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Lo sai che? Rendita Inail per inabilità, quando chiedere la revisione?

Lo sai che? Pubblicato il 11 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 gennaio 2018

Entro quali termini deve essere richiesta la revisione della rendita diretta Inail per inabilità permanente?

La rendita per inabilità permanente, riconosciuta dall’Inail a seguito di un infortunio o di una malattia professionale, può subire una revisione se diminuisce o aumenta l’attitudine al lavoro dell’interessato, oppure se, in generale, cambiano le sue condizioni fisiche.

Se le condizioni del lavoratore peggiorano, però, il peggioramento, perché sia riconosciuto l’aggravamento ai fini della rendita, deve derivare dallo stesso evento che ha dato luogo alla liquidazione della rendita [2]. In ogni caso, il lavoratore interessato può essere sottoposto a visite periodiche di revisione, su propria richiesta o su domanda dell’Inail.

Vediamo ora, nel dettaglio, quando chiedere la revisione della rendita Inail per inabilità ed entro quali termini.

Termini per la revisione della rendita Inail per inabilità permanente

I termini entro cui possono essere effettuate le visite di revisione, sia su richiesta del lavoratore che dell’Inail, sono:

  • entro 10 anni dalla data di costituzione della rendita, in caso di infortunio sul lavoro (in particolare, le visite possono essere effettuate ogni anno nel primo quadriennio e, successivamente, ogni triennio);
  • entro 15 anni dalla data di costituzione della rendita, in caso di malattia professionale.

Se, durante la visita di revisione, sono riconosciuti postumi di grado indennizzabile, in precedenza non riconosciuti, l’assicurato può chiedere la concessione della rendita, purché ne faccia domanda entro i termini per la revisione. Al contrario, a seguito della revisione la rendita può anche essere soppressa, nel caso in cui sia accertato il recupero dell’attitudine al lavoro nei limiti del minimo indennizzabile.

Liquidazione in capitale

Se, una volta scaduto il decennio dalla costituzione della rendita, il grado di inabilità permanente residuo risulta superiore al 10% e inferiore al 16%, al lavoratore spetta una somma pari al valore capitale dell’ulteriore rendita dovuta, che estingue ogni ulteriore diritto.

Se l’Inail non ha provveduto alla liquidazione in capitale al termine del periodo di revisione, la liquidazione può essere effettuata successivamente, in ogni momento, perché non si applica, in questo caso, alcun termine di prescrizione. Nei casi di liquidazione in capitale tardiva non spettano, però, i ratei arretrati.

Termini per la revisione scaduti

È possibile chiedere la revisione della rendita per inabilità anche oltre i termini di prescrizione (10 o 15 anni), se:

  • l’aggravamento o il miglioramento dello stato di salute dell’assicurato si sono verificati entro i termini di prescrizione [3];
  • la domanda viene presentata, o la revisione viene effettuata, entro 3 anni decorsi i 10 o i 15 anni [4].
  • la domanda viene presentata, o la revisione viene effettuata, entro 1 anno decorsi i 10 o i 15 anni, secondo un differente orientamento della Cassazione [5].

Revisione per più inabilità

Se sono state riconosciute più inabilità (infortuni sul lavoro e malattie professionali), soggette a un diverso termine di revisione, è possibile la costituzione di una rendita unica da parte dell’Inail.

La revisione della rendita deve essere effettuata secondo quanto previsto per la componente dell’inabilità complessiva di cui si rileva la variazione.

Il termine per la revisione è dunque pari a

  • 10 anni, se la variazione riguarda i postumi dell’infortunio;
  • 15 anni, se la variazione riguarda i postumi della malattia professionale.

Se il medico che effettua la revisione accerta che il cambiamento delle condizioni di salute è dovuto:

  • esclusivamente alla componente del danno complessivo che si è consolidata per scadenza dei termini, conferma la precedente misura economica della rendita;
  • alla componente del danno ancora non consolidato, liquida la rendita in proporzione al grado di menomazione complessiva effettivamente accertata.

Il lavoratore ha diritto alla rendita unica anche quando, dopo la costituzione della rendita per una determinata malattia professionale, si verifica un aggravamento dell’inabilità a causa dell’esposizione allo stesso rischio professionale: in questo caso, la domanda di revisione può essere accolta, anche se sono decorsi i termini, se l’aggravamento è collegato al protrarsi dell’esposizione al rischio.

note

[1] Art. 83 DPR 1124/1965.

[2] C.Cost. sent. n. 17/1995.

[3] Cass. sent. n. 2011/2006.

[4] Cass. sent. n.20009/2010; Cass. sent. n.9046/2000.

[5] Cass. sent. n.1098/2003.


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