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Chi dichiara una residenza falsa quali sanzioni rischia?

10 dicembre 2017


Chi dichiara una residenza falsa quali sanzioni rischia?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 dicembre 2017



Nel caso in cui il cittadino dichiari di abitare ad un indirizzo diverso da quello reale commette il reato di falso. Ecco le conseguenze di una falsa indicazione all’anagrafe.

Oltre alla casa in cui vivi con tua moglie e i tuoi figli hai un secondo appartamento disabitato. L’immobile è sfitto, anche se hai attivato le utenze e vi è l’arredo completo. Se volessi viverlo potresti farlo in qualsiasi momento, ma di fatto non lo utilizza nessuno se non, di tanto in tanto, qualche visita da parte tua e di tua madre per controllare che tutto sia in regola e funzioni. Per questioni di carattere fiscale, hai deciso di spostare la tua residenza in questa seconda casa, staccandola da quella di tua moglie. Avrete così – almeno formalmente – due residenze diverse, pur continuando a vivere di fatto sotto lo stesso tetto. All’ufficio del Comune ti hanno però detto che non puoi dichiarare una residenza diversa dal luogo in cui abitualmente vivi  anche se per il secondo appartamento paghi il condominio e tutte le utenze. Pertanto o ti trasferisci davvero oppure dovrai lasciare la tua residenza nella casa in cui già stai. In caso contrario, commetteresti una violazione di legge e subiresti una multa. Qual è la verità? Chi dichiara la residenza falsa, ossia dove non vive, quali sanzioni rischia? È quello che cercheremo di spiegarti in questo articolo.

In quale luogo va indicata la residenza?

Contrariamente a quanto di solito si crede (e si fa), non è possibile fissare la residenza in un luogo scelto a proprio piacere. Ogni cittadino ha l’obbligo di rendersi reperibile, non solo al postino ma anche alle autorità. La pubblica amministrazione deve sapere dove abiti e dove trovarti in qualsiasi momento ne avesse bisogno. Ecco perché è vietato indicare, come residenza, un luogo dove non si vive abitualmente. Questo non significa che non ci si può allontanare dalla propria residenza, purché ciò avvenga sporadicamente. Chi, ad esempio, si sposta per qualche settimana nella casa a mare o si trasferisce per qualche mese in un’altra città per esigenze lavorative non è tenuto a cambiare la residenza. Ma se il trasferimento dovesse divenire stabile e, quindi, la nuova casa dovesse divenire domicilio abituale allora scatterebbe anche l’obbligo del trasferimento della residenza.

È proprio la legge [1] a stabilire che ogni cittadino deve «chiedere per sé e per le persone sulle quali esercita la patria potestà o la tutela, la iscrizione nell’anagrafe del Comune di dimora abituale e di dichiarare alla stessa i fatti determinanti mutazione di posizioni anagrafiche, a norma del regolamento, fermo restando l’obbligo di denuncia del trasferimento anche all’anagrafe del Comune di precedente residenza».

Che succede se si da una residenza falsa

Prima di vedere quali sono le sanzioni per chi ha la residenza dove non vive vediamo cosa succede nel momento in cui il cittadino fornisce una dichiarazione di residenza non veritiera.

L’ufficiale d’anagrafe che sia venuto a conoscenza di fatti che comportino la modifica della residenza anagrafica di un cittadino deve invitare l’interessato a rendere la corretta dichiarazione di residenza. In caso di mancata dichiarazione, l’ufficiale d’anagrafe provvede d’ufficio, notificando all’interessato il provvedimento di modifica. L’ufficiale d’anagrafe ha pertanto l’obbligo di agire con ogni mezzo a sua disposizione per ottenere la regolare tenuta dell’anagrafe della popolazione residente anche a dispetto delle indicazioni fornite dai cittadini.

Più in particolare, la legge stabilisce che [2] l’ufficiale di anagrafe è tenuto a verificare la sussistenza del requisito della dimora abituale di chi richiede l’iscrizione anagrafica. Gli accertamenti devono essere svolti a mezzo della polizia municipale o di altro personale comunale che sia stato formalmente autorizzato, utilizzando un modello conforme all’apposito esemplare predisposto dall’Istituto centrale di statistica. Ove nel corso degli accertamenti emergano discordanze con la dichiarazione resa da chi richiede l’iscrizione anagrafica, l’ufficiale di anagrafe segnala quanto è emerso alla competente autorità di pubblica sicurezza.

Nel caso in cui gli accertamenti della dimora abituale diano esito negativo, oppure sia stata verificata l’assenza dei requisiti cui è subordinata l’iscrizione, l’ufficiale d’anagrafe deve provvedere alla comunicazione all’interessato dei requisiti mancanti o degli accertamenti negativi svolti.

In tal caso, l’interessato entro 10 giorni dal ricevimento di tale comunicazione ha diritto di presentare per iscritto le proprie osservazioni, eventualmente corredate da documenti.

Quali sono le conseguenze di falsa indicazione all’anagrafe?

Le conseguenze di una non corretta indicazione all’anagrafe variano a seconda della tipologia di dichiarazione resa [3]:

  • nel caso di prima iscrizione anagrafica sarà sufficiente cancellare l’interessato con effetto retroattivo a decorrere dalla dichiarazione;
  • nel caso di iscrizione con provenienza da altro Comuneo dall’estero del cittadino iscritto all’AIRE occorre cancellare l’interessato dalla data della dichiarazione e darne immediata comunicazione al comune di provenienza o di iscrizione AIRE al fine della tempestiva iscrizione dello stesso con la medesima decorrenza;
  • nel caso di cambiamento di abitazione sarà necessario registrare nuovamente l’interessato nell’abitazione precedente, sempre con la decorrenza già indicata.

Sanzioni per chi dichiara una falsa resienza

Vediamo ora cosa rischia chi fornisce una falsa residenza all’ufficio dell’anagrafe. Secondo una sentenza della Cassazione [4] si rischia una incriminazione penale per il reato di falso. Difatti questo illecito scatta tutte le volte in cui la falsità risulti essere semplicemente dovuta ad una leggerezza o ad una negligenza, non essendo prevista nel vigente sistema la figura del falso documentale colposo. Non importa neanche il fatto che la dichiarazione sia fatta non in un atto pubblico ma in un’autocertificazione visto che questa finisce per confluire in un atto pubblico quale i registri anagrafici.

L’ufficiale dell’Anagrafe deve comunicare alla Procura della Repubblica l’eventuale falsità dichiarata dal cittadino ma, prima di ciò, dovrà effettuare, per quanto possibile, un minimo di riscontri e solo qualora fosse accertato che il soggetto voleva instaurare una residenza fittizia procederà a comunicare all’ufficio anagrafe l’esito negativo del controllo.

note

[1] Art. 2 legge n. 1228/1954: «È fatto obbligo ad ognuno di chiedere per sé e per le persone sulle quali esercita la patria potestà o la tutela, la iscrizione nell’anagrafe del Comune di dimora abituale e di dichiarare alla stessa i fatti determinanti mutazione di posizioni anagrafiche, a norma del regolamento, fermo restando, agli effetti dell’art. 44 del Codice civile, l’obbligo di denuncia del trasferimento anche all’anagrafe del Comune di precedente residenza».

[2] Art. 19 del DPR 223/1989 .

[3] Dl 5/2012.

[4] Cass. pen. sent. n. 15485/2009.

Autore immagine: 123rf com

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4 Commenti

  1. Non e’ del tutto esatto…
    Posso avere ad esempio la residenza a siracusa e lavorare a Milano purche’ venga provata che la mia attivita’ economica o anche familiare sia li.
    Occore distinguere residenza e dimora che possono tranquillamente essere differenti, senza per questo incorrere in un “falso”.

  2. Sono molto interessato all’argomento. Mi sembra strano
    non poter fissare, ai fini legali, tributari ecc, ad esempio presso un’abitazione di cui ho la nuda proprietà concessa in usufrutto ai genitori, la mia residenza, e contemporanemente fissare il domicilio ove svolgo la mia attività prevalente, assieme alla famiglia, magari certificando il tutto mediante autocertificazione all’Ufficio Anagrafe del Comune o dei due Comuni, ove ricorra il caso.

    1. L’art 43 del codice civile stabilisce che la residenza è dove si ha la dimora abituale, ed è dove si stabilisce la dimora abituale che il cittadino ha l’obbligo di dichiarare la residenza…l’ufficiale di anagrafe ha l’obbligo di verificare ordinando accertamenti alla polizia locale

  3. Letto ciò che avete scritto, sarebbe qualcuno così gentile da spiegarmi la differenza tra RESIDENZA e DOMICILIO? Grazie mille!

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