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Lo sai che? Assegnazione casa coniugale: chi deve pagare le tasse sulla casa?

Lo sai che? Pubblicato il 16 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 dicembre 2017

Sono separato da un anno. La casa coniugale, di proprietà dei miei genitori è stata assegnata alla mia ex moglie. A chi spetta il pagamento delle imposte sull’immobile in questa situazione?

In sede di separazione il giudice provvede all’assegnazione della casa familiare ai sensi dell’art. 337 sexies c.c., secondo il quale, “Il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli. Dell’assegnazione il giudice tiene conto nella regolazione dei rapporti economici tra i genitori, considerato l’eventuale titolo di proprieta’.[…] Il provvedimento di assegnazione e quello di revoca sono trascrivibili e opponibili a terzi ai sensi dell’articolo 2643.” Con l’assegnazione si instaura, per il coniuge assegnatario, un diritto di abitazione.

Ai sensi dell’art. 1022 c.c. il diritto di abitazione è un diritto reale immobiliare e come tale opera su un piano nettamente distinto dal rapporto obbligatorio di locazione; ha carattere strettamente personale e conferisce all’habitator unicamente la facoltà di abitare l’immobile con il proprio nucleo familiare, con esclusione, pertanto, di ogni forma di godimento indiretto nonché di ogni utilizzazione diversa della casa (quali destinazione ad attività professionale, commerciale, ecc.), e nei limiti dei bisogni personali del titolare e della sua famiglia.

L’assegnazione della casa familiare e dunque il diritto di abitazione è equiparato al comodato, anche dal punto di vista delle detrazioni fiscali.

L’Imu, le altre imposte e gli altri pagamenti.

Con riferimento all’IMU, l’assegnazione da parte del giudice equivale allo stabilire un diritto reale di abitazione a favore del coniuge che rimane nell’appartamento. Il pagamento dell’IMU spetterà dunque a chi rimane, indipendentemente da chi sia il proprietario (l’uno o l’altro ex coniuge, oppure cointestato). Questa è una norma relativamente nuova, per l’ICI infatti valeva ancora che il pagamento era a carico del proprietario, ovvero anche all’eventuale coniuge non assegnatario dell’immobile, ma proprietario: “Il provvedimento giudiziale di assegnazione della casa coniugale in sede di separazione personale o di divorzio attribuisce al coniuge un atipico diritto personale di godimento e non un diritto reale. Non è ravvisabile la titolarità di un diritto di proprietà o di uno di quei diritti reali di godimento previsti dalla disciplina ICI e costituenti l’unico elemento di identificazione del soggetto tenuto al pagamento dell’imposta.” Cass. civ. Sez. V Ordinanza, 06/07/2011, n. 14920.

Sarà applicata IMU come abitazione principale in quanto si presume che tale sia l’immobile per il coniuge che vi rimane. Qualora cambiasse residenza, perderebbe infatti il diritto acquisito.

In altre parole, per l’effetto dell’art. 4, comma 12-quinquies, d.l. 2 marzo 2012, n. 16, “Ai soli fini dell’applicazione dell’imposta municipale propria di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, nonché all’art. 13 del decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, l’assegnazione della casa coniugale al coniuge disposta a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione”. In questo modo il legislatore fiscale fissa qualsiasi ragionamento civilistico e qualifica il diritto di abitazione come posizione del coniuge assegnatario sotto il profilo dell’IMU.

Alla luce di quanto detto, il coniuge assegnatario dell’abitazione, quindi l’ex moglie del lettore, diviene, per effetto del diritto di abitazione, l’unico soggetto passivo dell’IMU per tale unità immobiliare, soggettività passiva che viene dunque persa dal coniuge non assegnatario.

La TASI va ripartita tra proprietario e comodatario. L’occupante versa la TASI nella misura, stabilita dal Comune nel regolamento, compresa fra il 10 e il 30% dell’ammontare complessivo e può avere un’aliquota agevolata nel caso di abitazione principale.

Il soggetto che occupa l’immobile è tenuto al pagamento della TARI, tassa sui rifiuti, in base alla superficie calpestabile dell’abitazione.

L’Irpef verrà versata dal proprietario dell’immobile.

Il coniuge assegnatario dell’immobile dovrà inoltre pagare le spese condominiali ordinarie ed, in generale, tutte le spese connesse all’utilizzazione del bene, e quindi le utenze domestiche (bollette della luce, gas, acqua).

La giurisprudenza conferma quanto detto.

L’attribuzione al coniuge della proprietà della casa coniugale, in adempimento di una condizione inserita nell’atto di separazione consensuale, non costituisce una forma di alienazione dell’immobile rilevante ai fini della decadenza dai benefici prima casa in materia di imposta di registro, ipotecaria e catastale, bensì una forma di utilizzazione dello stesso ai fini della migliore sistemazione dei rapporti tra coniugi, sia pure al venir meno della loro convivenza”. Cass. civ. Sez. V, 13/11/2015, n. 23225.

L’assegnazione della casa coniugale ha natura non di diritto reale, bensì di diritto personale; tuttavia, il coniuge assegnatario è comunque tenuto a tutte le obbligazioni gravanti sull’usufruttuario e dunque anche al pagamento delle imposte gravanti sull’immobile”. Trib. Milano, 26/05/2000 – Giur. milanese, 2001, 1, 41.

Riassumendo, alla luce di quanto detto e della normativa vigente:

– L’Imu è a carico del coniuge assegnatario dell’immobile.

– La Tasi va ripartita tra il proprietario e l’assegnatario dell’immobile.

– La Tari è a carico dell’assegnatario dell’immobile.

– L’Irpef è a carico del proprietario dell’immobile.

– Le spese condominiali e le spese delle utenze sono a carico dell’assegnatario dell’immobile.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta


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