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730 dove inserire tasse universitarie

12 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 dicembre 2017



Le spese per le tasse universitarie possono essere detratte con la dichiarazione dei redditi, sia per gli atenei pubblici che privati. Dove vanno nel 730?

L’iscrizione all’università e la frequenza di un percorso di studi accademico comportano numerose spese, che ogni anno aggravano notevolmente il bilancio delle famiglie italiane. I costi sono gravosi anche perchè non ci sono soltanto le tasse universitarie da pagare, ma anche tutti i costi accessori necessari per proseguire gli studi, magari anche da fuori sede (libri di testo, affitto e spese quotidiane per cibo e bollette, spostamenti). Tutte queste spese ingenti, che durano anni, vanno ad aggiungersi alla tassa di iscrizione e alle tasse universitarie annuali. Se non altro, è comunque possibile per il contribuente, in un’ottica generale di risparmio, detrarre i costi sostenuti per il pagamento delle tasse universitarie nel modello 730 e nella dichiarazione dei redditi, che ora ha assunto il nome di modello redditi persone fisiche e che sostituisce il modello unico. Scopriamo dunque come funzionano le detrazioni per le tasse universitarie, come ottenere i relativi vantaggi fiscali e le possibili riduzioni per contenere i costi e dove inserire le tasse universitarie nel 730.

Tasse universitarie: a chi spetta la detrazione

Esistono differenti tipi di detrazione, che spettano non solo per le spese vive ma anche per quelle sostenute per pagare l’affitto degli studenti universitari fuori sede. Prima di delineare con precisione l’ammontare della detrazione e gli eventuali limiti e percentuali, bisogna tuttavia anzitutto comprendere a chi spetta la detrazione per le tasse universitarie.

Quanto corrisposto per l’istruzione universitaria dal contribuente è detraibile fiscalmente sia per quanto riguarda i figli a carico che per la propria formazione personale. Non dimentichiamo infatti che sono numerose le persone che, a prescindere dalla conclusione del proprio percorso formativo e dall’età, scelgono di iscriversi ad una facoltà universitaria, oppure a un corso di perfezionamento post laurea, sia per accrescere le proprie competenze nel settore professionale di riferimento che, magari, per modificare il proprio percorso di studi e tentare una carriera alternativa, soprattutto data la crisi del settore lavorativo che si sta attraversando ormai già da diversi anni. A quanto ammonta la detrazione? Quali spese di istruzione accademica può coprire la detrazione delle tasse universitarie?

Tasse universitarie: a quanto ammonta la detrazione

La detrazione prevista per le tasse universitarie versate dal contribuente, sia per se stesso che per i familiari studenti universitari a carico, ammonta al 19% delle spese sostenute per la frequenza di corsi di istruzione universitaria. I corsi accademici possono essere anche riguardanti percorsi di perfezionamento e di specializzazione universitaria, tenuti sia presso università pubbliche che università private. La detrazione spetta anche nel caso in cui i corsi accademici e di perfezionamento e specializzazione abbiano avuto luogo presso un’università straniera. Non ha rilevanza il tempo occorso allo studente per laurearsi o specializzarsi, in quanto la detrazione spetta anche per le spese che si riferiscano a più anni, inclusa l’iscrizione fuori corso.

Ci sono però dei limiti nel caso in cui l’iscrizione sia stata fatta presso un ateneo non statale, sia nel caso che si tratti di università non statale italiana che nell’ipotesi di università non statale straniera. In queste situazioni infatti – fermo restando che vale sempre il discorso rigurdante gli eventuali anni di fuori corso, che non rilevano a fini della detrazione – le spese sostenute non devono essere superiori a quelle che annualmente vengono stabilite (con decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca) per ciascuna facoltà universitaria, tenendo in considerazione gli importi medi delle tasse e dei contributi dovuti alle università statali.

Le istruzioni emanate dell’agenzia delle entrate per la compilazione del modello 730 prevedono e specificano, inoltre, come non possano essere indicate le spese sostenute nel 2016 nell’ipotesi in cui, nello stesso anno, siano state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali, e indicate nella sezione «Rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione [1]» (punti da 701 a 706 della certificazione unica) con il codice onere 13.

Tasse universitarie e studenti fuori sede

È prevista una detrazione anche per quanto riguarda le spese sostenute per i canoni di locazione pagati dagli studenti universitari iscritti ad un corso di laurea presso un’università in un comune differente da quello di residenza. L’ateneo deve essere situato in un comune che disti almeno 100 chilometri da quello di residenza – domicilio fiscale dello studente, e in ogni caso in una provincia differente: la detrazione opera anche se l’università è ubicata in un altro stato membro dell’Unione Europea o in uno degli stati aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo. I canoni devono derivare da contratti stipulati (o rinnovati) in base alla legge sulle locazioni di immobili ad uso abitativo [2], oppure anche da contratti di ospitalità, locazione, atti di assegnazione in godimento, che siano stati stipulati con enti per il diritto allo studio, università o collegi universitari (riconosciuti legalmente), cooperative ed enti senza fine di lucro. Questa detrazione è però soggetta ad un limite massimo di spesa sostenuta: l’importo da indicare nel modello 730 non deve infatti essere superiore a 2.633 euro.

Tasse universitarie nel modello 730: codici e righi

Al momento della compilazione del modello 730, la detrazione delle spese per l’istruzione universitaria va inserita dal contribuente nel quadro E, nei righi da E8 a E10, indicando il codice 13. Per quanto riguarda invece la detrazione dei canoni di locazione pagati dagli studenti universitari iscritti in un istituto di un comune o provincia diverso da quello dove è fissata la residenza (secondo le indicazioni che abbiamo visto) il codice da utilizzare è il 18.

Si troveranno due colonne, la numero 1 e la numero 2. Nella colonna numero 1 bisogna inserire il codice che identifica la spesa, pertanto il codice 13 per la detrazione delle spese universitarie e il codice 18 per le spese da detrarre per i canoni di locazione degli studenti universitari fuori sede Nella colonna numero 2, invece, bisogna inserire l’ammontare della spesa effettivamente sostenuta.

note

[1] Art. 51 Testo unico delle imposte sui redditi.

[2] Legge n. 431/1998, del 9 dicembre 1998.

Autore immagine: Pixabay.

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