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Scommesse sportive su siti esteri: dove vengono tassate?

11 Dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Dicembre 2017



Le vincite ottenute fuori dal circuito Aams devono essere dichiarate al fisco italiano.

L’ordinamento italiano prevede una precisa regolamentazione per tutti i giochi che possono essere definiti d’azzardo. La normativa riguarda non soltanto le attività che fisicamente si svolgono nelle sale da gioco o nei circoli, ma anche quelle cui si può avere accesso online, attraverso la connessione internet. Così facendo, ogni utente può scegliere di giocare non soltanto sulle piattaforme italiane, ma anche su quelle estere. In quest’ultimo caso, però, si crea un problema: dove vengono tassate le vincite delle scommesse? Scopriamolo, non prima, però, di aver fatto una breve premessa sulla problematica delle scommesse e del gioco d’azzardo.

Scommesse sportive e codice penale

Secondo il codice penale, chiunque in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero in circoli privati di qualunque specie, propone un gioco d’azzardo o lo agevola, è punito con l’arresto da tre mesi ad un anno e con ammenda non inferiore a 206 euro [1]. Il codice punisce anche chi è colto a prendere parte al gioco d’azzardo, punendolo con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a 516 euro [2]. La pena è aumentata per tutti coloro che sono sorpresi a partecipare al gioco d’azzardo in una casa da gioco o in un pubblico esercizio, ovvero per tutti coloro che hanno messo in gioco poste economicamente rilevanti. Ma quando un’attività può definirsi d’azzardo?

Le scommesse sportive sono gioco d’azzardo?

Sempre il codice penale fornisce la definizione di gioco d’azzardo: sono tali quelli nei quali, ricorrendo il fine di lucro, la vincita o la perdita è esclusivamente o quasi esclusivamente rimessa a fattori di aleatorietà [3]. Un gioco può definirsi aleatorio quando è rischioso, imprevedibile, dall’esito incerto: in buona sostanza, appunto, d’azzardo. Le scommesse sportive rappresentano senza ombra di dubbio una forma di gioco d’azzardo, dato che l’elemento del fortuito è senz’altro prevalente su ogni altro.

Le scommesse sportive sono illegali?

No, l’esercizio di un gioco rischioso non è sempre illegale: il gioco, infatti, è un settore riservato esclusivamente allo Stato. La legge dice che l’organizzazione e l’esercizio di giochi di abilità che prevedono una vincita di qualsiasi tipo e per la cui partecipazione sia richiesto un pagamento in denaro sono riservati allo Stato [4].

Scopo della norma è quello di impedire l’infiltrazione, all’interno dell’esercizio dei giochi aleatori, di associazioni criminali; nonché di tutelare la dignità e la salute dei giocatori da un possibile abuso di queste attività. Inoltre, è facile immaginare che anche le casse dell’erario ne beneficino.

Pertanto, il gioco d’azzardo è legale ogni volta che ottiene l’assenso dello Stato; ciò accade in due circostanze:

  1. il gioco è gestito dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Aams) che ha il compito di controllare i giochi più praticati, come il Lotto, il Superenalotto, il Gratta&Vinci, i giochi online;
  2. il gioco è gestito da privati (normalmente grandi società) autorizzati dallo Stato. Si tratta delle case da gioco vere e proprie, ovvero dei casinò; in Italia sono solamente quattro: quello di Sanremo, di Campione d’Italia, di Venezia e di Saint Vincent.

Scommesse sportive: quando sono legali e quando no

Nell’era di internet, il gioco delle scommesse sportive ha trovato una nuova dimensione nella realtà digitale, riscuotendo un successo davvero eclatante. Il problema è che non tutti i siti internet e le stanze da gioco virtuali sono legali. Secondo la legge finanziaria del 2006 [5], soltanto i siti autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli possono legalmente consentire l’esercizio del gioco d’azzardo. Pertanto, è sempre l’Aams, anche nel caso di piattaforma virtuale, a rilasciare agli operatori in possesso di determinati requisiti una licenza per l’esercizio del gioco.

Detto ciò, talvolta gli utenti preferiscono i siti stranieri a quelli italiani. I motivi sono i più disparati: il giocatore può ritenere economicamente più conveniente giocare su una piattaforma estera piuttosto che su una italiana debitamente autorizzata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli; oppure lo fa perché i siti italiani non offrono tutte le esperienze di gioco presenti oltre confine. Questa scelta ha delle ripercussioni di duplice ordine: 1. l’utente italiano che gioca sulla piattaforma straniera non potrà invocare, nel caso di malfunzionamento o, addirittura, di truffa, la tutela offerta dalla normativa italiana; 2. l’erario non può beneficiare degli introiti derivanti dal gioco, né tassare direttamente le vincite.

Scommesse sportive su siti esteri: dove vengono tassate?

Veniamo alla domanda cruciale: dove vengono tassate le scommesse sportive su siti esteri? Le vincite sulle scommesse effettuate sui siti approvati dall’Aams vengono elargite già tassate: ciò significa che la vincita è tassata alla fonte e perviene nelle tasche del giocatore al netto della ritenuta del fisco. Ciò però non avviene nel caso di scommessa effettuata su piattaforme estere: in questo caso, deve essere il contribuente a dichiarare la vincita, pena l’evasione fiscale.

L’Agenzia delle Entrate ha precisato che le vincite realizzate su siti esteri non autorizzati dai Monopoli di Stato sono soggette a tassazione per intero, senza cioè tener conto delle spese sostenute per la loro produzione. Cosa che non avviene sui siti autorizzati da Aams, in cui le tasse vengono versate alla fonte, motivo per cui le vincite non vanno dichiarate.

Le vincite conseguite per effetto della partecipazione a giochi online rientrano tra i cosiddetti redditi diversile vincite delle lotterie, dei concorsi a premio, dei giochi e delle scommesse organizzati per il pubblico e i premi derivanti da prove di abilità o dalla sorte»), concorrendo alla formazione del reddito complessivo per l’intero ammontare percepito nel periodo d’imposta [6]. Sempre la legge, poi, prevede che tali vincite o premi, se corrisposti da determinati soggetti giuridici (Stato, persone giuridiche pubbliche o private, ecc.), sono assoggettati ad una ritenuta alla fonte a titolo d’imposta [7].

I casinò online Aams pagano le tasse sulle vincite direttamente all’erario facendo una detrazione sulla somma vinta dal giocatore. La tassazione alla fonte fa sì che il contribuente non sia tenuto a dichiarare tali redditi, in quanto l’imposta non è dovuta.

Nello specifico, secondo la legge le ritenute alla fonte non si applicano se il valore complessivo dei premi derivanti da operazioni a premio attribuiti nel periodo d’imposta dal sostituto d’imposta al medesimo soggetto non supera l’importo di 25,82 euro; se il detto valore è superiore al citato limite, lo stesso è assoggettato interamente a ritenuta. Le disposizioni non si applicano con riferimento ai premi che concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente.

L’aliquota della ritenuta è stabilita nel dieci per cento per i premi delle lotterie, tombole, pesche o banchi di beneficenza autorizzati a favore di enti o comitati di beneficenza; nel venti per cento sui premi dei giuochi svolti in occasione di spettacoli radio-televisivi, competizioni sportive o manifestazioni di qualsiasi altro genere nei quali i partecipanti si sottopongono a prove basate sull’abilità o sull’alea o su entrambe; nel venticinque per cento in ogni altro caso [8].

Come anticipato, questo regime non si applica nel caso in cui gli utenti ottengano vincite giocando sui siti che non hanno una licenza per il gioco a distanza rilasciata dall’Aams. In questo caso, i soldi vinti vanno dichiarati dal contribuente al momento della dichiarazione dei redditi indicandoli nel modello Unico alla voce “redditi diversi”.

Quindi, per rispondere al quesito di questo articolo, possiamo dire che le vincite sulle scommesse sportive fatte su siti esteri è tassata in Italia, ed è onere del giocatore dichiarare annualmente il premio ricevuto.

note

[1] Art. 718 cod. pen.

[2] Art. 720 cod. pen.

[3] Art. 721 cod. pen.

[4] Art. 1, d. lgs. n. 496/1948.

[5] Legge n. 266/2005.

[6] Art. 67, comma 1, lettera d), D.P.R. n. 917/1986 del 22/12/1986.

[7] D.P.R. n. 600/1973 del 29.09.1973.

[8] Art. 30 del D.P.R. n. 600/1973 del 29.09.1973.

Autore Immagine: Pixabay.com


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2 Commenti

  1. l’articolo non chiarisce se la tassazione avviene in Italia anche nel caso in cui la vincita sia già stata tassata nel paese straniero!

    1. be’ mi sembra ovvio invece dall’articolo: hai giocato su un sito straniero e non hai pagato la tassazione allo stato italiano, quindi devi pagarla. allo stato italiano cosa vuoi che importi se sei già stato tassato all’estero?!

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