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Lo sai che? Come segnare i confini

Lo sai che? Pubblicato il 20 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 20 dicembre 2017

Quando il confine tra due terreni è del tutto incerto oppure è contestato, esistono specifici rimedi da proporre avanti il giudice.

Può capitare, ed è anzi esperienza comune, che i confini tra terreni diventino di difficile individuazione o riconoscimento. Questo perché lo stato di fatto dei luoghi subisce continue modifiche, soprattutto in ragione di eventi atmosferici come temporali, alluvioni o smottamenti del suolo; oppure anche a causa dell’azione dell’uomo. Si pensi, in quest’ultimo caso, al mutamento che le nostre città subiscono per effetto della costruzione di nuovi edifici, oppure all’ipotesi più estrema, ma purtroppo di frequente esperienza, di modifica dei confini di nascosto da parte del vicino. Queste situazioni sono spesso fonte di conflitti tra i proprietari di terreni vicini, ciascuno dei quali vorrà un centimetro o una zolla in più di terreno ai danni del vicino. Il codice civile individua dunque due rimedi per determinare i confini e non è un caso che questi siano compresi tra le azioni a difesa della proprietà (cosiddette azioni petitorie). Ma procediamo con ordine e vediamo come segnare i confini di un terreno.

L’azione di regolamento di confini

Il codice civile prevede la possibilità di agire in causa, ricorrendo al tribunale ove è situato il terreno, per chiedere quello che va sotto il nome di «regolamento dei confini». Questa causa si fa quando il confine tra due fondi è incerto [1], nel senso che nessuno dei due soggetti sa con esattezza dove inizia o termina la sua proprietà. In questo caso, ciascuno dei proprietari potrà chiedere che sia stabilito dal giudice. Ciascuna parte potrà portare in giudizio qualsiasi prova riterrà utile o necessaria, come per esempio fotografie, testimoni che spieghino dov’erano posizionati i confini, oppure atti di acquisto o vendita dei terreni e/o degli edifici costruiti su di essi che descrivano l’estensione e la collocazione dei confini. La causa per il regolamentodi confini serve quindi ad accertare l’effettiva estensione di terreni confinanti e non viene invece in contestazione la loro proprietà o i relativi titoli di acquisto (vale a dire, il modo in cui si è acquistata la proprietà).

Il profilo più interessante riguarda i mezzi di prova che sono utili al fine di riconoscere i confini diventati incerti. Come detto, il primo elemento su cui il giudice dovrà fondare il proprio accertamento al fine di segnare i confini saranno i risultati dei rispettivi atti di proprietà di ciascuna parte. Il giudice potrà e dovrà, infatti, cercare se nel contratto sono specificati i confini dei terreni in contestazione, sia a parole che graficamente attraverso tavole o planimetria allegate. Sotto questo profilo assume importanza fondamentale anche il tipo di frazionamento allegato ai singoli atti di acquisto, vale a dire la suddivisione del terreno in più aree.

Da ultimo, solo la mancanza o l’insufficienza di indicazioni specifiche, ricavabili dai rispettivi titoli di provenienza, giustifica il ricorso ad altri mezzi di prova, comprese le risultanze delle mappe catastali. Queste consistono in rappresentazioni grafiche delle porzioni di terreno (generalmente in scala 1:2000) nelle quali sono riportate le  sagome degli edifici e dei terreni ed i numeri delle particelle. Nell’estratto di mappa, oltre alla particella catastale che interessa, sono rappresentate anche le particelle confinanti che possono servire, per esempio, per definire i confini di un determinato terreno. L’estratto di mappa si richiede presso gli uffici del catasto, che ora sono diventati uffici dell’Agenzia delle Entrate.

L’azione per apposizione di termini

Nei casi in cui, invece, i confini tra fondi vicini manchino del tutto o siano diventati irriconoscibili, perché sono stati, per esempio, modificati da piogge o dal movimento del terreno, ciascuno dei proprietari potrà chiedere che essi siano applicati o ristabiliti a spese comuni di entrambi i soggetti coinvolti [2].

La differenza tra l’azione di apposizione dei termini e quella di regolamento dei confini sta nel fatto che nella prima il confine tra i due terreni è certo ed incontestato e si vuole soltanto applicare, perché mancanti o divenuti irriconoscibili (per esempio per effetto di temporali o perchè rimossi proprio dal vicino), i relativi segni di delimitazione (si pensi a siepi, staccionate o altro) per evitare sconfinamenti.

Nella azione di regolamento dei confini, invece, sebbene non venga in contestazione il diritto di proprietà, c’è una oggettiva incertezza in ordine alla linea di separazione tra terreni confinanti, e spetterà dunque al giudice stabilirla.

note

[1] Articolo 950 codice civile.

[2] Articolo 951 codice civile.

Autore dell’immagine: Pixabay


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