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Pagamenti con app: addio a banche e carte di credito?

10 Dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Dicembre 2017



In vigore dal 13 gennaio 2018 la direttiva Ue Psd2 per il pagamento tramite app. Cosa cambia e qual è il rischio per banche e circuiti di moneta elettronica.

Può esistere un mondo senza banche, carte di credito o Bancomat? Impensabile ad oggi ma, se tutto va come l’Unione europea ha chiesto, potrebbe essere una realtà in tempi piuttosto brevi. Una svolta epocale dalle conseguenze imprevedibili.

Ma può l’Ue chiedere agli Stati membri di spazzare via gli istituti di credito e la moneta elettronica? La richiesta non è proprio così esplicita, Bruxelles non oserebbe mai così tanto. Quello che l’Unione ha chiesto è che venga recepita la direttiva europea Psd2 con cui si consente ai consumatori di fare qualsiasi tipo di pagamento con il cellulare, tramite app. Dal caffè all’auto, dalla pizza con gli amici all’ordine del commercante ad un fornitore. Cosa che ha già fatto l’Italia, con una legge approvata dal Parlamento [1] che proietta il nostro Paese verso una nuova era dei consumi.

Con quali conseguenze? Non sono difficili da immaginare. Se posso pagare qualsiasi cosa con il cellulare, perché farlo con un bonifico o prelevare dei soldi in banca? O perché dovrei avere una carta di credito o un Bancomat? Anzi, senza nemmeno portarmi in tasca il portafoglio. Il tutto dal 13 gennaio 2018. Cioè, già.

Naturalmente, dire addio alle banche sarebbe dire troppo. Saranno a rischio quelle che non si adatteranno ai nuovi tempi. Gli istituti di credito che, invece, capiranno il cambiamento e si organizzeranno di conseguenza, sopravvivranno. In odo diverso, ma lo faranno.

Ma vediamo in che cosa consiste la Psd2 sul pagamento con app e perché si potrebbe dire addio a banche e carte di credito.

Che cos’è la direttiva Psd2?

Psd2 sta per Payment Services Directive 2. Altro non è che una direttiva emanata dall’Unione europea [2] per favorire lo sviluppo di servizi di pagamento digitale e, nel frattempo, armonizzare questo sistema tra i Paesi membri dell’Ue. Ultimo scopo, ma non ultimo, quello di aumentare la sicurezza dei consumatori che acquistano utilizzando il pagamento digitale.

Che cosa succede dopo il 13 gennaio 2018?

In teoria (ma solo in teoria, non è detto che ci siano effettivamente le condizioni per farlo), il consumatore potrà decidere con un click sul cellulare a quali informazioni del suo conto corrente bancario potranno accedere le sue app. Una di queste, Satispay, permetterà di non dover ricaricare più il credito, poiché l’app sarà in grado di vedere la disponibilità del cliente. In altre parole, l’app diventerà una sorta di carta di credito o di Bancomat. Il funzionamento sarà esattamente lo stesso. Da qui che, secondo alcuni, la moneta elettronica così come oggi viene concepita e utilizzata, sarà destinata a sparire, perché molti acquisti di servizi o prodotti (anche in abbonamento) verrebbero slegati dalla carta «tradizionale».

Facciamo un esempio. Chi oggi ha un abbonamento ad un servizio (come Sky o Spotify, per dire), oggi si vede scalare la quota dal conto corrente tramite carta di credito. Con l’attuazione della direttiva Psd2, invece, non sarà più così: il pagamento avverrà tramite la società che gestisce l’app.

Lo stesso succederà per chi decide di acquistare un biglietto aereo piuttosto che la spesa a domicilio. Addirittura, ci sarà la possibilità (in parte già utilizzata oggi) di pagare un parcheggio o il biglietto dell’autobus attraverso il proprio credito telefonico.

Psd2: quali conseguenze per le banche

Qui si gioca la partita più interessante e anche più complicata. Che ruolo hanno in tutto questo le banche e che fine faranno gli istituti di credito tradizionali dopo l’attuazione della direttiva Psd2 sui pagamenti con le app?

La prima novità riguarda l’obbligo per le banche di fornire l’accesso a terze parti (in gergo si chiamano Tpp, cioè Third party providers) alle informazioni circa la disponibilità finanziaria dei loro clienti. Significa che a queste informazioni potranno accedere anche terze parti non bancarie, purché autorizzate dal cliente. Questi soggetti terzi sono il provider di servizi di pagamento (Pisp) e la società che fornisce informazioni sui conti (Aisp).

Come funziona il provider di servizi di pagamento (Pisp)

Questo soggetto terzo gestisce la disposizione di un ordine di pagamento. Facciamo un esempio per capire meglio come funziona.

Si pensi al titolare di un negozio di ferramenta (in questo caso l’utente) che deve acquistare la merce dal suo fornitore (e questo sarà il beneficiario del pagamento). Decide di farlo attraverso la nuova procedura introdotta dalla direttiva Psd2. Che succede?

Succede che il provider di servizi di pagamento (Pisp) riceve l’ordine di pagamento del negoziante, verifica che il titolare della ferramenta abbia i soldi in banca per pagare, quindi, ordina all’istituto di girare i soldi al beneficiario, cioè al fornitore della merce. Il passaggio dei soldi, dunque, avviene attraverso un terzo soggetto che, comunque, non può entrare in possesso dei fondi del cliente quando gestisce l’operazione.

Il provider avrà, così, un ruolo da intermediario. Quale può essere la convenienza rispetto al tradizionale bonifico bancario? Le commissioni: se un Pisp, cioè se questo soggetto terzo, risulta più economico, perché spendere di più per fare un pagamento?

Come funziona il servizio di informazione sui conti (Aisp)

Restiamo sull’esempio del titolare della ferramenta. Può darsi che non abbia un solo conto corrente, ma che ne abbia di più e su banche diverse. Se volesse avere in mano la sua situazione finanziaria, magari perché deve fare un investimento importante, dovrebbe interrogare ogni singolo istituto e, poi, mettere insieme il tutto.

Il provider che gestisce il servizio di informazione sui conti (Aisp) si incarica di farlo al posto del negoziante. Attraverso una piattaforma software, questo soggetto terzo, in qualità di intermediario autorizzato, accederà a queste informazioni aggregandole e fornendo al cliente la sua situazione.

L’Aisp non potrà accedere ai dati sensibili ai pagamenti né archiviare informazioni al di fuori da quelle necessarie per la fornitura del servizio.

Quale sarà il rischio per le banche

Perché la direttiva Psd2 in vigore dal 13 gennaio 2018 potrebbe far sparire le banche tradizionali? Perché, con l’arrivo di nuovi operatori sul mercato dell’intermediazione dei pagamenti, gli istituti di credito potrebbero ridursi a dei semplici contenitori di informazioni da fornire ai soggetti terzi, senza avere un ruolo attivo. A meno che, a loro volta, le banche non attivino dei nuovi modelli di business che consenta loro di sfruttare nuove opportunità.

Un modello che dovrebbe puntare non più sulle commissioni (come detto, saranno destinate a scendere) ma sull’accesso alle informazioni sui conti che non sarà più un diritto esclusivo delle banche ma che, con la direttiva Psd2, passa nelle mani dei clienti, i quali avranno la possibilità di consentirlo a chiunque. Va da sé che i soggetti terzi, avendo a disposizione l’informazione sulla situazione finanziaria dei clienti, avranno la possibilità di offrire dei servizi mirati e più economici ai consumatori sfruttando le nuove tecnologie. A discapito degli istituti di credito, che perdono, così, il loro monopolio.

note

[1] Legge n. 170/2016 del 17.08.2016.

[2] Direttiva Ue n. 2015/2366.


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