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Cannabis legale: si riapre il dibattito sulla legge

22 marzo 2017 | Autore:


> Business Pubblicato il 22 marzo 2017



Nuove discussioni e nuove tensioni sulla legge per la cannabis legale: la maggioranza si spezza.

Da domani la Commissione Giustizia e Affari sociali della Camera riprenderà in esame la legge sulla legalizzazione della cannabis.

La legge riguarda non solo l’uso a scopo personale e la coltivazione della cannabis a scopi ricreativi ma sopratutto il ricorso alla cannabis per ragioni terapeutiche, la cui importanza è ormai comprovata a livello scientifico per alcune tipologie di malattie.

La proposta iniziale e le ultime discussioni in Parlamento

La legge cerca di vedere la luce ormai dal 2013 ma la materia, naturalmente, divide non poco. Lo scorso 25 luglio qualcosa è cambiato, tuttavia il dibattito si è fermato alle discussioni preliminari e generali sul tema. Seconda tappa in ottobre, con la volontà espressa da parte della sinistra di rimandare in commissione la legge per maggiori analisi sul tema. La proposta è fortemente contrastata però dai centristi che hanno presentato fino ad oggi 2mila emendamenti, con finalità ostruzionistiche.  Polemiche tuttavia arrivano anche da parte della maggioranza Pd.

Cosa prevede il testo

Il testo consentirebbe la coltivazione personale di cannabis, fino 5 piante di sesso femminile, previo invio di una comunicazione all’ufficio regionale dei monopoli di Stato territorialmente competente.

Si potrà coltivare anche in forma associata

Il testo al vaglio della Commissione prevede anche la possibilità di coltivare in forma associata, riunendo le 5 piantine a testa per un massimo di 50 persone: una coltivazione di massimo di 250 piantine.

A chi consentirebbe l’uso personale

L’uso personale di cannabis sarebbe previsto per i maggiorenni, fino a 5 grammi innalzabili a 15 per la detenzione in privato domicilio, non subordinata ad alcun regime autorizzatorio.

Uso medico: limiti più ampi

I limiti previsti possono essere però superati laddove si utilizzi la cannabis a fini terapeutici, ma in questo caso è necessaria la prescrizione medica.

Cosa si rischia in termini di pena per il superamento dei limiti?

Superando la dura disciplina prevista dalla Bossi-Fini, che prevedeva una pena è unica, ovvero la reclusione da 6 mesi a 4 anni e la multa da 1.032 a 10.329 euro, la legge al vaglio della Commissione introduce una chiara e netta differenza tra le diverse sostanze: si prevede la non punibilità della cessione gratuita a terzi di piccoli quantitativi di cannabis per consumo personale, quindi entro i 5 gr. lordi. Il superamento dei limiti porta comunque sanzioni ed in particolare la reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa da euro 1.032 a euro 6.500. D’altra parte sono molto più gravi le pene previste per le droghe pesanti.

Pene dure per le droghe pesanti

Per le droghe pesanti si rischia la reclusione da 1 a 6 anni e la multa da euro 2.064 a euro 13mila.

La coltivazione sarà soggetta a Monopolio di Stato

Tanto la coltivazione quanto la preparazione di tutti i derivati, inclusi quelli medici, saranno soggetti al Monopolio statale: ogni vendita e produzione sarà regolamentata e autorizzata dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli nonché la vendita al dettaglio a persone maggiorenni, in esercizi commerciali destinati esclusivamente a tale attività.

Enti, persone giuridiche private, istituti universitari e laboratori pubblici potranno coltivare piante di cannabis per scopi scientifici, sperimentali, didattici e terapeutici o commerciali finalizzati alla produzione farmacologica. Le risorse derivanti dal monopolio statale sulla commercializzazione della cannabis vanno destinate al Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga.

Le multe sono destinate all’educazione

Le risorse derivanti da ogni sanzione verrà destinata all’intervento nel settore scolastico e ad interventi preventivi, curativi e riabilitativi. Per meglio informare e meglio far comprendere, da un lato; per aiutare chi è in uno stato di tossicodipendenza, dall’altro.

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