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Seconda casa: se non affittata va dichiarata?

13 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 dicembre 2017



Imu, Tasi e Irpef seconda casa dichiarazione dei redditi: vanno pagate e in che misura?

Chi ha una seconda casa non affittata, deve dichiararla, ma come deve calcolare le tasse da pagare in sede di dichiarazione dei redditi? La risposta cambia in base ad una serie di fattori, primo fra tutti l’ubicazione dell’immobile.

Difatti, se la seconda casa sfitta si trova nello stesso Comune in cui si trova l’abitazione principale, sulla prima casa non si pagano imposte, mentre sulla seconda casa, si dovrà, oltre al pagamento dell’Imu, indicare, in sede di dichiarazione dei redditi ai fin Irpef, il 50% della rendita catastale, rivalutata del 5% e moltiplicata per 1/3, sulla quale saranno calcolate le aliquote Irpef e le relative addizionali regionali e comunali.

La legge prevede però la riduzione del 50% della base imponibile Imu e Tasi per gli immobili ad uso abitativo, situati nello stesso Comune in cui si ha l’abitazione principale, se concessi in comodato gratuito al parente in linea retta entro il primo grado (genitori e figli).

Se, invece, la seconda casa sfitta si trova in un altro Comune, in base al principio della alternatività tra Imu e Irpef, per l’abitazione principale non si pagano Imu e Tasi, mentre per la seconda casa sfitta si pagherà l’Imu ma non l’Irpef.

Vediamo quindi in sintesi tutti i casi.

Seconda casa sfitta nello stesso Comune dell’abitazione principale

Sulla seconda casa si devono pagare:

  • l’Imu;
  • ai fini Irpef, il 50% della rendita catastale rivaluta del 5% e aumentata di 1/3.

Seconda casa sfitta nello stesso Comune ma concessa in comodato ai parenti

Sulla seconda casa concessa in comodato ai parenti entro il primo grado, la base imponibile Imu e Tasi è dimezzata (50%).

Affinché la base imponibile Imu/Tasi possa essere ridotta del 50% nelle ipotesi di comodato al genitore o al figlio, devono essere soddisfatte le seguenti condizioni:

  • il contratto di comodato è registrato;
  • il comodante possiede un solo immobile in Italia: il ministero delle Finanze ha chiarito che per possesso di “un solo immobile” in Italia da parte del comodante deve intendersi immobile ad uso abitativo. Pertanto, il possesso di un altro immobile che non sia destinato a uso abitativo non impedisce il riconoscimento dell’agevolazione;
  • il comodante risiede anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato.

Seconda casa sfitta in altro Comune

Sulla seconda casa si paga l’Imu integralmente, ma non si paga l’Irpef.

Seconda casa sfitta in altro Comune concessa in comodato ai parenti

Sulla seconda casa si paga l’Imu integralmente, senza le agevolazioni fiscali previste per il comodato tra parenti (applicabili solo quando l’immobile è nello stesso Comune in cui il proprietario ha l’abitazione principale), ma, per il suddetto principio di alternatività tra Imu e Tasi, non si paga l’Irpef.

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