HOME Articoli

Lo sai che? Ufficiale giudiziario: come difendersi?

Lo sai che? Pubblicato il 11 dicembre 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 11 dicembre 2017

Alcuni consigli per evitare il pignoramento dei propri beni.

Il debitore che non rispetta spontaneamente i suoi obblighi rischia di vedersi pignorare i propri beni. Con il pignoramento, infatti, il creditore può ottenere la realizzazione coattiva del suo diritto, senza il bisogno che il debitore collabori. Si parla, appunto, di esecuzione forzata.

Il pignoramento rappresenta il primo atto dell’esecuzione forzata e si sostanzia in un’ingiunzione con cui l’ufficiale giudiziario intima al debitore il divieto di porre in essere, su taluni suoi beni e i loro frutti, atti che possano in qualsiasi modo limitare la garanzia per il creditore di ricevere l’adempimento di quanto gli è dovuto [1].

Cosa può fare il debitore per tutelarsi? E, in particolare, come può difendersi dall’ufficiale giudiziario incaricato del pignoramento?

Ufficiale giudiziario e pignoramento mobiliare

Con il pignoramento mobiliare si colpiscono i beni mobili presenti nella casa del debitore (arredi, gioielli, quadri, computer, ecc.). Si tratta di una forma di pignoramento scelta dal creditore solo quando non vi siano altri beni pignorabili (ad esempio, immobili) oppure si ignori dove detti beni si trovino.

Ufficiale giudiziario: quali sono i beni pignorabili?

In generale, l’espropriazione può riguardare tutti i beni mobili che si trovano all’interno dell’immobile in cui vive il debitore. Se questi beni appartengono ad altri soggetti conviventi, spetterà al debitore dimostrarlo, altrimenti essi saranno comunque pignorabili. L’ufficiale giudiziario, però, non può pignorare indistintamente tutti i beni che trova nella residenza del debitore.

Ufficiale giudiziario: quali beni non sono pignorabili?

La legge [2] individua alcuni beni che non possono mai essere pignorati:

  • le cose sacre e quelle che servono all’esercizio del culto religioso;
  • la fede di matrimonio, i vestiti, la biancheria, i letti, il tavolo da pranzo con le relative sedie, gli armadi guardaroba, i cassettoni, il frigorifero, le stufe ed i fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, la lavatrice, gli utensili di casa e di cucina insieme a un mobile che li possa contenere; sono tuttavia esclusi i mobili, meno i letti, di rilevante valore economico, anche per accertato pregio artistico o di antiquariato;
  • i cibi e i combustibili necessari per un mese al mantenimento e al riscaldamento del debitore e delle altre persone indicate nel numero precedente;
  • le armi e gli oggetti che il debitore ha l’obbligo di conservare per l’adempimento di un pubblico servizio;
  • le decorazioni al valore, le lettere, i registri e in generale gli scritti di famiglia, nonché i manoscritti, salvo che formino parte di una collezione;
  • gli animali domestici di affezione e di compagnia, nonché quelli impiegati per fini terapeutici o di assistenza

Per quanto riguarda i beni mobili necessari all’esercizio dell’arte, professione o attività imprenditoriale, essi possono essere pignorati solo in assenza di altri beni pignorabili, e comunque entro il limite massimo di un quinto.

Per quanto riguarda l’automobile, invece, occorre precisare. L’auto è un bene mobile particolare, rientrante nella categoria dei cosiddetti beni mobili registrati, ed è pignorabile in due modi:

  • mediante ricerca telematica del veicolo da parte dell’ufficiale giudiziario, il quale provvederà alla successiva iscrizione del pignoramento al P.R.A. (Pubblico registro automobilistico): il provvedimento viene poi notificato al debitore che ha l’obbligo di consegnare l’auto all’Istituto Vendite giudiziarie;
  • mediante pignoramento “tradizionale”, cioè effettuato dall’ufficiale giudiziario quando si reca dal debitore. Ciò significa che, se in quel momento il veicolo è situato in un altro posto e l’ufficiale giudiziario non lo trova (perché, ad esempio, è dal meccanico), non può essere pignorato. È anche vero che l’ufficiale può chiedere al debitore di dichiarare a verbale se è proprietario di altri beni oltre quelli visibili nel giorno del pignoramento e l’eventuale bugia (che nel caso dell’auto è facilmente riscontrabile) viene punita penalmente.

Ufficiale giudiziario: come difendersi con il fondo patrimoniale?

Il fondo patrimoniale è un particolare regime giuridico in base al quale una persona decide di destinare uno o più beni ai bisogni della propria famiglia [3]. Si tratta a tutti gli effetti di una separazione patrimoniale: il fondo “mette in cassaforte” una parte del patrimonio, che potrà essere aggredito dal creditore solamente per i debiti contratti nel perseguimento dello scopo particolare a cui i detti beni sono destinati.

Il creditore può pignorare, entro determinati limiti, l’automobile che il debitore ha inserito nel fondo patrimoniale o che ha fatto oggetto di donazione, anche se il creditore non ha esperito l’azione revocatoria [4].

Per poter procedere al pignoramento, occorre che l’atto del debitore sia pregiudizievole per il creditore e sia stato compiuto a titolo gratuito successivamente al sorgere del diritto di credito.

Il creditore, inoltre, deve essere munito di titolo esecutivo (ossia la sentenza, il decreto ingiuntivo, un assegno protestato o una cambiale, ecc.) e deve aver trascritto l’atto di pignoramento entro un anno dalla trascrizione dell’atto pregiudizievole. In caso di donazione, l’esecuzione si attua nei confronti del terzo proprietario.

Ufficiale giudiziario: come difendersi vendendo i beni prima del pignoramento?

L’ufficiale giudiziario non può pignorare i beni mobili che il debitore ha già venduto. Tuttavia, per evitare facili abusi e frodi ai danni dei creditori, non basta la semplice scrittura di vendita, ma è necessario che essa abbia data certa anteriore al pignoramento. La data certa si ottiene mediante la registrazione del contratto.

Resta comunque la possibilità, per il creditore, entro cinque anni dalla cessione del bene, di esercitare l’azione revocatoria per rendere priva di efficacia la vendita.

Possono essere altresì opponibili ai creditori (rendendo impignorabili i relativi beni) anche:

  • le vendite di beni mobili iscritti in pubblici registri trascritte prima del pignoramento;
  • le vendite di beni mobili il cui possesso è stato trasmesso prima del pignoramento;
  • le cessioni di crediti notificate al debitore ceduto o dallo stesso accettate prima del pignoramento;
  • le vendite di universalità di mobili che hanno data certa anteriore al pignoramento;
  • crediti estinti prima del pignoramento.

Ufficiale giudiziario: come evitare il pignoramento mobiliare?

Se il debitore vuole evitare il pignoramento prima dell’inizio della procedura, può pagare il proprio debito (compreso di capitale, interessi e spese di procedura) direttamente nelle mani dell’ufficiale giudiziario; quest’ultimo, poi, consegnerà la somma al creditore. Così facendo l’esecuzione forzata non può proseguire e il debito si estingue.

L’ufficiale giudiziario redige apposito verbale e lo deposita immediatamente in cancelleria con la prova del versamento al creditore della somma consegnata dal debitore.

Al momento del pagamento il debitore può anche fare apposita dichiarazione in cui si riserva il diritto di opporsi in un momento successivo al pignoramento e chiedere, in quella sede, la restituzione della somma versata. In tal modo il debitore può evitare il pignoramento, ma può contestualmente muovere al creditore le proprie contestazioni promuovendo un separato giudizio di opposizione. Se esso ha esito positivo, il creditore deve restituire quanto incassato dal debitore.

Quando invece il debitore vuole evitare gli inconvenienti del pignoramento ma non intende effettuare il pagamento perché, ad esempio, vuole sollevare opposizione o è in corso un processo di cognizione, può versare all’ufficiale giudiziario una somma di denaro pari al valore del credito per il quale procedere e delle spese relativa alla procedura, aumentato di due decimi [5].

Questo pagamento non estingue il debito, è solo un versamento in luogo del pignoramento: la procedura esecutiva, pertanto, prosegue.

Ufficiale giudiziario: come difendersi spostando i mobili in altro luogo?

Questo comportamento è sicuramente un illecito. In ogni caso c’è da dire che su tutti i beni che non vengono materialmente trovati nell’immobile non si può estendere il pignoramento. Per cui, se il debitore spostasse i beni in un altro immobile, non subirebbe il pignoramento.

Come detto, però, l’ufficiale giudiziario può chiedere al debitore, in caso di insuccesso del pignoramento, se è titolare di altri beni su cui possa estendersi l’esecuzione forzata. La reticenza costituisce un reato.

note

[1] Art. 492 cod. proc. civ.

[2] Art. 514 cod. proc. civ.

[3] Art. 167 cod. civ.

[4] Art. 2901 cod. civ.

[5] Art. 494 cod. proc. civ.

Autore immagine: Pixabay.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. che bell’elenco di ovvietà. Come difendersi dall’ufficiale giudiziario implica la scelta di un ottimo avvocato non certo conquello che scrive l’autore su internet.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI