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Libretto di risparmio e istanza di rimborso

16 dicembre 2017


Libretto di risparmio e istanza di rimborso

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 dicembre 2017



Sono venuto in possesso di un vecchio libretto di risparmio emesso dalla mia banca nel 1947 intestato, quindi nominativo, a mio padre deceduto lo stesso anno. Il libretto ha un saldo attivo in un tot di lire alla data del 9 novembre 1948. È possibile entrare in possesso della somma naturalmente rivalutata con gli interessi maturati? La spesa che ne deriva vale la pena ad avviare l’istanza di rimborso?

Attraverso l’art. 1, comma 345, della legge n. 266/2005 “Amministrazione del patrimonio e contabilità dello Stato”, il Ministero dell’Economia ha stabilito che: “Il fondo è alimentato dall’importo dei conti correnti e dei rapporti bancari definiti come dormienti all’interno del sistema bancario nonché del comparto assicurativo e finanziario, definiti con regolamento adottato ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze; con lo stesso regolamento sono altresì definite le modalità di rilevazione dei predetti conti e rapporti”. In altri termini, i libretti di risparmio e gli altri strumenti di investimento, contenenti importi maggiori di 100 €, non movimentati per un periodo superiore a dieci anni, sono considerati dormienti, cioè immobili e non utilizzati, dunque si procede d’ufficio alla loro estinzione, facendo confluire le somme di denaro presenti in un Fondo ministeriale.

Per il recupero del denaro è necessario inoltrare una domanda di rimborso, che può essere redatta in carta semplice o mediante modelli presenti online, nella quale devono essere inseriti, con estrema precisione, tutti i dati e le informazioni necessarie a chiarire la propria posizione. Bisogna inoltre presentare il proprio documento di identità, codice fiscale e in caso di eredi il certificato di morte del titolare.

La domanda, insieme a tutta la documentazione, può essere presentata esclusivamente in forma cartacea, mediante lettera raccomandata a/r, all’indirizzo: CONSAP S.p.A. Rif. Rapporti Dormienti- V. Yser 14 – 00198 Roma. Per informazioni circa le modalità di presentazione della domanda e altri chiarimenti è attiva una la mail: rapportidormienti@consap.it.

Occorre tenere presente che la presentazione della domanda è gratuita ma, in caso di accoglimento, l’istituto provvederà a trattenere una percentuale sulla somma per l’istruzione della pratica e le spese vive.

Il termine di prescrizione per la domanda è di 10 anni dalla data di devoluzione al fondo per i depositi di denaro, di strumenti finanziari o di contratti di assicurazione, nel caso specifico, è consigliabile inviare comunque l’istanza di rimborso e attendere la risposta (positiva o negativa) da parte di Consap Spa.

Il consiglio pratico che si offre, pertanto, al lettore è quello di inoltrare l’istanza di rimborso in ogni caso, in quanto, se si procede autonomamente senza assistenza legale utilizzando i moduli presenti online, è una procedura gratuita che prevede il solo costo di spedizione della raccomandata.

Anche qualora il lettore decidesse di avvalersi dell’intervento di un legale, la redazione di un’istanza da parte di un professionista ha comunque un costo irrisorio.

Qualora Consap accogliesse l’istanza di rimborso, provvederà all’erogazione della somma con gli interessi calcolati ma con la detrazione di una percentuale, variabile a seconda degli importi totali.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta

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