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Come calcolare tasse universitarie

12 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 dicembre 2017



Iscriversi all’università comporta il pagamento delle relative tasse di iscrizione e frequenza: a quanto ammontano, e come si calcolano?

Gli studi universitari comportano numerose spese per le famiglie italiane, ogni anno, e per ogni anno del percorso di studi intrapreso dallo studente iscritto. Bisogna considerare infatti le ingenti spese accessorie, quali l’acquisto dei libri di testo e cancelleria varia per la preparazione degli esami universitari, gli abbonamenti ai mezzi pubblici, senza considerare le ulteriori spese che possono affrontare molti genitori che devono pagare anche le spese di vitto e alloggio in una città lontana, facendo sacrifici per mandare i figli a studiare in altre città, non solo perchè più rinomate o private, ma magari anche perchè nella città o paese di origine quel particolare percorso di studio non è compreso fra le facoltà e i corsi di laurea previsti dal proprio ateneo. Oltre a tutti questi costi (a cui, per certe facoltà, bisogna aggiungere anche quelli derivanti dagli strumenti informatici: si pensi al necessario uso di un computer portatile in un corso di laurea come ingegneria o architettura), ci sono naturalmente anche i costi per le tasse universitarie, che vanno pagate ogni anno e che variano a seconda di particolari parametri e criteri. Vediamo quindi come calcolare le tasse universitarie, quale documentazione occorre per determinare le somme da pagare e dove verificare gli importi corrispondenti che vanno versati per essere in regola col pagamento delle tasse universitarie.

Come si calcolano le tasse universitarie: portali web delle università

Il pagamento delle tasse universitarie deve essere effettuato dagli studenti iscritti ogni anno accademico, con una divisione in più rate. Prima di spiegare come calcolare le tasse universitarie occorre fare una precisazione importante: ogni università del nostro paese prevede una disciplina di soglie di pagamento differente, e lo stesso discorso vale anche in relazione alle eventuali more previste in caso di ritardo di pagamento, agli esoneri per merito, e agli aumenti di spesa da pagare nel caso in cui lo studente non sia al passo con gli esami previsti dal suo corso di studi e quindi vada fuori corso di uno o più anni accademici. È pertanto fondamentale che si verifichino sul sito internet dell’ateneo di iscrizione le soglie specifiche e i relativi ammontari previsti a seconda della fascia di reddito nella quale si rientra, in quanto le soglie variano da ateneo ad ateneo e sono consultabili nel regolamento delle tasse universitarie per l’anno accademico di riferimento.

Chiarito questo aspetto, per il calcolo delle tasse universitarie e quindi per capire quanto si paga di tasse universitarie bisogna anzitutto avere chiaro cosa si intende per Isee, in quanto il suo calcolo è il primo passo per sapere a quanto ammontano le tasse universitarie da pagare. A cosa serve l’Isee?

Come calcolare le tasse universitarie: cos’è l’Isee

Con l’acronimo Isee si intende l’indicatore delle situazione economica equivalente di ciascun nucleo familiare, ed è uno strumento che, con un valore assoluto, indica la condizione economica di una famiglia, in modo da consentire alla famiglia stessa di misurare la propria situazione patrimoniale (con parametri specifici e predeterminati) e di poter accedere a particolari agevolazioni e riduzioni economiche di varia natura. Per ottenere l’Isee ci si può recare all’Inps o presso una delle sedi di uno dei Caf (centri di assistenza fiscale) convenzionati con l’ateneo nel quale si è iscritti – o ci si deve iscrivere – con una serie di documenti attestanti l’ammontare dei propri redditi e presentando la dichiarazione sostitutiva unica (Dsu). Verrà quindi rilasciata un’attestazione Isee, con la quale viene valutato il patrimonio complessivo della famiglia dello studente/studentessa. Una volta in possesso di questo valore, sarà possibile conoscere l’ammontare delle tasse universitarie dovute e gli importi corrispondenti al valore specificato nell’Isee.

Tasse universitarie, Isee e soglie di reddito

Ottenuta l’attestazione Isee relativa alla posizione economica del proprio nucleo familiare (o personale, se si è studenti lavoratori adulti economicamente indipendenti), sarà possibile determinare a quanto ammontano le tasse universitarie sulla base delle soglie di reddito che sono state fissate dalla propria università. Con il valore indicato nell’attestazione Isee, basterà cercare in quale fascia si rientra e nella quale viene dunque ricompreso il valore assoluto Isee, e verificare la somma corrispettiva che deve essere pagata, corrispondente a quella soglia reddituale.

La determinazione delle soglie di reddito serve non soltanto per verificare quale ammontare di tasse universitarie va corrisposto, ma per evitare di essere ricompresi nella soglia di riferimento più alta. Se infatti non si inoltra (molti atenei prevedono un inoltro telematico) l’attestazione Isee rilasciata dal Caf o dall’Inps, o la si inoltra oltre i termini previsti dall’università, oppure se in alternativa non si presenta un’autocertificazione reddituale, si viene automaticamente ricompresi fra la fascia di reddito più alta, con la conseguenza che verrà applicata l’aliquota massima per il calcolo dei contributi universitari da versare e si pagherà l’ammontare di tasse universitarie più elevato.

Tasse universitarie e tassa di iscrizione

Ricordiamo infine un altro aspetto importante per avere un quadro completo di tutte le spese da affrontare per l’istruzione universitaria e gli importi da pagare per essere in regola. Quanto detto finora sul calcolo delle tasse universitarie fa riferimento a quella che si può definire come tassa di frequenza, da versare quindi per ogni anno (più eventuali cifre in caso di studenti fuori corso, o salve le diminuzioni dovute per meriti accademici o casi di invalidità). Oltre a questi importi, inoltre, bisogna corrispondere anche, al momento dell’immatricolazione e quindi per il primo anno di studi universitari, la tassa d’iscrizione all’università. La cifra della tassa di iscrizione non è parametrata su soglie e corrispettive fasce di reddito, come per quelle di frequenza come abbiamo visto, ma è invece uguale per tutti gli studenti dello stesso ateneo di appartenenza. Anche in questo caso occorre fare riferimento a quanto previsto nella propria università. Gli importi sono variabili a seconda dell’ateneo di riferimento, tenendo in considerazione anche il fatto che possono essere previsti ulteriori contributi universitari da versare, come per esempio la tassa regionale per il diritto allo studio.

note

Autore immagine: Pixabay.

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