HOME Articoli

Lo sai che? Tredicesima, quanto spetta?

Lo sai che? Pubblicato il 14 dicembre 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 14 dicembre 2017

Come si calcola l’ammontare della tredicesima dei lavoratori dipendenti?

Hai appena ricevuto la tredicesima e ti stai chiedendo come mai è più bassa dello stipendio? Devi sapere che questa mensilità aggiuntiva non è calcolata allo stesso modo della retribuzione, ma ci sono alcune differenze. Inoltre, trattandosi di una mensilità differita, cioè che matura tutti i mesi ma viene corrisposta solo una volta all’anno, se per qualche motivo in un mese il rateo non matura diminuisce anche l’importo dovuto. Per di più, va considerato che sulla tredicesima il bonus Renzi non spetta, e la tassazione è applicata senza detrazioni.

Ma procediamo per ordine e vediamo, nel dettaglio, come calcolare quanto spetta di tredicesima, o gratifica natalizia.

Quali elementi compongono la tredicesima

Innanzitutto, va detto che non tutti gli elementi della busta paga concorrono a formare la tredicesima, ma fanno sempre parte della retribuzione utile per il calcolo di questa mensilità soltanto:

  • la paga conglobata (generalmente composta da paga base, ex indennità di contingenza EDR)
  • gli scatti di anzianità, se presenti;
  • l’eventuale superminimo;
  • l’eventuale indennità di mansione;
  • i premi collegati alla produzione o alle produttività (da calcolare sulla media annua),se corrisposti;
  • le provvigioni (anche queste da conteggiare sulla media annua);
  • eventuali indennità sostitutiva di mensa, indennità per maneggio denaro e altre voci retributive continuative;
  • eventuale cottimo (da conteggiare sull’ultimo mese o trimestre o sul guadagno medio delle due quindicine o delle ultime quattro settimane).

Normalmente, invece, non fanno parte degli elementi su cui ci si basa per il calcolo di tredicesima gli straordinari e le maggiorazioni per lavoro notturno e festivo svolto occasionalmente, premi e gratifiche una tantum  (cioè corrisposti una sola volta) e rimborsi spese.

Come matura la tredicesima

La tredicesima matura ogni mese, con un rateo pari a 1/12.

Il rateo matura, nella generalità dei casi, se nel mese risultano lavorati almeno 15 giorni. La tredicesima matura anche durante le seguenti assenze tutelate:

  • maternità obbligatoria;
  • riposi giornalieri per allattamento;
  • congedo matrimoniale;
  • malattia (entro il periodo di comporto, cioè di conservazione del posto);
  • infortunio e malattia professionale, nei limiti del periodo di conservazione del posto;
  • cassa integrazione guadagni ad orario ridotto;
  • ferie, festività, ex festività, rol e permessi retribuiti.

La tredicesima, invece, non matura durante i seguenti periodi:

  • aspettativa facoltativa per malattia, malattia professionale o infortunio, spettante al termine del periodo di conservazione del posto;
  • congedo parentale;
  • assenze per malattia del bambino;
  • permessi Legge 104;
  • congedo per eventi particolari;
  • congedo per adozioni internazionali;
  • cassa integrazione guadagni a zero ore;
  • aspettativa e permessi non retribuiti;
  • sciopero;
  • assenze ingiustificate;
  • sospensioni dal lavoro dovute a motivi disciplinari.

Tassazione della tredicesima

In base a quanto esposto, abbiamo dunque visto che la tredicesima può risultare minore della paga mensile sia perché nel calcolo non sono compresi alcuni elementi, sia perché in diversi casi il rateo non matura.

Per quanto riguarda la tassazione, la tredicesima è assoggettata ad Irpef come la normale retribuzione, ma nel cedolino paga non sono applicate le detrazioni (per reddito di lavoro dipendente, per familiari a carico…) in quanto convenzionalmente la detrazione annua spettante viene suddivisa in 12 mensilità; per quanto riguarda, in particolare, la detrazione per redditi di lavoro dipendente, questa deve essere rapportata alle giornate lavorate nell’anno.

Inoltre, sulla tredicesima non spetta il bonus di 80 euro, perché, come avviene per le detrazioni fiscali, il bonus Renzi spetta in riferimento ai giorni lavorati nell’anno.

Tredicesima e part time

Se il lavoratore ha un contratto di part time orizzontale (presta cioè la sua attività durante tutte le giornate lavorative, ma con un orario minore rispetto a quello pieno), la tredicesima matura in proporzione diretta all’orario realmente effettuato. Questo non comporta nessun conteggio particolare perché, dato che la base di calcolo è la retribuzione in essere, già riproporzionata all’effettivo orario di lavoro, anche la tredicesima risulterà già adeguata di conseguenza.

Il problema si pone, invece, nel caso in cui ci sia stata una trasformazione del rapporto di lavoro da full time a part time e viceversa in corso d’anno. In questo caso la tredicesima deve essere calcolata in modo distinto, considerando i ratei interi per i periodi di lavoro svolti a tempo pieno e i ratei riproporzionati per i mesi svolti a orario ridotto.

Se il part time è verticale, ossia se l’attività non è svolta in tutte le giornate lavorative, il rateo di tredicesima dovrebbe maturare se sono lavorate almeno 15 giornate nel mese, ma la maggior parte dei contratti prevede la maturazione in base alle ore effettivamente lavorate, in questi casi.

Lo stesso vale per il lavoro intermittente, o a chiamata.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

2 Commenti

  1. Chiarimenti da voi esposti valgono soltanto per scienziati ed abili burocrati, per gli oltre 7.5 milioni di pensionati gli ex umili lavoratori dei campi, operai in fabbrica o fonderia e simili non valgono un CAZZO e da loro ricevete soltanto 7.5 milioni di andate a farvi fottere

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI