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Dirigenti pubblici: no alle informazioni sui patrimoni

20 Marzo 2017
Dirigenti pubblici: no alle informazioni sui patrimoni

La Unadis, Unione nazionale dirigenti dello Stato, annuncia due azioni contro l’obbligo di pubblicazione delle situazioni patrimoniali.

L’Unadis si scontra contro le norme proposte dalla riforma Madia e rifiuta di dare informazioni sui patrimoni degli iscritti. Ecco i dettagli

Cosa prevede la riforma Madia?

Il nuovo decreto attuativo della riforma Madia prevede target di trasparenza particolarmente stringenti per i dirigenti pubblici, che avranno l’obbligo di  comunicare tutti i dati patrimoniali entro il 30 aprile 2017. Il confine tra trasparenza della Pa ed inclusione della privacy è molto sottile e i dirigenti pubblici annunciano battaglia.

L’ufficio legale attiva due azioni legali

A tutela delle ragioni degli iscritti l’ufficio legale di Unadis sta attivando  due azioni contro l’obbligo di pubblicazione dei dati relativi alla situazione patrimoniale dei dirigenti pubblici. Azioni, fa sapere l’Unione in un comunicato, avverso PCM, MIT, MISE, MAECI, ministero del Lavoro, ministero della Salute, Agenzia delle entrate, Agenzia delle dogane, AIFA, AICS, MIUR, MEF. Si presenta una diffida firmata dal sindacato e da alcuni rappresentanti dei vari ministeri ed un ricorso al Tar Lazio, con istanza di sospensione e di adozione di misure cautelari presidenziali.

Rabbia per la violazione di privacy dei dirigenti

Chiare le preoccupazioni e i dubbi del Segratario generale di Unadis, Barbara Casagrande: «Perché adesso bisogna indicare la casa in cui viviamo, le nostre proprietà, tutti i beni posseduti anche se di famiglia, l’automobile ed ogni altro avere?». Insomma…dove finisce il “diritto di sapere” da parte dei cittadini e dove inizia la privacy del cittadino, anche se dirigente pubblico?


note

Autore immagine: 123rf.com


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