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Lo sai che? Come spedire una contestazione al fisco?

Lo sai che? Pubblicato il 14 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 14 dicembre 2017

Come scrivere una istanza all’Agenzia delle Entrate e come spedirla con raccomandata.

Il fisco ti ha addebitato un’imposta non dovuta o pretende da te il pagamento di tributi che invece non spetta a te versare. È tua intenzione, prima di procedere davanti al giudice, tentare una soluzione pacifica e inviare una istanza all’Agenzia delle Entrate affinché questa consideri le tue ragioni e faccia marcia indietro. Se anche la legge dice che potresti usare la posta elettronica certificata per tutte le lettere da spedire alla pubblica amministrazione, non sei dotato di una tua pec e, quindi, preferisci la tradizionale raccomandata. A questo punto però ti chiedi come spedire una contestazione al fisco. In questo articolo ti darermo qualche suggerimento pratico.

La prima cosa che devi tenere in considerazione è che, quando invii una raccomandata all’Agenzia delle Entrate è sempre meglio che tu utilizzi la forma della cosiddetta «raccomandata senza busta». È molto facile da fare. Devi piegare il foglio su se stesso e affrancarlo dal lato della facciata rimasta vuota. Quindi devi spedire la

lettera non dentro una busta ma solo gli specifici fogli spillati o chiusi col nastro adesivo, affinché nessuno possa poi dire che dentro la busta non c’era nulla. Se ancora non ti è chiaro come fare puoi vedere il nostro tutorial video in questo articolo Raccomandata senza busta: come fare?

Lo so, ti può sembrare un paradosso. Difatti, se è lo Stato a doverti inviare un atto giudiziario, una multa o una cartella esattoriale, lo fa inserendolo in una busta. E se tu dici che dentro non c’era nulla o non c’erano tutti i fogli devi dimostrarlo, devi cioè dare la prova di aver ricevuto una comunicazione differente da quella che la controparte sostiene di averti spedito. Questo è il più recente orientamento della Cassazione. Se non dai questa prova, il fisco ti considera inadempiente e ti fa un pignoramento.

La seconda cosa che devi tenere in considerazione è che, se spedisci una contestazione al fisco, devi inviarla all’ufficio competente che, di norma, è quello ove si trova la tua residenza per le imposte sui redditi o quello ove si trova l’immobile per le imposte sulla casa. Se sbagli, anche se l’ufficio è tenuto a inviare per competenza la comunicazione a quello giusto, non è detto che lo faccia o lo faccia in tempi ragionevoli. Per cui è preferibile non commettere errori iniziali.

Altra questione molto importate. Se la legge ti impone dei termini di scadenza per l’invio dell’istanza, per il rispetto di questi non conta la data in cui hai portato la raccomandata all’ufficio postale, ma quella di ricevimento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Tanto per capirci: se la contestazione va fatta entro il 1° marzo, è necessario che entro tale data sia ricevuta dal destinatario. Non puoi recarti ad esempio il 28 febbraio in posta poiché  su di te ricadono i rischi di ritardi dell’ufficio posale. Sempre meglio non ridursi all’ultimo minuto.

Per maggiori informazioni leggi Come inviare un’istanza all’Agenzia delle Entrate.

Ultimo importante consiglio. Per quanto la legge non dica come debba essere scritta l’istanza, è sempre meglio dare maggiori riferimenti possibili e, soprattutto, chiamarla «Istanza in autotutela». Questa intestazione fa sì che la tua richiesta venga considerata non già come una semplice segnalazione ma un vero e proprio ricorso che imporrà tutta una serie di procedure interne affinché la risposta ti venga fornita in modo ufficiale.

Se ritieni che sia stato leso un tuo diritto potresti inviare la stessa istanza anche al Garante del Contribuente che, sebbene non sia un giudice e non ha potere di intervento sull’Agenzia delle Entrate, quantomeno può suggerire la giusta interpretazione della normativa nel caso di specie.


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