Diritto e Fisco | Articoli

Poste italiane: si può presentare un’istanza di accesso agli atti?

16 dicembre 2017


Poste italiane: si può presentare un’istanza di accesso agli atti?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 dicembre 2017



Ho bisogno di una firma di mia madre, per verificarne l’autenticità sul suo testamento olografo. Le uniche firme da lei apposte quando era in vita, alla mia presenza, sono su alcuni atti delle Poste.

Se presento l’istanza di accesso agli atti alle Poste italiane che speranze ho di averne un riscontro? La direttrice si può addirittura rifiutare?

Poste Italiane spa è una società per azioni, subentrata alle precedenti amministrazioni centrali, concessionaria del servizio pubblico postale universale, le cui partecipazioni sono detenute per il 60% dal Ministero dell’Economia che ha poteri di nomina degli amministratori e dei componenti degli organi di controllo di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico. Si tratta dunque di un organismo di diritto pubblico, dotato di personalità giuridica, istituito per soddisfare specificatamente bisogni di interesse generale non aventi carattere industriale o commerciale, la cui attività gode in misura maggioritaria di finanziamenti pubblici e la cui gestione è sottoposta al controllo dei soggetti pubblici.

Il Consiglio di Stato, in rottura rispetto agli orientamenti giurisprudenziali precedenti, con l’Adunanza Plenaria del 28/06/2016, n. 13, ha sancito l’assoggettabilità di Poste Italiane al diritto di accesso da parte dei soggetti direttamente interessati.

Alla luce di quanto detto, poiché la società Poste Italiane spa è soggetta alla disciplina, di cui agli articoli 22 e ss. della legge 7 agosto 1990, n. 241, con riferimento al pubblico servizio di cui è affidataria, nonché al d.lgs. n. 33 del 2013, con riferimento agli obblighi di trasparenza, è legittimo fare istanza di accesso agli atti, motivando adeguatamente la richiesta.

La giurisprudenza conferma ampiamente quanto detto.

La disciplina dell’accesso agli atti della P.A., ai sensi degli artt. 22 ss. L. 7 agosto 1990, n. 241, è estesa anche ai soggetti privati svolgenti pubbliche funzioni o pubblici servizi, sia pure limitatamente alla loro attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o comunitario.” T.A.R. Calabria Catanzaro Sez. I, 27/10/2016, n. 2020.

La società Poste Italiane s.p.a. è soggetta alla disciplina del diritto di accesso ai documenti amministrativi di cui agli artt. 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, con riferimento al pubblico servizio di cui è affidataria.” Cons. Stato (Ad. Plen.), 28/06/2016, n. 13.

L’astratta accessibilità anche agli atti dei soggetti privati svolgenti pubbliche funzioni o pubblici servizi, limitatamente alla loro attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o comunitario, deve essere correttamente circoscritta onde evitare indebite estensioni del sotteso diritto all’ostensione, valorizzando la necessità della sussistenza, a tal fine, di uno specifico collegamento, anche indiretto, tra la documentazione oggetto della pretesa ostensiva ed un pubblico interesse che soddisfi la ratio legis della trasparenza della sfera d’azione amministrativa (Legge n. 241/1990)”. T.A.R. Sicilia Catania Sez. I, 26/02/2016, n. 597.

L’accesso agli atti della P.A. deve avere un oggetto determinato o quanto meno determinabile; la relativa domanda non può essere generica e deve riferirsi a specifici documenti senza necessità di un’attività di elaborazione di dati da parte del soggetto destinatario della richiesta (artt. 22 ss. L. n. 241/1990)”. T.A.R. Piemonte Torino Sez. I, 18/02/2016, n. 207.

Benché il diritto di accesso agli atti della P.A. sia un’autonoma posizione giuridica soggettiva, il suo esercizio non è consentito per finalità di mero controllo della legalità dell’attività amministrativa; per questo, l’istanza di accesso deve essere invero sorretta da un interesse giuridicamente rilevante, così inteso come un qualsiasi interesse che sia serio, effettivo, autonomo, non emulativo e ricollegabile all’istante da uno specifico nesso (art. 22 L. n. 241/1990)”. T.A.R. Lazio Roma Sez. III, 09/02/2016, n. 1878.

Il consiglio pratico che si offre al lettore è pertanto quello di presentare l’istanza ed allegare insieme il certificato di morte di sua madre.

Le Poste Italiane Spa sono tenute a rispondere alla richiesta o, in alternativa, potranno richiedere ulteriore documentazione giustificativa dell’istanza.

 

Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Rossella Blaiotta

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI