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Licenziamento colf senza preavviso: rischi

10 dicembre 2017


Licenziamento colf senza preavviso: rischi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 dicembre 2017



Colf, badante e donna delle pulizie: quanti giorni di preavviso bisogna dare per il lavoro domestico e quando invece il preavviso non è dovuto.

Per molto tempo hai avuto, alle tue dipendente, una colf che ti ha fatto un po’ da badante, un po’ da donna delle pulizie. Il rapporto di lavoro domestico è durato circa due anni e ora però ti ha chiesto un aumento. Poiché non è una questione di pochi spiccioli e non intendi versare una busta paga più elevata di quella che già paghi, è tua intenzione trovare un’altra colf. Senonché, prima di licenziarla, vuoi sapere cosa rischi in assenza di una valida motivazione e, soprattutto, se devi comunicarle la decisione qualche mese prima. Avendo già trovato una sostituta, vorresti liberarti della vecchia collaboratrice il prima possibile per il timore che la nuova possa non essere più disponibile. Così ti chiedi cosa rischi per il licenziamento della colf senza preavviso? È quello che cercheremo di spiegarti in questo articolo, in modo da suggerirti la strada giusta per non commettere errori ed evitare contestazioni da parte della lavoratrice. Contestazioni che – si sa – in questo campo comportano spesso sanzioni molto elevate. Meglio non compiere quindi mosse sbagliate.

Quando è possibile licenziare la colf?

La prima cosa che devi sapere prima di licenziare una colf è che, per questa categoria di lavoratori, esiste un contratto collettivo specifico con notevoli differenze rispetto a quelli previsti per gli altri dipendenti. In particolare il Ccnl che si applica a colf, domestiche e badanti, stabilisce che il rapporto di lavoro può essere interrotto anche per volontà unilaterale del datore di lavoro, volontà che non deve essere necessariamente giustificata. In altri termini – al contrario della regola generale – non è necessario, ai fini del licenziamento della badante – che vi sia una giusta causa o un giustificato motivo [1]. Ben potrebbe essere, quindi, che il datore intenda recedere dal rapporto perché, ad esempio:

  • ha intenzione di trasferirsi in un’altra città;
  • non intende accettare una richiesta di aumento della paga;
  • sospetta che la domestica o la badante non stia facendo correttamente il proprio lavoro;
  • ha litigato con la lavoratrice;
  • ha intenzione di sostituirla con un’altra meno costosa, ecc.

Il licenziamento potrebbe trovare causa anche in una negligenza della badante.

In verità il licenziamento non richiede motivazioni e ben potrebbe trovare causa in una nuova valutazione di opportunità fatta dallo stesso datore. Ciò che è vietato è il licenziamento discriminatorio: se la dipendente, ad esempio, dovesse dimostrare che alla base del licenziamento vi è stato il suo rifiuto alle avance sessuali o le sue convinzioni religiose o il fatto che sia entrata in maternità, potrebbe richiedere contestare la decisione del datore.

Alla luce di ciò possiamo distinguere due ipotesi di licenziamento:

  • licenziamento della colf per giusta causa: quando avviene per causa di quest’ultima, ossia per una sua negligenza o mancanza tanto grave da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro neanche per un giorno. Si ha così il licenziamento in tronco, ossia senza preavviso;
  • licenziamento della colf senza giusta causa: quando avviene per qualsiasi altra ragione. In questo caso il datore di lavoro deve rispettare l’obbligo del preavviso che ha una durata variabile in relazione all’anzianità del rapporto e alle ore settimanali lavorate. Quanto più datato è il rapporto, tanto più è lungo il preavviso.

Qual è il preavviso da dare alla colf? 

Vediamo più nel dettaglio qual è il preavviso da dare alla colf in caso di licenziamento.

Per i rapporti di lavoro dalle 25 ore settimanali in su:

  • fino a 5 anni di anzianità: 15 giorni di calendario;
  • oltre i 5 anni di anzianità: 30 giorni di calendario.

Per i rapporti di lavoro fino a 24 ore settimanali:

  • fino a 2 anni di anzianità: 8 giorni di calendario;
  • oltre 2 anni di anzianità: 15 giorni di calendario.

Quali sanzioni per il licenziamento senza preavviso della colf?

Nel caso di licenziamento senza giusta causa della colf, se il datore di lavoro non dà il preavviso richiesto per legge sarà poi obbligato a corrispondente alla badante un’indennità di mancato preavviso pari alla retribuzione corrispondente al periodo di preavviso non concesso.

Una volta comunicata la volontà di concludere il rapporto, il datore di lavoro può chiedere alla badante di lasciare l’alloggio e di portare via le sue cose personali entro i giorni previsti per il preavviso.

note

[1] La differenza è che la giusta causa trova motivo in un gravissimo comportamento del dipendente e ne determina il licenziamento in tronco; il giustificato motivo può essere «oggettivo», ossia per ragioni economiche, oppure «soggettivo», ossia per un comportamento del dipendente, meno grave però della giusta causa che, pertanto, in questo caso, impone il preavviso.

Autore immagine: 123rf com

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