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Lo sai che? Padre assente: figlio risarcito anche se adulto

Lo sai che? Pubblicato il 13 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 dicembre 2017

Il papà che non assicura al figlio un adeguato sostegno, privandolo di una fondamentale figura affettiva, deve risarcirgli il danno esistenziale. 

Non ci sono termini di scadenza per agire contro un padre assente che non si è mai preoccupato del proprio figlio. Gli incontri sporadici non colmano il vuoto nella personalità che si crea in chi è costretto a vivere con un solo genitore. E questa mancanza, per quanto incolmabile, può essere rimediata solo con un lauto risarcimento. Risarcimento che il papà fantasma dovrà pagare anche a distanza di molti anni. Via libera quindi alla richiesta di risarcimento del danno contro il padre assente da parte del figlio anche se questi ha ormai superato i quarant’anni. La notizia arriva dal Tribunale di Matera [1], una delle prime volte in cui la giurisprudenza riconoscere un diritto così “a lungo termine”. La sentenza è stata pubblicata lo scorso 7 settembre ed è di quelle che dovrebbero far tremare tutti i padri di coppie divorziate che, dal momento dell’addio alla casa coniugale, non hanno adempiuto ai loro obblighi settimanali di visita.

Anche a 40 anni il figlio può chiedere il risarcimento al padre assente

Di solito, cause di questo tipo vengono intentate dalle madri, quando non ottengono il pagamento del mantenimento per crescere il figlio. Capita però di imbattersi in situazioni in cui è la stessa madre a rinunciare al mantenimento quando il compagno, con cui ha avuto una storia occasionale, scappa dopo averla messa incinta. L’uomo rinuncia a riconoscere come proprio il figlio e la donna si trova a doverlo crescere. Ma non importa: pur di dimenticare il passato, si rinuncia anche a dare battaglia al meschino fuggiasco. Questo però non rende più sicura la posizione del padre che, stando a questa sentenza, anche dopo molti anni può essere “perseguito”, questa volta però dal figlio che, divenuto adulto, si fa giustizia da solo a prescindere da quelle che sono state, in passato, le decisioni della madre. E così, il padre assente deve risarcire il figlio anche se questi è ormai adulto.

Secondo la sentenza in commento, non bastano gli incontri sporadici col figlio e qualche telefonata sul cellulare, al pari di come qualche regalino elargito di tanto in tanto o l’acquisto di vestiti e del motorino non fanno venire meno il dovere di pagare l’assegno di mantenimento per i figli. Detto in parole povere, dal momento in cui dice addio all’ex coniuge, il padre deve rispettare alla lettera la sentenza del giudice che stabilisce le condizioni di separazione e divorzio tra i due coniugi.

Così come l’omesso versamento dell’assegno alimentare comporta il reato di  violazione degli obblighi familiari, per il padre che non è stato vicino al figlio durante la crescita, facendogli mancare una fondamentale figura di riferimento sul piano affettivo, scatta l’obbligo di riparare al conseguente danno «esistenziale», danno da risarcire sulla base dei criteri fissati dalle tabelle del danno biologico del Tribunale di Milano. Più in particolare si parla di «danno endofamiliare» perché la privazione del genitore integra la violazione di un diritto tutelato dalla Costituzione che è fonte di responsabilità extracontrattuale.

A quanto ammonta il risarcimento? Lo stesso a cui si avrebbe diritto se il padre fosse morto per un incidente stradale, perché le conseguenze sono pressoché simili.

La sentenza del tribunale di Matera ricalca quanto già in precedenza detto dalla Cassazione [2] con la particolarità che la domanda di indennizzo viene avanzata da figlio quando ormai ha superato i quarant’anni. Nel caso di specie, peraltro, ad aggravare la posizione del padre vi era anche il fatto che questi, oltre a “darsi alla macchia”, non aveva neanche riconosciuto il figlio, che era nato nell’ambio di un rapporto di convivenza e non matrimoniale. Secondo il giudice, quando il figlio biologico viene riconosciuto dal padre solo in età adulta e a seguito di un procedimento di riconoscimento instaurato per azione del figlio stesso, il mancato sostegno adeguato da parte del genitore integra un illecito civile. E ciò perché la condotta del primo ha in ogni caso avuto un’incidenza negativa nello sviluppo del secondo.

Il danno non può essere liquidato che in via equitativa e viene determinato nella misura di 20 mila euro: la base di partenza è l’importo minimo delle tabelle per il danno da perdita parentale ridotto di circa un quarto e poi dimezzato perché «comunque la privazione della presenza non è stata totale».

note

[1] Trib. Matera, sent. n. 1370 del 7.12.2017.

[2] Cass. sent. n. 16657/14.


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