HOME Articoli

Lo sai che? Che fare se il meccanico non restituisce l’automobile

Lo sai che? Pubblicato il 16 dicembre 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 16 dicembre 2017

Ho consegnato la mia autovettura al meccanico per alcune riparazioni, ma superato di gran lunga il tempo di attesa dopo circa un mese ho sporto querela per appropriazione indebita nei confronti del mio ormai ex meccanico. In seguito, la querela è stata rimessa dietro pressioni dello stesso querelato che minacciava altrimenti di non darmi più l’auto. Ho poi subìto il furto dei miei documenti che ho denunciato e per questo motivo non ho potuto costituirmi parte civile. Ho diritto al risarcimento del danno?

La questione posta dal lettore riguarda, in buona sostanza, la possibilità di richiedere e ottenere il risarcimento dei danni che questi ritiene di aver subito a causa dei comportamenti illeciti tenuti dal suo ex meccanico (così lo ha definito egli stesso nella intercorsa telefonata) in occasione di alcune riparazioni di cui necessitava la sua autovettura.

Correttamente, il lettore aveva sporto la querela per appropriazione indebita non vedendosi più riconsegnare la sua autovettura detenuta illecitamente dal suo meccanico. La detta querela è stata poi in seguito, dietro pressioni dello stesso querelato (che pare di capire l’avrebbe di fatto costretto dicendole che in mancanza non le avrebbe più riconsegnato la vettura) rimessa, restando, allo stato, solo la denuncia per il furto dei documenti presentata successivamente.

A parere dello scrivente, il lettore ha commesso un errore nel rimettere la querela, poiché il comportamento tenuto dal suo meccanico integrerebbe ulteriori e più gravi reati.

Sotto il profilo strettamente giuridico si può affermare che, avendo il meccanico di fatto “estorto” la remissione, il lettore ha tutto il diritto di chiedere il risarcimento dei danni che ha patito in conseguenza di questi comportamenti illeciti del suo meccanico.

A questo fine, si deve però tenere presente che sarebbe onere del lettore dimostrare l’esistenza del danno e la sua quantificazione, vigendo il principio generale dell’onere della prova secondo il quale:“Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento” (art. 2697 cod.civ.).

Avviare l’azione giudiziaria avrebbe, com’è ovvio, dei costi iniziali, eventualmente da quantificare anche in relazione all’ammontare della pretesa risarcitoria che il lettore riterrà di avanzare, circostanza che, in concreto, deve tener presente prima di decidere di intraprendere la via giudiziaria il cui esito, anche solo dal punto di vista temporale, è non prevedibile.

Fermo restando alle condizioni dette la praticabilità dell’azione in sede civile, il lettore potrebbe verificare lo stato della denuncia per il furto dei documenti presso la competente Procura della Repubblica della sua città e cercare, in qualche modo, di valorizzare quel procedimento al fine di richiedere un risarcimento a fronte della sua mancata costituzione di parte civile.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Antonio Ciotola


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI