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C’è un termine per cambiare avvocato?

12 dicembre 2017


C’è un termine per cambiare avvocato?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 dicembre 2017



Risarcimento dimezzato in caso di colpa dell’avvocato se il cliente ci ha messo due anni prima di decidersi a cambiare difensore.

Quando si sente parlare di «concorso di colpa» si pensa spesso a un incidente stradale, dove entrambi i conducenti hanno la loro parte di responsabilità nello scontro. In questi casi l’assicurazione risarcisce tutti e due solo per metà. Lo stesso principio vale per qualsiasi altro tipo di danni come quelli, ad esempio, derivanti dalla responsabilità professionale. A confermarlo è una recente e particolare sentenza della Cassazione [1]. La pronuncia farà discutere per via di un imprevisto effetto che potrebbe sortire: quello di addossare sul cliente una sorta di termine per cambiare avvocato nei casi in cui questi è stato negligente. Chi, infatti, nonostante sia consapevole dell’errore professionale in cui incorre il proprio difensore, continua a tenersi lo stesso avvocato non può poi prendersela solo con quest’ultimo dei danni subìti: la colpa è in parte anche sua, della propria incuria e inerzia. Per comprendere il principio ricorriamo a un esempio.

Immaginiamo che una persona abbia un credito da riscuotere per via di un assegno protestato. Lo consegna al proprio avvocato affinché avvii l’esecuzione forzata, ma questi ritarda senza ragione. Il cliente lo sollecita un paio di volte, lui lo rassicura, ma poi nessuno dei due si fa più vivo. Dopo un paio di anni il cliente torna all’attacco del suo difensore perché ha saputo che, nel frattempo, il debitore ha ceduto la casa ai figli. Così, preoccupato di non poter recuperare più nulla, se la prende con l’avvocato e con il suo ingiustificato ritardo. Il professionista si difende sostenendo che, non avendo ricevuto ulteriori comunicazioni dal cliente, ha ritenuto che questi si fosse disinteressato alla pratica; dal canto suo il cliente sostiene di aver affidato il mandato, anche se oralmente, già al primo appuntamento, sicché non erano necessarie ulteriori conferme. Chi dei due ha ragione?

L’avvocato che ritarda la prestazione è tenuto a risarcire il danno al proprio cliente quando il protrarsi del tempo abbia determinato un danno irreparabile a quest’ultimo. Infatti, basta un semplice conferimento di incarico pronunciato a voce, già al primo appuntamento, per far sorgere il rapporto contrattuale tra il professionista e l’assistito e obbligare il primo ad avviare l’attività richiesta. Tuttavia, il cliente che non è diligente nella scelta del suo avvocato e non lo cambia se questo non è efficiente è corresponsabile del danno che questo gli provoca. È proprio questo il principio dettato dalla Cassazione l’altro ieri che suona quasi come un “avvertimento”: il clienti deve essere vigile e verificare che il proprio difensore faccia un buon lavoro. Diversamente scatta il concorso di colpa. Risultato: il cliente ha sì diritto a essere risarcito, ma solo per la metà. E questo perché – dice la Cassazione – «qualunque persona diligente non avrebbe atteso due anni prima di decidersi a rivolgersi da un altro professionista». È vero, infatti, che l’avvocato ha commesso l’errore e questo determina in lui una responsabilità, ma è anche vero che la condotta negligente del suo assistito avrebbe potuto limitare i danni se solo questi si fosse interessato alla pratica e avesse preso le contromisure. Addossare al legale i danni conseguenti anche all’inerzia del cliente attribuirebbe a quest’ultimo una sorta di assicurazione, poiché tanto più tempo attende prima di chiedere il risarcimento tanto più il professionista sarebbe tenuto a indennizzarlo. Il che è inaccettabile. L’avvocato risponde solo dei danni derivati dalle sue azioni, ma se le conseguenze vengono ampliate dalla colpa del cliente, per tale ulteriore parte è solo quest’ultimo che deve risponderne.

note

[1] Cass. sent. n. 29325/2017 del 7.12.2017.

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1 Commento

  1. Molti Avvocati si offendono se il clienti gli sollecita la pratica e chiede notizie nel merito.Questa è stata la risposta del mio legale il qual ha aggiunto che bisogna fidarsi e che quando vi saranno novità,sarà sua cura e premura a informare il cliente.
    E’ prassi comune che all’inizio del rapporto è necessario versare un acconto per le spese,io nel mio lavoro non ho mai avuto un anticipo per spese,solo alla fine mi è stata data la autorizzazione alla fatturazione con il conseguente incasso dell’importo fatturato.Gli Avvocati,quali sono le spese che anticipa per il cliente?Nessuna se non il solo tributo unificato che provvede sempre il cliente a portare le marche per il deposito dei documenti.Tutti gli Avvocati nei confronti del cliente usano la solita frase”ne abbiamo tante di spese che non possiamo anticipare somme per voi”.

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