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Lo sai che? Residenza all’estero: arrivano i controlli del Fisco

Lo sai che? Pubblicato il 13 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 dicembre 2017

L’Agenzia delle Entrate verifica che i richiedenti l’iscrizione all’Aire siano effettivamente non più residenti in Italia.

L’Agenzia delle Entrate acquisisce i dati delle persone fisiche richiedenti l’iscrizione all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire), formando delle liste selettive al fine di controllare i dati relativi alle attività finanziarie e agli investimenti patrimoniali esteri non dichiarati [1].

È prevista la formazione delle liste dei controlli per definire la residenza fiscale effettiva di un soggetto e scoprire gli eventuali casi di “esterovestizione”, cioè di residenze all’estero “fittizie”, con redditi e patrimoni non dichiarati in Italia.

Residenza fittizia all’estero: da cosa si evince?

I criteri da utilizzare per la formazione delle liste selettive dei controlli sono i seguenti (si tratta di elementi segnaletici della residenza effettiva del soggetto in Italia):

  1. residenza dichiarata in uno degli Stati e territori a fiscalità privilegiata (Samoa Americane, Bahrain, Barbados, Grenada, Guam, Korea, Macao SAR, Isole Marshall, Mongolia, Namibia, Repubblica di Palau, Panama, Santa Lucia, Samoa, Trinidad e Tobago, Tunisia, Emirati Arabi Uniti);
  2. movimenti di capitale da e verso l’estero, trasmessi dagli operatori finanziari nell’ambito del monitoraggio fiscale;
  3. informazioni relative a patrimoni immobiliari e finanziari detenuti all’estero, trasmesse dalle Amministrazioni fiscali estere nell’ambito di Direttive europee e di Accordi di scambio automatico di informazioni;
  4. residenza in Italia del nucleo familiare del contribuente;
  5. atti del registro segnaletici dell’effettiva presenza in Italia del contribuente;
  6. utenze elettriche, idriche, del gas e telefoniche attive;
  7. disponibilità di autoveicoli, motoveicoli e unità da diporto;
  8. titolarità di partita Iva attiva;
  9. rilevanti partecipazioni in società residenti di persone o a ristretta base azionaria;
  10. titolarità di cariche sociali;
  11. versamento di contributi per collaboratori domestici;
  12. informazioni trasmesse dai sostituti d’imposta con la Certificazione unica e con il modello dichiarativo 770;
  13. informazioni risultanti dalle comunicazioni del c.d. “spesometro” e dalla trasmissione telematica delle operazioni Iva e di controllo delle cessioni di beni effettuate attraverso distributori automatici.

Scambio di informazioni con l’estero

I dati dei richiedenti l’iscrizione all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire), sono resi disponibili all’Agenzia delle entrate entro i sei mesi successivi alla richiesta, al fine della formazione di liste selettive per i controlli relativi ad attività finanziarie e investimenti patrimoniali esteri non dichiarati.

I controlli sono prioritariamente indirizzati nei confronti dei soggetti, richiedenti l’iscrizione all’Aire, che presentano significativi elementi segnaletici di una effettiva permanenza in Italia. Tali elementi saranno valutati singolarmente ovvero in combinazione tra loro, in base alla relativa specifica rilevanza.

Ai fini della individuazione delle attività finanziarie e investimenti patrimoniali esteri non dichiarati, assumono particolare rilievo i dati pervenuti, nell’ambito dello scambio automatico di informazioni, dalle Autorità fiscali estere, sulla base delle direttive europee e degli accordi internazionali (informazioni su beni immobili, dati finanziari ecc.).

A livello extra-Ue, la stessa tipologia di informazioni è scambiata nell’ambito degli Accordi con i Governi di altri Stati esteri relativi allo scambio automatico di informazioni finanziarie.

note

[1] Agenzia delle Entrate, provv. n. 43999/2017.


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