Pensioni, aumento definitivo dei requisiti dal 2019

13 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 dicembre 2017



È ufficiale l’aumento dell’età pensionabile e degli altri requisiti soggetti ad adeguamento: 5 mesi in più per ottenere la pensione.

Aumento definitivo di 5 mesi per l’età pensionabile e per tutti i requisiti utili alla pensione che sono soggetti  ad adeguamento alla speranza di vita: la pensione di vecchiaia si otterrà dunque con 67 anni di età, la pensione anticipata con 43 anni e 2 mesi di contributi (per gli uomini, i requisiti prevedono un anno in meno per le donne), la pensione anticipata contributiva con 64 anni di età e la pensione di vecchiaia contributiva con 71 anni di età. Aumentano anche i requisiti delle pensioni di vecchiaia e di anzianità in totalizzazione, che potranno essere ottenute, rispettivamente, a 66 anni di età, per quanto riguarda la pensione di vecchiaia e con 41 anni di contributi per quanto concerne la pensione di anzianità. L’incremento vale persino per i trattamenti agevolati, come la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità, che potrà essere ottenuta a 61 anni di età per gli uomini ed a 56 anni per le donne; per le pensioni per le quali sono ancora previste le quote tra i requisiti di accesso (ricordiamo che la quota rappresenta la somma del requisito di età e di contribuzione), l’aumento in relazione alla quota è pari a 0,4, perché il valore numerico è espresso in decimi, non in dodicesimi.

Tutto ciò è stato stabilito da un nuovo decreto del Mef (ministero dell’Economia e delle Finanze) [1], che ha fatto diventare definitivo l’aumento dei requisiti per la pensione del quale si discuteva ormai da parecchi mesi, recependo gli incrementi della speranza di vita media riscontrati dall’Istat.

Nessun dietrofront, dunque, sull’aumento dei requisiti delle pensioni, nonostante le richieste dei sindacati: tuttavia, in base alle previsioni della legge di bilancio 2018, in corso di approvazione, 15 categorie di addetti ai lavori gravosi dovrebbero essere esentati dagli incrementi.

Incrementi che dovrebbero riguardare anche l’Ape sociale, cioè l’anticipo pensionistico a carico dello Stato, che può essere concesso se non mancano più di 3 anni e 7 mesi all’età per la pensione di vecchiaia, e che quindi potrebbe essere richiesto solo a partire dai 63 anni e 5 mesi di età.

Ma procediamo per ordine e vediamo, nel dettaglio, l’aumento definitivo dei requisiti per la pensione dal 2019.

Pensione di vecchiaia ordinaria

La pensione di vecchiaia ordinaria subisce già un primo incremento, dal 2018, per le lavoratrici dipendenti e autonome del settore privato: a partire dal 1° gennaio 2018, difatti, il requisito di età per la vecchiaia sarà uguale per tutti, e pari a 66 anni e 7 mesi.

Il requisito salirà poi a 67 anni, come abbiamo visto, a partire dal 1° gennaio 2019.

Ricordiamo che non basta il requisito di età, per ottenere la pensione di vecchiaia, ma sono necessari anche 20 anni di contributi (15 anni per chi beneficia di una delle cosiddette deroghe Amato o per chi ha richiesto l’opzione contributiva Dini).

Inoltre, per chi non ha contributi versati prima del 1996, quindi per chi è assoggettato al calcolo interamente contributivo della pensione, è necessario anche che l’assegno di pensione superi di 1,5 volte l’assegno sociale, cioè sia pari ad almeno 680 euro mensili (requisito valido dal 2018). Diversamente, è necessario attendere di aver compiuto l’età utile per la pensione di vecchiaia contributiva.

Pensione di vecchiaia contributiva

Anche il requisito per la pensione di vecchiaia contributiva aumenterà a partire dal 2019, nonostante sia già da ora molto severo: mentre oggi è possibile ottenere la pensione di vecchiaia contributiva con 70 anni e 7 mesi di età e un minimo di 5 anni di contributi, dal 1° gennaio 2019 saranno necessari 71 anni di età.

Ricordiamo che possono accedere alla pensione di vecchiaia contributiva soltanto coloro che sono è assoggettati al calcolo interamente contributivo della prestazione, mentre non può ottenere la pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi chi ha diritto al calcolo retributivo per una quota del trattamento.

Pensione anticipata

Ad oggi, è possibile ottenere la pensione anticipata con un totale di 42 anni e 10 mesi di contributi, per gli uomini, e di 41 anni e 10 mesi per le donne.

Dal 1° gennaio 2019, i requisiti aumenteranno, rispettivamente, a 43 anni e 3 mesi ed a 42 anni e 3 mesi.

Pensione anticipata contributiva

La pensione anticipata contributiva può essere ottenuta, ad oggi, soltanto da chi è assoggettato al calcolo interamente contributivo della pensione.

I requisiti utili sono:

  • 63 anni e 7 mesi di età;
  • almeno 20 anni di contributi;
  • un assegno pari ad almeno 2,8 volte l’assegno sociale, cioè ad almeno 1.268 euro mensili (requisito valido dal 2018).

Dal 2019 i requisiti contributivi e relativi all’assegno rimarranno gli stessi, ma il requisito di età aumenterà a 64 anni.

Pensione di vecchiaia e di anzianità in totalizzazione

Ad oggi, per chi vuole totalizzare i contributi, cioè sommare i contributi presenti in diverse gestioni per ottenere un’unica pensione (con il ricalcolo contributivo della prestazione, ad eccezione delle quote di pensione relative alle gestioni in cui è raggiunto un autonomo diritto alla pensione), è possibile ottenere:

  • la pensione di vecchiaia con:
    • 65 anni e 7 mesi di età;
    • almeno 20 anni di contributi;
    • l’attesa di un periodo di finestra, a partire dalla maturazione dell’ultimo requisito, pari a 18 mesi;
  • la pensione di anzianità con:
    • un minimo di 40 anni e 7 mesi di contributi;
    • l’attesa di un periodo di finestra, a partire dalla maturazione dell’ultimo requisito, pari a 21 mesi.

A partire dal 2019, il requisito di età per la pensione di vecchiaia sarà pari a 66 anni e il requisito contributivo per la pensione di anzianità sarà pari a 41 anni.

Pensione con le quote

Alcune pensioni agevolate, cioè che prevedono requisiti più favorevoli rispetto ai requisiti stabiliti dalla legge Fornero, sono ottenute non soltanto in base all’età e all’anzianità contributiva, ma anche in base alle quote. La quota è un ulteriore requisito per la pensione che rappresenta la somma dell’età del lavoratore e degli anni di contributi posseduti.

Sono previste le quote, ad esempio, per le pensioni degli addetti ai lavori usuranti e per le pensioni in salvaguardia.

Le quote, per effetto degli incrementi della speranza di vita, aumenteranno in misura pari a 0,4 punti: ciò vuol dire che la quota più bassa attualmente prevista sarà pari a 98 e non più a 97,6.

Per gli addetti ai lavori usuranti, comunque, non saranno applicati incrementi sino al 2026.

note

[1] Decreto Mef 5/12/2017, pubblicato in GU Serie Generale n.289 del 12/12/2017.

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