Tariffe avvocati: ecco i nuovi parametri


Tariffe avvocati: ecco i nuovi parametri

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 dicembre 2017



Aggiornati i parametri degli avvocati in caso di liquidazione spese o di mancato accordo sul compenso.

Il Dm 2014 è acqua passata. A breve ci saranno i nuovi parametri per avvocati che ritoccano i precedenti compensi. L’aggiornamento è frutto di un decreto appena firmato dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando il cui testo è stato trasmesso al Consiglio di Stato. La novità più saliente è la previsione di una nuova e specifica tabella per l’attività negoziazione assistita e di mediazione (obbligatoria e non). Anche gli Adr entrano così, a pieno titolo, tra i parametri professionali, acquistando lo stesso rango dell’attività giudiziale. Ma vediamo più da vicino cosa cambia per le tariffe degli avvocati e quali sono i nuovi parametri.

Contro la riduzione scriteriata dei compensi da parte dei giudici (che, in alcuni casi, per le attività ripetitive o prive di utilità ha portato tagli drastici al compenso dell’avvocato) la nuova tabella prevede un limite fino a massimo il 50%. Viene così accolta la proposta del Cnf di ridurre la discrezionalità del magistrato in sede di liquidazione del compenso all’avvocato che in passato ha generato più di un’incertezza.

Sono previsti aumenti in caso di rappresentanza di più soggetti. In particolare, quando in una causa l’avvocato assiste più soggetti aventi la stessa posizione processuale, il compenso unico può di regola essere aumentato per ogni soggetto oltre il primo nella misura del 30% (non più 20%), fino a un massimo di trenta soggetti (in passato erano dieci).

Nell’ipotesi in cui, ferma l’identità di posizione processuale dei vari soggetti, la prestazione professionale nei confronti di questi non comporta l’esame di specifiche e distinte questioni di fatto e di diritto, il compenso altrimenti liquidabile per l’assistenza di un solo soggetto è ridotto fino a massimo il 30%: in questo modo si toglie l’autonomia al giudice di superare questa soglia.

Nel caso di giudizi innanzi al Tribunale amministrativo regionale e al Consiglio di Stato il compenso relativo alla fase introduttiva del giudizio è di regola aumentato sino al 50% quando sono proposti motivi aggiunti.

La nuova tabella prevede 6 scaglioni di valore della controversia. I compensi da corrispondere sono poi ripartiti per le 3 fasi, quella di attivazione, quella di negoziazione e quella di conciliazione.

Arrivano poi i compensi per la negoziazione assistita e la mediazione. Eccoli:

Da € 0,01 a € 1.100,00

fase della attivazione

60

fase di negoziazione

120

conciliazione

180

da € 1.100,01 a € 5.200

fase della attivazione

270

fase di negoziazione

540

conciliazione

810

da € 5.200,01 a € 26.000,00

fase della attivazione

420

fase di negoziazione

840

conciliazione

1260

da € 26.000,01 a € 52.000,00

fase della attivazione

510

fase di negoziazione

1020

conciliazione

1530

da € 52.000,01 a € 260.000,00

fase della attivazione

960

fase di negoziazione

1920

conciliazione

2880

da € 260.000,01 a € 520.000,00

fase della attivazione

1305

fase di negoziazione

2610

conciliazione

3915

Per scaricare i nuovi parametri forensi clicca qui 

Per scaricare i vecchi parametri forensi del DM 55/2014 clicca qui

note

[1] Dm n. 55/2014 del 10.03.2014.

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