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Lo sai che? Sanzioni per superamento ore di guida

Lo sai che? Pubblicato il 16 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 dicembre 2017

Il codice della strada punisce chi viola le regole sulla durata della guida degli autoveicoli adibiti al trasporto di persone e cose.

La legge italiana, in ossequio alla normativa europea di riferimento, disciplina in modo dettagliato la  durata  della  guida  degli autoveicoli adibiti al trasporto di persone o di cose. La violazione di queste regole comporta l’applicazione di una sanzione che varia a seconda della gravità dell’illecito. Vediamo dunque quali sono le sanzioni per il superamento delle ore di guida.

Il periodo di guida

Prima di analizzare l’apparato sanzionatorio previsto per il superamento delle ore di guida, è opportuno illustrare cosa si intende per periodo di guida giornaliero e periodo di guida settimanale.

La normativa di riferimento è quella europea [1], la quale stabilisce che per periodo di guida giornaliero si intende quello trascorso da un conducente alla guida di un veicolo tra il termine di un periodo di riposo giornaliero e l’inizio del periodo di riposo giornaliero seguente, oppure tra un periodo di riposo giornaliero ed un periodo di riposo settimanale. Il periodo di guida settimanale, invece, è il tempo passato complessivamente alla guida nel corso della settimana.

Le ore di guida

Il periodo di guida giornaliero non può superare le nove ore, estensibili a dieci per non più di due volte nell’arco di una stessa settimana. La norma, quindi, individua il numero massimo di ore non consecutive  all’interno della giornata. La durata massima continuativa, infatti, è di quattro ore e mezza, con interruzione di almeno quarantacinque minuti, ovvero due interruzioni da quindici e trenta minuti. Durante il riposo non è consentito svolgere alcun altro tipo di attività lavorativa.

Il periodo di guida settimanale non può superare le cinquantasei ore, considerando la settimana di sei giorni e le due ore di deroga settimanali. Alla durata settimanale non sono ammesse deroghe, nel senso che non è possibile una settimana lavorativa di cinquantasette ore. Invece, prendendo come riferimento due settimane consecutive (cosiddetto periodo di guida bisettimanale), il periodo di guida complessivo non può superare le novanta ore. In altre parole, il conducente non può guidare oltre le novanta ore in due settimane lavorative consecutive. Questo significa che, se la prima settimana guiderà per cinquantasei ore (che è il limite massimo settimanale), quella immediatamente successiva non potrà superare le trentaquattro ore (perché cinquantasei più trentaquattro fa novanta). Detto ancora diversamente, la somma delle ore di lavoro della prima e della seconda settimana non deve superare il totale di novanta.

Le ore di riposo

Il riposo giornaliero non può essere inferiore a undici ore consecutive, ovvero dodici se il riposo è frazionato in due periodi, rispettivamente da tre ore e da nove ore consecutive. È ammessa una riduzione fino a nove ore consecutive di riposo per non più di tre volte a settimana, da recuperare con periodo di riposo pari alle ore perdute, prima della fine della settimana successiva.

Il riposo settimanale è pari a quarantacinque ore consecutive, riducibile a ventiquattro, da recuperare con periodo di riposo continuo pari alle ore perdute, prima della fine della terza settimana consecutiva.

Le sanzioni per il superamento delle ore di guida

La legge prevede delle sanzioni per i guidatori e i loro datori nel caso in cui i periodi di guida non vengano rispettati. Infatti, la guida degli dei veicoli adibiti al trasporto è un’attività pericolosa sia per i trasportati che per i terzi che circolano sulle strade. Le sanzioni sono proporzionali all’entità della trasgressione.

Secondo il codice della strada, il  conducente  che  supera  la  durata  dei  periodi  di  guida prescritti dalla normativa europea di riferimento è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 40 a 161 euro. Si applica la sanzione da 213 a 851 euro al  conducente  che  non osserva le disposizioni relative ai periodi di riposo giornaliero [2].

Quando le violazioni descritte hanno durata superiore al dieci per cento rispetto al limite giornaliero  massimo  di  durata  dei periodi di guida  si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 319 a 1.276 euro. Si applica la sanzione da 372 a 1.489 euro  se la violazione di durata superiore al dieci per cento riguarda  il  tempo minimo di riposo prescritto dalla legge.

Se le violazioni di cui sopra hanno durata superiore al venti per cento rispetto al limite giornaliero  massimo  di  durata  dei periodi di guida, ovvero minimo del tempo di riposo,  si applica  la  sanzione  amministrativa del pagamento di una somma da 425 a 1.699 euro.

Il conducente che non rispetta per oltre  il  dieci  per  cento  il limite massimo di durata dei periodi di guida settimanale  è   soggetto   alla   sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 266 a 1.063 euro. Il conducente che non rispetta per oltre il dieci per  cento  il  limite minimo dei periodi di  riposo  settimanale  prescritti  è soggetto, invece, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 372 a 1.489 euro. Se i limiti  detti non sono rispettati per oltre il venti per cento, si  applica una sanzione da 425  a 1.701 euro.

Il conducente che durante la guida non rispetta le  disposizioni relative alle interruzioni è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una  somma  da 164 a 659 euro.

Tutte le sanzioni elencate  si  applicano anche  agli  altri  membri  dell’equipaggio  che  non  osservano   le prescrizioni sugli orari di guida. Sempre secondo il codice della strada, poi, le sanzioni amministrative pecuniarie sono aumentate di un terzo quando la violazione è commessa dopo le ore ventidue e prima delle ore sette [3]. Il trasgressore è ammesso al pagamento in misura ridotta: in particolare, egli può pagare, entro sessanta giorni dalla contestazione o notificazione, una somma pari al minimo fissato dalle singole norme (cosiddetta sanzione in misura ridotta), ovvero, ove il pagamento sia effettuato entro cinque giorni, una somma pari alla precedente, ridotta del 30% (cosiddetta sanzione ridotta scontata) [4].

Inoltre, nel caso di infrazione,  l’organo  accertatore, oltre  all’applicazione  delle  sanzioni  amministrative  pecuniarie, provvede al ritiro temporaneo  dei  documenti  di  guida,  intima  al conducente del veicolo di non proseguire il viaggio se non dopo  aver effettuato i prescritti periodi di interruzione o di riposo e dispone che, con le cautele necessarie, il veicolo sia condotto in  un  luogo idoneo per la sosta, ove deve permanere per  il  periodo  necessario. Del ritiro  dei  documenti  di  guida  e  dell’intimazione  è fatta menzione nel verbale di contestazione. Nel verbale è indicato  anche il comando o l’ufficio da cui dipende l’organo accertatore, presso il quale,  completati  le  interruzioni  o  i  riposi   prescritti,   il conducente è autorizzato a recarsi per ottenere la restituzione  dei documenti in precedenza ritirati.

Il comando o l’ufficio restituiscono la patente e  la  carta di circolazione del veicolo dopo avere constatato che il viaggio può essere ripreso nel rispetto delle condizioni prescritte dal  presente articolo. Chiunque circola durante il periodo in  cui  gli  è stato intimato di non proseguire il  viaggio  è  punito  con  la  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 1.882 a 7.528 euro, nonché con il ritiro immediato della patente di guida.

L’impresa di trasporti da cui dipende il conducente che ha trasgredito i limiti di guida imposti dalla legge  risponde in solido con  l’autore  della  violazione  per il pagamento della somma da questi dovuta. Questo significa che la ditta per cui lavora il conducente risponde insieme a quest’ultimo dell’obbligo di pagare la sanzione, potendo quindi l’autorità competente richiedere l’intero pagamento anche soltanto all’impresa, la quale poi potrà rivalersi sul dipendente. La norma è stata posta per evitare che le ditte, abusando del loro potere, possano di fatto obbligare i conducenti a ritmi spossanti, violando la normativa posta a presidio della sicurezza di chi sta in strada.

note

[1] Regolamento CE n. 561/2006.

[2] Art. 174 codice della strada.

[3] Art. 195 codice della strada.

[4] Art. 202 codice della strada.

Autore immagine: Pixabay.com


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