rivolgersi a strutture specializzate.

La questione del ricovero di un malato terminale è, purtroppo, comune a tantissime famiglie: quando i medici non danno più speranze, sorge il problema di dove far trascorrere gli ultimi giorni di vita al malato. La preoccupazione è che egli non soffra, che possa vivere dignitosamente i suoi ultimi giorni. Si apre allora lo scenario dell’eutanasia, dell’accanimento terapeutico, delle cure palliative. Quando non c’è più niente da fare, le strutture sanitarie spesso suggeriscono le dimissioni del paziente, affinché possa trascorrere i suoi ultimi giorni a casa. Ma cosa succede se il malato ha ancora bisogno di cure, anche se solo per alleviare il dolore? Dove ricoverare un malato terminale?

Dove ricoverare un malato terminale: gli hospice

In Italia sono presenti alcune strutture dedicate alla cura dei malati terminali. Vanno sotto il nome di  Centri Residenziali di Cure Palliative, ovvero hospice: sono strutture che permettono un ricovero temporaneo o permanente per le persone malate che non possono essere più assistite in un programma di assistenza domiciliare specialistica, o per le quali il ricovero in un ospedale non è più adeguato. La maggior parte di essi sono convenzionati, quindi sono posti a carico del Servizio sanitario nazionale. La nascita di questi particolari centri è stata favorita dalla riduzione dell’ospedalizzazione dei pazienti terminali.

Le strutture di questo tipo si dedicano alla cosiddetta medicina palliativa, cioè alle cure volte ad alleviare i  sintomi fisici (dolore, nausea, difficoltà respiratorie) e psicologici (ansia, paura, depressione, rabbia) della malattia. Non si tratta quindi di terapie tese a curare la patologia in sé per sé, bensì di interventi che si prendono cura dei bisogni del paziente e dei familiari. Le cure palliative mirano pertanto a  migliorare, per quanto possibile, la qualità di vita.

Dove ricoverare un malato terminale: gli ospedali

Precisiamo: le cure palliative sono somministrate anche nei normali ospedali, quando non si ritiene opportuno dimettere il paziente e lasciarlo all’assistenza domiciliare. Anche in questo caso, come in quello degli hospice, al malato viene proposta una terapia che non accelera o differisce la morte, ma garantisce la migliore qualità della vita, combattendo la sofferenza in tutte le sue forme.

Dove ricoverare un malato terminale: le strutture private

Esistono poi numerose strutture private, le quali somministrano le stesse cure palliative ma, a differenze dei centri pubblici o convenzionati, sono senz’altro maggiormente disposti ad accogliere il malato. Il problema, ovviamente, è di tipo economico: i ricoveri sono costosi, così come le degenze, spesso molto lunghe.

Dove ricoverare un malato terminale: l’assistenza domiciliare

Quando le strutture non ritengono più utile accogliere il malato, questi potrà essere assistito presso il proprio domicilio. Il vantaggio è sicuramente di tipo psicologico, visto che la persona malata sarà curata tra le mura della propria casa, alla presenza dei familiari e di medici e infermieri che, a spese del Servizio sanitario nazionale, si recheranno periodicamente presso la dimora. Lo svantaggio è che, spesso, il personale medico e sanitario è carente, così come lo sono le strumentazioni idonee a seguire il malato a casa.

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Autore immagine: Pixabay.com


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