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Lo sai che? Quanto vale la perdita di un dente?

Lo sai che? Pubblicato il 8 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 dicembre 2017

Risarcimento del danno quantificato alla perdita di funzionalità, cui si aggiunge anche l’eventuale danno estetico.

Tutto ha un valore. La sofferenza fisica o la perdita di una funzionalità del corpo subiscono una liquidazione in denaro per compensare il danneggiato di un incidente o di una condotta illecita (si pensi a un’aggressione). In assenza di accordo tra le parti (di solito, da uno dei due lati c’è quasi sempre un’assicurazione), si va davanti al giudice che definisce il risarcimento sulla base delle cosiddette «tabelle del danno biologico». Tabelle che, in attesa di un unico criterio nazionale, sono spesso quelle adottate dal Tribunale di Milano. Sulla base di ciò possiamo immaginare quanto valgono tre giorni di assenza dal lavoro per un incidente stradale, durante i quali si è costretti a portare il collare; si può ipotizzare quanto verrà liquidata, in termini economici, la sofferenza per una frattura alla gamba o per un’altra frattura. Ma quanto vale la perdita di un dente? Certo, c’è dente e dente si potrebbe dire: gli incisivi, ad esempio, sono i primi che si mostrano con un sorriso e, oltre alla perdita della funzionalità, entra in gioco una questione estetica; ma di certo i molari sono ancora più importanti in una funzione masticatoria, per quanto nascosti. Anche nella dentatura, abbiamo quindi elementi di serie A e di serie B oppure tutti i denti sono uguali davanti alla legge, proprio come i cittadini? A occuparsi di questo interessante quesito è stata la Cassazione con una recente sentenza [1]. La pronuncia è andata a definire quanto vale la perdita di un dente in caso di responsabilità professionale del dentista, ma il principio può essere esteso a tanti altri casi come, ad esempio, una caduta o un pugno in faccia. Vediamo cosa è stato detto in questa occasione.

Immagina di avere delle carie e di recarti dal dentista per fare le otturazioni. Il professionista esegue il suo lavoro, ma non in modo completo e a regola d’arte. Così, dopo un po’ di tempo, le carie avanzano e distruggono il dente. Persa la fiducia nel medico a cui ti eri affidato, ti rechi presso un altro studio. Il nuovo dentista ti fa presente che dovrai estrarre i denti non curati correttamente e impiantare delle protesi. A questo punto vorresti risarcito i danni dal professionista negligente. Quanto gli puoi chiedere?

Immagina di fare una passeggiata in bicicletta. D’un tratto la ruota d’avanti cade in una buca apertasi sull’asfalto, poco visibile e nascosta da residui di polvere e foglie. Cadendo a terra, sbatti il mento e ti spezzi un dente. Il Comune è responsabile ma sorge il problema di quantificare il danno. Quanto vale, anche in questo caso, la perdita del dente?

Nel corso di un litigio al bar, scoppia una rissa. Per fermare un estraneo che sta picchiando un tuo amico, ti frapponi tra loro ma ne rimedi un pugno in pieno volto. Anche in questo caso sfortuna vuole che, insieme al sangue, sputi dalla bocca un canino.

Nel caso di specie, la Suprema Corte ha deciso che la perdita di funzionalità dei denti determina una invalidità permanente del 5% nella misura in cui determini una definitiva impossibilità, per il danneggiato, di ottenere l’eventuale applicazione di protesi fisse.

Oltre al danno alla funzionalità ci può essere anche il danno estetico che ne deriva al sorriso e che va liquidato autonomamente.

Si attesta su cifre più modeste il Tribunale di Bolzano [2] che, con un precedente non molto remoto, ha stabilito che il danno biologico per la perdita dell’integrità anatomico-fisiologica dell’arcata dentale superiore, con danno all’apparato masticatorio per la perdita traumatica di quattro denti è del 4%.

note

[1] Cass. sent. n. 29341/2017.

[2] Trib. Bolzano, sent. del 31.12.2001 Rg n. 3270/1994.


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