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Vittime di Stalking: avvocato gratis

22 marzo 2017 | Autore:


> Business Pubblicato il 22 marzo 2017



La Cassazione conferma l’interpretazione ampia: l’assistenza legale gratuita per le vittime di stalking può esservi anche senza la certificazione dei redditi.

Fenomeno purtroppo in netto aumento, lo stalking, nonostante le campagne poste in essere su più fronti per la cosiddetta “educazione sentimentale”, come si è definita, parafrasando Flaubert, l’educazione all’affettività che in molti vorrebbero introdurre nelle scuole. Il fenomeno della violenza “tra le mura degli affetti” non accenna a diminuire e le vittime ancora querelano poco, a volte anche per questioni economiche.

La Cassazione recentemente è intervenuta in materia, garantendo l’assistenza legale a spese dello Stato alle vittime di stalking, anche in assenza di una certificazione dei redditi, usualmente necessaria per la stessa.

Che cos’è lo stalking?

Con il termine stalking [1] (dall’inglese to stalk : seguire, pedinare, braccare la preda) si intendono una serie di condotte persecutorie nei confronti di una persona, tali da interferire nella regolarità della vita stessa: comportamenti invadenti, di intromissione, tendenti al controllo della vita altrui, posti in essere tramite telefonate costanti, minacce, messaggi, appostamenti, ossessivi pedinamenti. Comportamenti tali da provocare nella persona che ne è oggetto uno stato d’ansia e paura tale da compromettere il normale svolgimento della vita quotidiana. Non è essenziale il mutamento delle abitudini di vita della persona offesa, essendo sufficiente che la condotta incriminata abbia indotto la vittima uno stato di ansia e di timore per la propria incolumità [2].

Gratuito patrocinio senza certificato di reddito

La Corte di Cassazione è stata recentemente chiamata a decidere su una fattispecie di questo tipo e sulla possibilità di affidare la vittima dello stalking al gratuito patrocinio a spese dello Stato.

I giudici della Suprema Corte erano chiamati a scegliere se applicare un’interpretazione restrittiva del Testo unico sulle spese di giustizia [3], a seguito della decisione del Tribunale locale, che aveva respinto la domanda di ammissione al gratuito patrocinio in assenza di un certificato di reddito. Infatti, sottolineano i giudici del Tribunale, la norma attualmente non prevede un automatismo nel concedere assistenza gratuita alle vittime di maltrattamenti in famiglia, mutilazione degli organi genitali femminili, violenza sessuale, atti sessuali su minori e violenza di gruppo.

Dal momento che, stando alla norma [4], il giudice  «può» e non «deve» concedere il gratuito patrocinio la prassi ha portato a valutare, in mancanza di esplicite previsioni, il reddito della persona offesa, quindi la mancanza di certificazioni relative ad esso.

Cosa ha stabilito la Corte?

Chiamata a decidere la Corte ha prediletto l’interpretazione estensiva della norma, spiegando invece che la ratio della norma è quella di rimuovere tutti gli ostacoli che possano “scoraggiare” la persona offesa ad agire in giudizio, tra queste naturalmente anche quella economiche. Un discorso che vale ancor più per reati come lo stalking, punito a querela della persona offesa [5].

Gratuito patrocinio anche per il danneggiato?

La Corte sottolinea però che la legge non fa cenno al danneggiato dal reato che intenda costituirsi parte civile, poichè questo potrebbe non coincidere con la vittima: ad esempio i parenti della stessa che agiscono in giudizio per ottenere il risarcimento del danno in sede civile.

Il «può» va letto come un «deve» solo per la vittima, persona offesa, e non sarà necessario presentare certificazioni che dimostrino il reddito, poiché il fine è quello di garantire un’assistenza a chi sia stata vittima di reati così gravi e così pesantemente influenti sulla sfera psichica del soggetto.

Come fare richiesta di ammissione al gratuito patrocinio?

Sebbene non sia necessaria in questi casi la certificazione del reddito, poiché, come stabilito dalla Corte, non basta a far rigettare la domanda, ci sono in ogni caso adempimenti da porre in essere: occorre in primo luogo presentare la richiesta di ammissione al patrocinio, con l’indicazione del processo cui si riferisce, nel caso sia già pendente. Inoltre occorrono le generalità dell’interessato e dei componenti della famiglia, insieme ai rispettivi codici fiscali.

note

[1] Il reato è stato inserito tramite il D.L. 23.2.2009, n. 11, che ha introdotto l’Art. 612 bis. cod.pen., a norma del quale: «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita».

[2] Cass. sent. n. 43085/2015.

[3] D.p.r. 115 del 2002.

[4] Articolo 76, comma 4-ter del D.p.r. 115 del 2002.

[5] Ultimo comma dell’art.612-bis cod.pen.

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