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Pensione a 64 anni, quando

10 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 dicembre 2017



Pensione anticipata con salvacondotto per i nati sino al 1952: chi ne ha diritto, come funziona.

Per i lavoratori del settore privato è ancora aperta la possibilità di andare in pensione a 64 anni: questa possibilità, conosciuta col nome di Salvacondotto per i nati nel 52, è stata prevista dalla legge Fornero [1].Inizialmente, quest’agevolazione era stata negata a molti potenziali beneficiari, per via di alcune circolari restrittive emanate dall’Inps: in seguito, però, l’istituto ha utilizzato una linea più elastica, ammettendo al beneficio nuovi lavoratori, grazie all’inclusione dei contributi volontari, di quelli figurativi e da riscatto per raggiungere il requisito contributivo richiesto.

Ma procediamo per ordine e cerchiamo di capire in che cosa consiste quest’agevolazione previdenziale e quando si può chiedere la pensione a 64 anni, alla luce degli ultimi chiarimenti dell’Inps.

Chi ha diritto alla pensione a 64 anni

Il beneficio conosciuto col nome di salvacondotto consente di pensionarsi a 64 anni di età (64 anni e 7 mesi, nel 2017, per effetto degli incrementi legati alla speranza di vita), senza penalizzazioni, per coloro che sono nati sino al 31 dicembre 1952. Per fruire dell’agevolazione, però, è necessario possedere:

  • almeno 35 anni di contributi al 31 dicembre 2012, più la quota 96 (la quota è la somma dell’età e dei contributi posseduti), per gli uomini;
  • almeno 20 anni di contributi al 31 dicembre 2012, per le donne.

Inizialmente, potevano ottenere l’agevolazione i soli dipendenti del settore privato, se occupati alla data del 28 dicembre 2011.

Pensione a 64 anni disoccupati

In base a una vecchia circolare Inps, potevano essere ammessi alla pensione anticipata a 64 anni di età soltanto coloro che, alla data del 28 dicembre 2011, svolgevano attività di lavoro dipendente nel settore privato. Questa previsione, però, derivava da un’interpretazione non corretta della legge Fornero, nel punto in cui disponeva i requisiti necessari per accedere al Salvacondotto [1].

Successivamente, invece, l’Inps [2], recependo un nuovo indirizzo del Ministero del lavoro, ha chiarito che il beneficio si applica anche a coloro che alla data del 28 dicembre 2011 non svolgevano attività di lavoro dipendente nel settore privato, purché alla data del 31 dicembre 2012:

  • se uomini, risultino in possesso del requisito contributivo minimo per l’accesso alla pensione di anzianità con le quote [3], con la sola contribuzione accreditata in qualità di lavoratori dipendenti del settore privato;
  • se donne, risultino in possesso del requisito contributivo minimo richiesto per l’accesso alla pensione di vecchiaia, cioè pari a 20 anni, con la sola contribuzione accreditata in qualità di lavoratrici dipendenti del settore privato.

In parole povere, le donne, anche se non occupate come dipendenti al 28 dicembre 2011, possono pensionarsi col salvacondotto con gli ordinari requisiti, cioè col possesso di 20 anni di contributi al 31 dicembre 2012, purché si tratti di contributi da lavoro dipendente svolto nel settore privato.

Gli uomini, invece, se non occupati come dipendenti al 28 dicembre 2011, oltre a soddisfare il requisito di 35 anni di contributi al 31 dicembre 2012 devono anche possedere, alla stessa data, la quota allora richiesta per pensionarsi, intesa come somma di età e contributi (nel 2012 la quota richiesta era 96). Tutti i contributi, anche in questo caso, devono derivare da lavoro dipendente nel settore privato.

In un primo momento, erano esclusi i contributi volontari, i contributi figurativi maturati per eventi al di fuori del rapporto di lavoro dipendente del settore privato e i contributi da riscatto non correlato ad attività lavorativa. Grazie a una nuova circolare dell’Inps [4], ora anche questi contributi possono essere inclusi tra quelli utili a maturare il requisito richiesto per la pensione anticipata a 64 anni. I contributi volontari, figurativi e da riscatto sono dunque considerati alla pari dei contributi derivanti da lavoro dipendente nel settore privato, ai fini del Salvacondotto.

Pensione a 64 anni lavoratori autonomi

Se si possiedono, oltre ai contributi da lavoro dipendente nel settore privato, anche contributi da lavoro autonomo, come quelli accreditati presso la gestione Artigiani e commercianti, questi possono essere contati ai fini del salvacondotto, a condizione che alla data del 28 dicembre 2011 l’interessato risulti occupato come dipendente del settore privato [5].

In caso contrario, vale quanto appena esposto: bisogna, cioè, raggiungere l’anzianità contributiva richiesta con i contributi da lavoro dipendente del settore privato, nel caso in cui non si risulti occupati (come lavoratori subordinati del settore privato) al 28 dicembre 2011.

note

[1] Art. 24, Co. 15-bis, D.L. 201/2011.

[2] Inps Circ. n. 196/2016.

[3] Tab. B, L. 243/2004.

[4] Inps Circ. n. 180/2017.

[5] Inps. Mess. n. 219/2013.


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1 Commento

  1. le donne che hanno maturato prima del 1992 i 15 anni di contributi possono beneficiare ugualmente dell’anticipo a 64 anni di età?

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