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Lo sai che? Alla badante va pagato il Tfr?

Lo sai che? Pubblicato il 10 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 10 dicembre 2017

All’atto del licenziamento della badante va versata la liquidazione: come si calcola il trattamento di fine rapporto per il lavoro domestico?

Hai intenzione di chiudere il rapporto di lavoro con la badante che ha assistito, negli ultimi anni, tua madre. Ora lei verrà a vivere con te e non c’è più bisogno di qualcuno che se ne prenda cura tutta la giornata. Del resto la pensione che vi passa l’Inps è troppo bassa per pagare un’assistenza continuativa full time quale quella che è diventata ormai necessaria per sostenere l’anziana donna. Il licenziamento però ti preoccupa: non tanto per la motivazione (del tutto legittima) che hai già fornito alla collaboratrice o per il periodo di preavviso che hai intenzione di concedere per come prevede la legge, quanto più che altro per il pagamento della buonuscita. Poiché infatti il lavoro è iniziato diversi anni fa hai timore di dover versare una cifra troppo elevata per le tue risorse. Se dunque ti stai chiedendo se alla badante va pagato il Tfr (ossia il cosiddetto trattamento di fine rapporto) in questa guida proveremo a darti una risposta rapida e precisa, facilmente comprensibile anche senza ricorrere alla calcolatrice.

Badante, colf e domestica: si paga la liquidazione?

La prima cosa che devi sapere è che, quando il rapporto di lavoro finisce, anche alla collaboratrice domestica, alla badante o alla colf va pagato il Tfr, comunemente detto liquidazione. Ciò vale a prescindere dalle ragioni della cessazione dell’attività; quindi sia nel caso di scadenza del contratto, di dimissioni, di licenziamento, di volontà reciproca delle parti. Inoltre il collaboratore domestico ha sempre diritto alla buonuscita quando il rapporto di lavoro si interrompe per qualsiasi motivo, anche se il lavoro è di tipo occasionale o limitato a poche ore alla settimana.

Il Tfr va pagato anche se il rapporto di lavoro cessa durante il periodo di prova, sempre che detta prova sia durata almeno 15 giorni.

Come si calcola il Tfr per colf, badante e domestica? 

In generale – questo vale per tutti i dipendenti – il Tfr ammonta a una mensilità per ogni anno di lavoro. Così, ad esempio, un rapporto di lavoro durato tre anni impone una liquidazione pari al triplo del normale assegno mensile. Se la durata del rapporto è stata di 10 anni, il Tfr ammonterà a 10 mensilità, e così via. Questa somma, però, non viene versata, di volta in volta, al dipendente ogni anno ma accantonata dal datore e riportata nel Cud di modo che possa essere verificata in ogni momento dall’interessato. Solo alla fine del rapporto di lavoro il datore versa alla badante le quote sino ad allora “messe da parte”, compreso quella relativa all’ultimo anno.

Insomma il Tfr è una sorta di salvadanaio che si costituisce annualmente sia sui mesi lavorati che su quelli di assenza (quindi anche sulle ferie,quelle assenze per malattia, infortunio, maternità, congedo matrimoniale).

Per poter calcolare con più precisione il Tfr da liquidare alla badante, ecco il procedimento da seguire:

  • determinare la retribuzione annua utile ai fini del Tfr;
  • determinare la quota annua di accantonamento;
  • rivalutare le quote accantonate negli anni precedenti.
  • Se nell’ultimo anno il lavoratore ha prestato attività solo per alcuni mesi e non per tutti e 12, il Tfr relativo a quest’ultimo periodo andrà determinato proporzionalmente.

Per calcolare il Tfr bisogna partire dalla retribuzione globale di fatto che include tutte le componenti della retribuzione corrisposte in forma costante ogni mese:

  • retribuzione base;
  • tredicesima;
  • quota vitto e alloggio (per i conviventi);
  • eventuali premi mensili (“superminimo”);
  • eventuali scatti di anzianità.

La retribuzione mensile così definita va moltiplicata per tutti i mesi lavorati dell’anno, compresa la tredicesima, quindi per 13. In tal modo si ottiene la retribuzione annuale netta. Ad esempio, se la retribuzione globale di fatto è di 800 euro tale importo va moltiplicato per 13: il risultato è 10.400 euro. A questo punto bisogna dividere la retribuzione annuale per 13,5; il risultato dà la quota annuale del Tfr maturato e da accantonare. Ogni anno va ripetuta questa operazione e la somma di tutti gli accantonamenti così eseguiti darà l’importo totale del Tfr da erogare al dipendente. Ogni anno la quota di Tfr maturata negli anni precedenti va rivalutata.

In ogni caso è sempre meglio chiedere l’assistenza a un Caf o a un consulente del lavoro, per evitare di sbagliare nei calcoli e trovarsi a gestire una contestazione.

La richiesta di anticipo del Tfr

Il Contratto collettivo nazionale prevede la possibilità, per la badante, di chiedere un anticipo del Tfr. L’anticipo potrà essere per non più di una volta all’anno e nella misura del 70% di quanto maturato.

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Autore immagine 123rf com


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